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  • Euritmia

    2 Maggio 2007
    Cinema

    “It’s not the real:
    the real one’s in your head,
    beyond control,
    the true one cuts you dead.
    It’s a real fight.
    It’s a war…”

    È stato un autentico colpo di fulmine: l’ho trovato! Eccolo, finalmente! È così simile a me da poter quasi dire che quell’uomo sullo schermo sono io, sono proprio io. Quel volto impassibile e quella reticenza mi appartengono. E anche quel congetturare e temere e fare sempre un passo in meno e infine saltare l’ultimo ostacolo, quando ormai è troppo tardi o troppo pericoloso. E quella consapevolezza che certe cose comportano delle conseguenze pericolose. E questo fato beffardo, che si avventa sempre alle spalle, a guastare quel poco di buono che si riesce a raccattare. E quella capacità di cogliere ogni segnale e il notomizzare la realtà, dissezionandone ogni particolare e interpretandolo, leggendolo come gli altri non si danno la pena di fare, perché sono troppo impegnati a compiacersi del macroscopico per notare il minuscolo soggiacente. Invece, “i timidi notano tutto ma sono molto bravi a non farsene accorgere…”.
    È perfetto. Armonioso. Emozionante. È lui. È il mio film preferito, ma non vi svelerò qual è. È un piacere che bisogna meritarsi. E so che c’è qualcuno, tra coloro che leggono questo blog, che non se lo merita. Perché la bellezza non è per tutti e chi è abituato a tagliare ogni cosa con l’accetta non è all’altezza delle sfumature, ma solo della violenza dei colori saturi. Altrimenti, sarebbe come regalare perle ai porci…

    Listening to:
    Scary World Theory – Lali Puna

     

    P.S. A ogni modo, gli indizi ci sono e sono abbastanza “pesanti”, per cui non è poi così complicato capire quale sia questo “fantomatico” film.

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  • Doom

    30 aprile 2007
    Senza categoria

    Mi capita a volte di avere momenti di particolare lucidità – come minuscole isole che galleggiano in un mare di elucubrazioni – e in queste istantanee illuminazioni vedo le cose come sono, non come io immagino dovrebbero essere e mi rendo conto di quanto sia brava a compensare la noia e l’insoddisfazione impacchettandole in una carta opalescente che copre bene ogni bruttura. Ma, nonostante mi compiaccia di questa dote, il “terrore” è sempre in agguato alle mie spalle e filtra tra le maglie mai abbastanza strette dell’illusione in cui mi sono avvolta per attutire il tintinnio delle mie lacrime. Aver trovato un palliativo non basta a debellare il morbo che mi infesta e la cura non è alla mia portata, benché mi sporga e allunghi le braccia. Sono al perenne inseguimento di qualcosa che si muove freneticamente, che fugge alla velocità della luce, e quando mi pare di essere finalmente riuscita ad afferrarne un lembo, si tratta semplicemente di un’appendice che viene immediatamente recisa ed avvizzisce tra le mie mani, che tornano rapidamente vuote e tremanti.


    Listening to:
    Invisibile – Cristina Donà

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  • Apprehensions

    29 aprile 2007
    Senza categoria
    Was the Pine at my Window a “Fellow
    Of the Royal” Infinity?
    Apprehensions – are God’s introductions –
    To be hallowed – accordingly –
    Emily Dickinson

    Finalmente un po’ di serenità e il calore dei miei cari a rendere queste ultime giornate ancor più piacevoli.
    Sorrisi. Battute. Biscotti e ciambelline per ricordarmi di quando ero piccola. Mia cugina bellissima e raggiante che inizia un’avventura faticosa, ma esaltante. Una collina fiorita. I grissini all’acqua. Le scarpe di mamma. L’allegria del piccolo Alessandro…
    Non importa che sia durato solo per un weekend. E’ come se avessi ricaricato le batterie. Adesso avrò un po’ più di autonomia, spero.
    Mi sorregge l’idea che sia stata un’anticipazione di qualcosa che, non dico mi sia dovuto, ma che credo di meritare e che mi pare di annusare nell’aria. Chissà?

    Listening to:
    Il mio amico ingrato – Vinicio Capossela

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  • A volte mi sfogo (stanca di soffocare in silenzio)

    26 aprile 2007
    Senza categoria

    Sembrava un’inezia. Il capriccio di un momento. E, invece, mi sta prendendo la mano. A volte mi pare tutto talmente ovvio e promettente; altre vedo strani fantasmi che si incuneano in ogni pertugio ed ho paura.
    Mi innervosisce il sospetto che le cose possano essere molto meno evidenti di come credo siano e che questo piccolo grumo di illusioni possa sublimarsi come un dischetto di ghiaccio secco e volatilizzarsi per sempre. E mi manca il tempo, lo vedo disperdersi in un’emorragia che non può essere tamponata…
    Non mi sento a mio agio adesso che il ticchettio dell’orologio ricorda il battere cadenzato di un piede impaziente, ed esige che sia io a fare qualcosa. Ma cosa? Come riuscire a smuovere le acque senza esserne travolta qualora in conseguenza di ciò si scatenasse la tempesta? Sento l’ansia lievitare mano a mano che si avvicina la scadenza dell’ultimatum e con essa il senso di impotenza e di rabbia, perché, per una volta, una volta soltanto, avrei desiderato che il destino manifestasse un po’ più di pietà per questo ammasso straziato di membra. Avrei voluto che questa volta fosse diverso. Anche se ho ostentato distacco, se ho professato disinteresse e se pratico il più assoluto dominio di me.

