Anno dopo anno si prova a svilire la celebrazione del 25 Aprile e ad accomunare sempre più partigiani e repubblichini, sminuendo i primi e sdoganando i secondi perché, giovani e in buonafede tanto quanto i partigiani, scelsero credendo di difendere il proprio Paese.
Ciò che ai professionisti del revisionismo sfugge, però, è che la buonafede non ha mai reso innocenti, ma è solo un’attenuante generica. Troppo comodo addurre l’ignoranza come scusa per i propri peccati, onde schivare la punizione e il senso di colpa. La tragedia greca ce lo insegna: Edipo e Giocasta ignoravano reciprocamente chi l’altro fosse in realtà ed erano quindi irreprensibili nelle intenzioni, eppure, quando scoprirono la verità, il figlio s’accecò e la madre si diede la morte.
In una società fondata su solidi valori ci può e ci deve essere misericordia per le persone, ma non si può accettare che gli errori siano liquidati con un colpo di spugna.
Listening to:
The privateers – Andrew Bird
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