Fare o non fare

La vita è sempre nient’altro che un tentativo. Si prova a farne qualcosa, al meglio delle proprie possibilità. La boria incoraggia alcuni ad affrontarla come fosse un progetto, ma in essa non c’è nulla che abbia la natura prevedibile – quell’espletarsi indefettibile e impassibilmente procedurale – di un algoritmo e, dunque, non è mai davvero possibile avere il controllo totale di azioni e conseguenze. In qualunque momento forze esterne – il caso, gli altri, le fatalità, la grazia… – possono mettere a soqquadro il diagramma di flusso che abbiamo minuziosamente elaborato e tutto può sfumare o fiorire inopinatamente.

Forse scrisse bene colui che la definì “uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro”.

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Da qualche giorno c’è una matita che occhieggia per richiamare la mia attenzione; implora d’essere afferrata e usata per scombiccherare un altro dettaglio del mio personale sbozzo nel vuoto. Tuttavia, il timore – meglio, la speranza inconfessabile – che, pur nella sua mondana e quintessenziale inutilità, lo scarabocchio potrebbe finire per non essere un tentativo inane, è come una paralisi improvvisa e irreversibile.

Così me ne sto come la moglie di Lot davanti alle scelleratezze di Sodoma, consumandomi nell’inazione, nell’ideazione preliminare, nell’intenzione della perfezione che immancabilmente inibisce la realizzazione di alcunché. Come sempre irragionevolmente nemica di me stessa e come sempre pusillanime, anche quando nell’impresa non ci sarebbe davvero nulla che si potrebbe finire per perdere…

Listening to:
Quiet light – The National

Una risposta a “Fare o non fare”

  1. Avatar massimolegnani
    massimolegnani

    la vita è una scarpa non sempre della misura adatta al nostro piede, eppure ci dobbiamo camminare fino a consumarla, impossibile star fermi!
    ml

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