Dicono non ci si debba fidare di chi ossessivamente ripete di essere una persona comune, povera, banale e misera. Per lo meno così è che la pensava Francis Scott Fitzgerald.Si potrebbe dire che non è giusto inciampare all’ultimo scalino, anche se io credo fortemente che non solo non sia giusto, ma che non sia neppure bello né da vedere, né da raccontare e né da immaginare.Non è bello cadere da lassù, e anche se non so di cosa tu stia parlando non mi piace immaginarti accasciata, con la testa costretta dalle tue braccia piangendo e biasimando te stessa.Aspetta che qualcuno o qualcosa ti aiuti, qualcuno di cui ti fidi, che ti conforti e che ti dia coraggio.Quando lavoravo da cameriere il trucco era di non fare caso a ciò che si trasportava. Questo dogma valeva specialmente per le bevande: non curandosene e non guardandole il liquido all’interno prende ad ondeggiare seguendo ed adagiandosi perfettamente ai tuoi movimenti e ad al tuo passo senza rovesciarsi…. tu probabilmente sai già tutto, ed io mi chiedo che cosa commento a fare i tuoi post! :)Ti lascio una poesia di Ungaretti che non so perché mi è tornata alla mente:”NATALE”Non ho vogliadi tuffarmiin un gomitolodi stradeHo tantastanchezzasulle spalleLasciatemi cosìcome unacosaposatain un angoloe dimenticataQuinon si sentealtroche il caldo buonoStocon le quattrocaprioledi fumodel focolare
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A volte inciampiamo perché abbiamo paura di quello che ci aspetta finita la scala. Basta fermarsi un attimo dare all’ultimo scalino il giusto valore ed allora passarlo indenni sarà facilissimo.P.S. Quest’estate ti vengo sicuramente a trovare.Baci Mimmo
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