    Listening to:
    Exit music (for a film) – Radiohead

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  • A rilento

    25 aprile 2007
    Senza categoria

    Alla luce delle evidenze, forse davvero non merito alcunché. Tutto sembra dover essermi negato, benché le mie richieste siano tutt’altro che esose. Non mi pare di battere cassa troppo insistentemente; non conosco un creditore più discreto e paziente di me. Non pretendo nemmeno gli interessi, mi accontento di un rimborso parziale, ma sembra che, nonostante ciò, non sia in una posizione tale da potermi aspettare nulla. E non rimane che desiderare, così, nelle mie notti insonni penso e attendo “la concavità di un palmo” per appoggiarci una guancia e sentirmi protetta e un braccio che mi dia solidità quando barcollo e un sorriso che sia complice della mia felicità.

    Listening to:
    How we operate – Gomez

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  • …mixed-up

    24 aprile 2007
    Senza categoria

    La fretta è un killer subdolo, ma l’interminabile attesa in cui vivo può essere altrettanto nociva. La somministrazione col contagocce di stille di analgesico è tanto sporadica da risultare, a volte, del tutto vana. E nonostante tutto sgrava leggermente dal peso schiacciante di questo dubbio corrosivo, concedendo il beneficio di un’illusione pericolosa e necessaria nelle cui spire mi abbandono mollemente con la fiducia di un lattante; per una volta vorrei che non si serrassero e non lasciassero come unica sopravvivenza il segno bluastro e indelebile delle squame che le ricoprono.

    Listening to:
    Promises like pie crust – Carla Bruni

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  • Whatever will be

    22 aprile 2007
    Senza categoria

    I girotondi infiniti attorno al medesimo centro, seppur in cerchi concentrici di raggio differente, finiscono sempre allo stesso punto: tutti giù per terra. Un momento di respiro prima di ricominciare a turbinare. Ma la stasi è sempre troppo breve perché si sfugga alla vertigine. Croce e delizia degli esseri senzienti. Si ricomincia a ruotare e, poiché l’universo è dominato dal principio di indeterminazione, non resta che lasciarsi andare al moto circolare senza raziocinare troppo, accettando che non si può governare più di una variabile alla volta e sapendo che, nonostante tutto, le cose accadono.

    Listening to:
    Colloquium vitae – Max Gazzè

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  • Libera uscita

    21 aprile 2007
    Senza categoria

    Le pareti della mia minuscola stanza sembrano avvicinarsi ancor di più tra di loro ed avverto un senso di abbandono. Eppure ho trascorso una serata piacevole. Ma tutta l’ilarità di oggi si spegne davanti alla prospettiva poco allettante del domani.
    Perché non posso mai essere felice e divertita senza che l’ombra lunga della malinconia si agiti dietro le mie spalle?
    E’ ancora forte l’eco delle risate e già si approssima a velocità supersonica il tempo degli arrivederci che fanno rima con gli adii, perché le distanze sono quel che sono e la vita è avida e si prende tutto il tempo a disposizione. Mi mancherà da morire quello scambio serale di confessioni e consigli, di aneddoti ed opinioni e mi mancheranno le battute e tutte le stupidaggini dette e fatte insieme…

    Listening to:
    Festa mesta – Marlene Kuntz

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  • Attualità

    20 aprile 2007
    Senza categoria

    Mi sento incredibilmente leggera. Leggera e libera. Niente più bruciori di stomaco ad avvelenare le mie giornate. Veni. Vidi. Dixi.
    Troppe volte sono stata remissiva ed accondiscendente e, di certo, nessuno può sostenere che la tempesta sia giunta inopinata. Ho lanciato segnali con il contagocce per mesi sperando che venissero colti e si evitasse quest’epilogo così poco signorile, ma non posso flagellarmi se i miei sforzi si sono rivelati vani.
    Non ho neppure timore del futuro. Sarà solo un banco di prova per vagliare e distinguere il grano dalla pula. Non ho niente da perdere perché ho delle ricchezze che non sono messe in discussione e che non mi potranno essere sottratte facilmente. Ho un capitale solido di amicizie, risate, battute, ricordi, passato e presente che non è sul tappeto di questa partita e che continuerò ad avere qualunque cosa accada.

    Breaking news: Nella cornice di un divertentissimo dopo cena, ad insindacabile giudizio delle simpaticissime pazzoidi con cui convivo, un nuovo nickname si è aggiunto alla lunga lista dei miei soprannomi. D’ora in poi sarò non solo LaMusa, lunkhead, Mirtilla, ecc., ma anche – e soprattutto – FREDDO!

    Listening to:
    Sano e salvo – Neffa

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  • Una sferzata di scudiscio

    19 aprile 2007
    Senza categoria

    Odio le parole utilizzate a sproposito. Odio chi conosce così poco il proprio inconscio da tentare disperatamente di nascondersi dietro un dito. Odio chi non è mai disposto a mettersi in discussione e recedere. Odio chi non si fa mai mettere “la mosca sul naso”. Odio i pregiudizi etnocentrici. Odio le “primedonne”. Odio le vittime patologiche. Odio chi crede che le cose accadano sempre per una volontà unilaterale. Odio chi non sa fare altro che giudicare tutto e tutti. Odio chi non si chiede mai se ci sia qualcosa che non vada in lui, visto che continuano ad accadergli sempre le stesse cose. Odio le svenevolezze e le civetterie di chi flirta continuamente con qualunque essere dell’altro sesso, quasi si trattasse di uno sport. Odio il buonismo. Odio chi ha il barbaro coraggio di travisare impunemente la realtà. Odio chi si crede tanto intelligente da non dovere mai dubitare di se stesso. Odio chi professa continuamente di essere in buonafede. Odio chi è ipocrita perfino con se stesso.

    Listening to:
    Iodio – Bluvertigo

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