Ebbene, come previsto sono scivolata dove e quando immaginavo, ma a un millimetro dallo schianto ho trovato inaspettatamente una provvidenziale viscosità, che mi ha tenuta in piedi. Non mi sono ancora del tutto riavuta dallo sbigottimento per essere riuscita a non disfare quello che era stato tessuto pazientemente e per aver disinnescato in parte i miei tristemente familiari meccanismi auto-punitivi. Le più grandi sorprese provengono sempre da me stessa e, fortunatamente, non tutte sono negative.
A volte, come è successo tra venerdì e sabato, una notte insonne è quasi una medicina in grado di riequilibrare i punti di vista e può capitare di accorgersi che ciò che sembrava la fine della scala è in realtà solo un pianerottolo in cui riprendere fiato prima della rampa successiva. E rigirandosi tra le coperte, fissando le stelline di plastica fosforescente sul soffitto, quasi a cercare di trarne il proprio oroscopo personalizzato, si può giungere alla certezza che, se la voglia di proseguire pesa anche solo un grammo in più della paura (e prima non era mai successo), allora si deve continuare a salire e difendersi dalle vertigini al meglio delle proprie possibilità.
Listening to:
Rhythm & blues alibi – Gomez
Lascia un commento