È giunto il momento di una grande svolta epocale, una grande riorganizzazione. Non è la prima volta che annuncio di essere pronta ad una radicale opera di ristrutturazione, ma poi regolarmente i miei proclami si sono rivelati inconcludenti. Questa volta è diverso: ho una nuova vita che attende solamente che io mi uniformi ad essa per divenire la mia vita e non mi va di lasciare che l’ennesima e – chissà? – forse ultima occasione mi scivoli di mano. Ci metterò un po’ di magnesia su queste dannate mani scivolose, proprio come fanno i ginnasti, e tenterò di tenere la presa più saldamente possibile.
Ho bisogno di cambiare essenza senza cambiare pelle. Di mantenere la mia superficie e modificare parte della sostanza. Di grattare via un po’ delle croste fuligginose che soffocano la parte più tenera della mia anima, che ne è talmente ricoperta da apparire grigiastra, sclerotizzata e spenta. Vetusta e malsana, per nulla invitante. Direi quasi repellente. Questa patina non rende giustizia a quanto di buono e vivo si trova al di sotto di essa, che – giuro! – non è affatto poco. Non voglio che la mia anima sia solo un’incrostazione polverosa, che aderisce alle pareti interne del mio corpo. Dovrei farle prendere un po’ d’aria per toglierle almeno in parte l’odore di muffa…
Listening to:
Walk away – Franz Ferdinand



