Adesso capisco molte cose e sono in grado di giustificare scelte che fino a qualche anno fa avrei bollato come azzardate. A venticinque anni, con un abisso d’incertezza come unico orizzonte, mi rendo conto che a un certo punto non è più il momento dell’adrenalina e dell’eccitazione, della sorpresa e dell’imprevedibilità. Arriva un momento nel quale ti rendi conto che tutto quello di cui hai bisogno è una mano sinistra che intervenga a girare dolcemente lo sterzo per evitarti di andare a sbattere contro un ostacolo o di accentrarti troppo sulla carreggiata, quando tu non hai i riflessi sufficientemente pronti. E che è bello sapere che, oltre al tuo, c’è un altro freno di servizio e qualcuno accanto a te pronto a usarlo. E apprezzi la voce che ti dà istruzioni sulle procedure da eseguire e ti rassicura quando sbagli.
Arriva un’età nella quale diventa inutile tentare di afferrare una saponetta bagnata, perché mille volte ti è già sfuggita di mano e inizi a comprendere che dovresti dedicarti, invece, a stringere quello che puoi agguantare. E che la sicurezza, in fin dei conti, non è così terribilmente noiosa come giuravi che dovesse essere.
Listening to:
Roses from my friends – Ben Harper
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