Provare a sperimentare la sincronicità?

Un consigliere che ascolto sempre con piacere mi ha invitata a non lambiccarmi troppo, a non pensare che a tutti i costi si debba conoscere la propria destinazione o le tappe del percorso, a non cercare di capire e a prendere una strada qualunque, perché quando ci sentiamo persi tutte le strade portano magicamente a destinazione. Sorprendentemente, il romanzo a me più caro – sfogliato durante il fine settimana – parrebbe spronarmi a fare la stessa cosa, ad aprire la porta al caso e alle coincidenze. Perfino un film rivisto giovedì scorso suggeriva un analogo comportamento. Che sia dunque un messaggio? Pare di sì e pare che debba ascoltarlo. Mi chiedo solo se non si possa lasciare la porta socchiusa, invece di spalancarla, giusto per non essere troppo indifesa nel caso in cui tutti i consigli fossero sbagliati…

Listening to:
Get me away from here, I’m dying – Belle & Sebastian

Una replica a “Provare a sperimentare la sincronicità?”

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    Anonimo

    Dare consigli agli altri è cosa bella e giusta.Ma da dove vengono i consigli? Dalla percezione di un “sentire la necessità comune”, che viene risolto con l’esperienza.Però il dubbio che mi viene è: siamo davvero sicuri di poter condividere qualunque tipo di esperienza?Voglio dire, se faccio un sopralluogo in un bosco, tornerò da te e saprò condividere il mio sapere. Ti indicherò quali frutti commestibili ho trovato e altri consigli utili a superare zone paludose.Ma riguardo ai sentimenti, alle scelte di vita?Forse uno spirito affine può darti consigli utili, perché i vostri percorsi di vita hanno delle analogie. Ma sono cose che il più delle volte si riconoscono col senno di poi, distinguendo tra i consigli del passato, e non si riesce mai a sviluppare queste tecniche di riconoscimento sul momento in cui servirebbero.Per cui, provo a rispondere alla tua domanda… mi sento istantaneamente di dare ragione a chi ti consigliava a quel modo.Ma soltanto perché è un consiglio che trovo, anzi, ho trovato, sempre calzante su di me, e tutt’ora lo seguo.Fermo restando che per tutti a volte è bello provare il gusto di abbandonarsi, e a bandire certe preoccupazioni.. forse fai bene tenere socchiusa la porticina.E’ sempre bene accettare i consigli altrui, e provare a integrarli col proprio modo di essere.Te li godrai di più.Poi forse il problema, la radice di certe sofferenze, andrebbero ricercate non tanto nel modo in cui si è fatti, ma dall’esasperazione di questo stesso modo.Esempio: la natura di un uccellino è quella di volare.Ma se l’uccellino viene messo in un ambiente ostile, e chiuso, come una gabbia, tenterà lo stesso di volare, perché è la sua natura.Ma il volo sarà nocivo, lo farà sbattere contro le sbarre, si farà male.Quindi forse il punto non sta in quello che sei e che fai, ma nel contesto in cui lo fai, nella libertà di azione che ti scegli.

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