La presenza. Il pensiero. Eppure resta sempre qualcosa che manca all’appello, qualcosa che ogni giorno desidero e che non riesco più a trovare. Qualcosa che mi viene promesso e raccontato e tuttavia, da qualche tempo, non mi viene più elargito, chissà perché.

E io mi sento di nuovo così terribilmente, terribilmente, triste e inadeguata, come una talea che marcisce nell’acqua di un bicchiere.

3 risposte a “”

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    Anonimo

    Uhm… l'arrivo di un nuovo post qui é sempre foriero di increspature nel tuo scorrere. Spero che sia solo una corrente passegera e che possa presto essere piú felice di ora. Ah! Piccola perla di saggezza inventata or ora per l'occasione: non ne vale mai la pena di restare triste per piú di sedici ore se non ne conosci la ragione. Tanti baci, Maria.

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  2. Avatar
    Anonimo

    Caro Pagliara, purtroppo ben pochi giornalisti (ma di che statura) hanno avuto il coraggio di occuparsi di questa nuova ignominia. Lei, come sempre, è in prima linea, e tutti coloro che vogliono difendere la libertà e la civiltà non possono che essergliene grati. Facciamo bene attenzione e pensiamo a quanto è successo 70 anni fa; facciamo in modo che certe vergogne non si ripetano. Ma per far ciò ci vogliono tanti come lei. .Grazie e cordiali saluti .Emanuel

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  3. Avatar umanatroppoumana
    umanatroppoumana

    Stefano caro, le tue perle di saggezza sono sempre bene accette. Un abbraccio forte 🙂

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