Preferire il necessario all’affascinante superfluo

Adesso capisco molte cose e sono in grado di giustificare scelte che fino a qualche anno fa avrei bollato come azzardate. A venticinque anni, con un abisso d’incertezza come unico orizzonte, mi rendo conto che a un certo punto non è più il momento dell’adrenalina e dell’eccitazione, della sorpresa e dell’imprevedibilità. Arriva un momento nel quale ti rendi conto che tutto quello di cui hai bisogno è una mano sinistra che intervenga a girare dolcemente lo sterzo per evitarti di andare a sbattere contro un ostacolo o di accentrarti troppo sulla carreggiata, quando tu non hai i riflessi sufficientemente pronti. E che è bello sapere che, oltre al tuo, c’è un altro freno di servizio e qualcuno accanto a te pronto a usarlo. E apprezzi la voce che ti dà istruzioni sulle procedure da eseguire e ti rassicura quando sbagli.

Arriva un’età nella quale diventa inutile tentare di afferrare una saponetta bagnata, perché mille volte ti è già sfuggita di mano e inizi a comprendere che dovresti dedicarti, invece, a stringere quello che puoi agguantare. E che la sicurezza, in fin dei conti, non è così terribilmente noiosa come giuravi che dovesse essere.

Listening to:
Roses from my friends – Ben Harper

5 risposte a “Preferire il necessario all’affascinante superfluo”

  1. Avatar
    Anonimo

    >Arriva un momento nel quale ti >rendi conto che tutto quello di >cui hai bisogno è una mano >sinistra che intervenga a girare >dolcemente lo sterzo per evitarti >di andare a sbattere contro un >ostacolo o di accentrarti troppo >sulla carreggiata, quando tu non >hai i riflessi sufficientemente >pronti.Interessante l'influenza delle lezioni di guida sulla tua filosofia di vita ;)Riguardo a tutto il resto: possiamo anche essere d'accordo, ma come mi faceva notare tempo fa qualcuno, il sostegno dovrebbe essere reciproco.E questo significa che dovrete avvicendarvi di volta in volta al ruolo di istruttore.

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  2. Avatar
    Anonimo

    Ma per caso inizi a rubarmi i pensieri? Sai che le stesse cose, espresse con una dialettica meno curata, le ho dette ad un’amica poco tempo fa! Ecco come le distanze si annullano in un attimo.Ciauz bacioni Mimmo

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  3. Avatar
    Anonimo

    Verissimo 🙂 Baci Mimmo

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  4. Avatar umanatroppoumana
    umanatroppoumana

    La verità è che, quando ho fatto la prima guida con l’istruttore, ho avuto una specie di epifania. Avevo già provato una volta con mio padre, ma il suo modo di fare non aveva fatto altro che accrescere la mia ansia e avevo avuto difficoltà a fare tutto, per cui pensavo già di essere completamente negata. Durante la prima guida “ufficiale”, però, l’istruttore mi ha messa subito a mio agio, mi ha rassicurata e mi ha spiegato con pazienza tutti gli errori, incoraggiandomi e facendomi i complimenti per ogni cosa riuscita bene. Alla fine, scesa dalla macchina, ero serena e anche un po’ elettrizzata per essere riuscita a guidare e ho capito che è così che dovrebbe andare anche nella vita di tutti i giorni: due persone dovrebbero sostenersi, aiutarsi e incoraggiarsi a vicenda (proprio come scrivi tu) e ogni rapporto basato su un gap in termini di (presunta) adeguatezza e “perfezione” non porta ad altro che a squilibri pericolosi, con uno dei due componenti della coppia che si sentirà sempre e comunque inadatto e l’altro che farà valere una superiorità il più delle volte del tutto immaginaria. Per cui, più che di un rapporto, si tratterà di una rincorsa senza fine e senza senso. In venticinque anni non l’avevo capito, poi, è bastata una lezione di guida per rendermi conto che è meglio una persona “imperfetta”, ma presente, rispetto a una “eccezionale”, ma distratta, o intransigente o che ci rende insicuri. In fin dei conti, si dovrebbe stare con qualcuno per stare bene, non per tormentarsi continuamente.

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  5. Avatar umanatroppoumana
    umanatroppoumana

    Mimmo, di che ti stupisci? Non l’ho mica scritto io che siamo “menti affini”…

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