Invecchiare e scoprirsi improvvisamente nostalgici. Aspettarsi che l’alito della primavera abbia sempre la stessa temperatura e lo stesso odore, che la luce trafigga le strade da angolazioni invariate negli anni, che la solita brezza leggera rinfreschi le serate quel tanto che basta a sentirsi lievi e spensierati prima dell’assalto asfissiante della calura estiva. Scoprire che niente è più uguale: non c’è abitudine che sia sopravvissuta, tutte cadute insieme agli ultimi brandelli di adolescenza che, fino a ieri ancora tenacemente attaccati, hanno improvvisamente mollato la presa. Guardare la nuova stagione con aspettative del tutto diverse e una voglia soffocata che qualcosa permanga, che non tutto cambi, perché non si è ancora pronti – o forse rassegnati – a dirsi addio.
Listening to:
Falso allarme – Pino Marino