Al di là di tutto, la più grande conquista di questo periodo è la libertà di essere me stessa, l’esprimermi pienamente e non adattarmi all’etichetta che mi viene assegnata. Negli anni sono stata tutto e il contrario di tutto: la gente ha pensato ogni cosa possibile di me e io non mi sono mai presa la briga di contraddirla. Probabilmente, se chiedessi a tutti coloro che mi conoscono di descrivermi, non si troverebbero due ritratti uguali. Non che abbia mai finto alcunché, solo ho omesso di offrirmi interamente e con abbandono, per comodità e per timore che mi si lasciasse ammuffire nel mio angolo. Si facevano delle supposizioni sul mio carattere e il mio passato e il silenzio con il quale rispondevo era interpretato come un assenso. Anche qui, anche su questa pagina, spesso l’effusione diaristica più autentica s’è mischiata con mimetismi vari – per pudore o per non tradire le aspettative – e quando è stata del tutto vera, è stata sempre criptica, al limite dell’ermetico. Ho sempre cercato di proteggere il mio cuore dagli sguardi, come un frutto protegge il suo nocciolo.
E adesso, invece, il mio cuore ho preso il rischio di esporlo e ho detto e dico le confessioni più intime e sono Maria come non ero mai stata prima, se non con me stessa, offrendo anche i tentennamenti, i tremori, le ritrosie e le insicurezze, che prima ho sempre dissimulato.
Listening to:
L’animale – Franco Battiato
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