I’m only human on the inside…
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Human – The Pretenders*
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Human – The Pretenders*
E se anche la vita non dovesse riservarmi mai più nulla, avrei comunque avuto tutto. Di più e meglio di così è assolutamente impossibile.
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Perfect day – Lou Reed
Anni fa osservavo intimorita e un po’ delusa un albero altissimo, che mi sembrava tutto rinsecchito, riarso fino al midollo, asfittico. Dalla mia posizione, che non permetteva di vederne la cima, riuscivo però a sentire un profumo vago che era come una promessa. «Dev’esserci un fiore lassù, da qualche parte», mi dicevo e allora, nonostante tutto, non perdevo la speranza. Su quel tronco e su quei rami lentamente mi ci sono arrampicata, conquistando ogni volta un’altezza maggiore, ma il profumo stranamente non si faceva più acuto; eppure non svaniva mai e proprio per quella permanenza, benché tenue, mi era impossibile dubitare che tra i rami spogli e intricati ci fosse davvero qualcosa di bello, colorato, tenero e tuttavia tenace come sanno essere solo certi fiori che spuntano perfino tra la polvere ai bordi delle strade.
Poi, nel giorno meno atteso, (l’intensità dell’aroma non era affatto mutata), eccomi all’improvviso vicina alla cima e lì, all’estremità del ramo più alto, stava il fiore tanto sospirato, tanto fantasticato, il cui profumo finalmente e come per incanto esplodeva penetrando con veemenza nelle narici, ubriacandomi. Stava lì a portata di mano come un premio alla mia confidenza e determinazione, talmente perfetto che qualunque fatica o dolore patito per raggiungerlo era immediatamente riscattato dallo splendore della ricompensa. Un fiore profumato, che smorzava il suo odore per dissimularsi e difendersi dalle altre mani, un fiore che aveva atteso me con la stessa cieca fiducia con la quale io l’avevo atteso.
Un fiore che coltivo mentre mi coltiva.
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Hummingbird – Wilco
Buio, se ho bisogno di tenebre, e luce, quando mi serve un barlume. Speranza, motivo, traguardo e significato. Profumo respirato appoggiata a una spalla, odore ipnotico di agrumi, di rosmarino e menta, che è sempre sinonimo di casa e di gioia. Abbraccio che cura, sorriso che redime, carezza che conforta. Antidoto contro paura e tristezza, panacea per paturnie e contrarietà. Tepore che rinfranca e all’occorrenza anche freschezza rigenerante. Ossigeno, pane, acqua e riposo. Prodigio inatteso, dono munifico. Padre, amico, fratello, compagno. Tu.
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If I think of love – Lisa Germano
Pioviggina e l’aria si rinfresca un poco. Aspetto sempre impazientemente i pomeriggi brevissimi, col buio che arriva già alle cinque, e i tramonti che non hanno più il calore dell’estate e da rossi diventano ocra e poi magenta, e alle prime avvisaglie del loro imminente ritorno mi prende come una gioia nostalgica. Penso all’odore meraviglioso e indimenticabile del diario nuovo, che di solito si inaugurava proprio in questi giorni; a quello delle caldarroste della donnina minuscola e bruttina, che puntualissima si materializza tra via Garibaldi e piazza Castello e vi ci si installa fino a primavera inoltrata (tanto da far sorgere più di qualche dubbio sulla miracolosa “longevità” delle sue castagne…); ai tappeti di foglie secche di via Giacomo Venezian e agli alberi di piazza Cairoli, punto di raccolta per gli uccelli migratori. Ah, l’autunno delle mele croccanti e profumate e della prima coperta sul letto, della punta del naso che si raffredda e della tazza di tè fumante tutti i pomeriggi, dei libri letti avvoltolata nel plaid e dei primi vestiti pesanti! E quest’anno, quest’anno…
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Galapagos – The Smashing Pumpkins
Ci sono sogni che affannano notti e pomeriggi e che sarebbe molto più saggio non tentare affatto di interpretare; grumi di paure rintanate in qualche feritoia nascosta, in modo che la coscienza non possa vederli, e che sgusciano furtivamente appena questa si distrae. Sogni tanto spaventosi, perché probabilmente dissotterrano la verità.
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Cos’è la libertà – Amor Fou
I ragazzi della scuola fanno ginnastica, mentre osservo la transumanza delle nuvole grigie verso ponente e i rami del gelsomino tremano un po’ per gli spifferi tra i volumi dei palazzi. La luce è esangue e da qualche giorno mi mancano le parole, cadute prima delle foglie e smarrite tra i mulinelli nel vento. O forse non le ho perdute: è solo arrivata la stagione in cui devono essere custodite.
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Dentro la tasca di un qualunque mattino – Gianmaria Testa