I had a plan that did not unfold
And time has a mind of its own […]
La quiete soleggiata di un tardo sabato mattina è un buon momento per tornare ad arieggiare questa stanza, che troppo spesso ultimamente se ne sta chiusa e desolata. Le parole – è un fatto oramai acclarato – non sono una risorsa infinita e in questi mesi s’è dovuto dar fondo altrove alle riserve, al punto da non averne nemmeno più gli spiccioli da spendere qui.
Tuttavia, l’autunno è tornato e, seppure con discutibile puntualità, non è possibile mancare all’appello: come il trillo d’una sveglia, l’oro e il rame delle foglie incartapecorite restano un richiamo perentorio per questo spirito che non ha mai avuto la pazienza dell’inverno, la spericolatezza della primavera o l’impulsività dell’estate, per questo cuore da sempre lacerato “d’un languore monotono” come in una perenne estasi del declino, nell’ebrezza perversa di una caduta senza ascesa.
E anche se non si ha nulla da raccontare, se non della solita e sconcia nostalgia delle mirabolanti imprese mai realizzate e delle cose mai avute (che a questo punto è venuta a nausea perfino a me…), pareva ancora più indecente continuare a non lasciare qualcosa di scritto in questo posto viola.
Listening to:
Love in the dark – @
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