Non ho più bisogno di saggi consigli. Sono completamente insensibile al buonsenso delle persone che ho attorno; capisco tutto quello che dicono, ma non credo ad una sillaba. Le loro parole rimbalzano o scivolano sulla superficie delle mie “certezze”.
Listening to:
Replay – Samuele Bersani
-
1 commento su Poche parole
-
Non capire tutti i particolari della mia vita è la cosa che al momento mi innervosisce di più. Non essere padrona degli eventi. Non potere prevedere niente.
Ogni giorno è una sorpresa o una delusione e non riesco mai a saperlo in anticipo. Mi sento mancare il terreno sotto i piedi. L’instabilità mi sta distruggendo.
Non è vero che sono una persona forte: è per questo che mi difendo. Sono una lastra sottile di cristallo che si incrina perfino con un soffio.
Listening to:
Thirty-three – The Smashing Pumpkins -
Le tessere del mosaico continuano a scompaginarsi invece di trovare il giusto ordine. Sento l’impotenza obbligata di questi mesi che mi schiaccia come un’aspettativa delusa. La caducità del tempo mi spaventa e la fuga delle ore mi innervosisce. Non ha nessun senso continuare ad interrogare il latore di un messaggio che non è mai stato inviato.
Listening to:
Il male minore – Niccolò Fabi -
Oggi il cielo è bianco sporco. E’ uno di quei giorni che non perdonano le illusioni, ma le schiacciano sotto una cappa greve. Ci sono tempo e spazio per rimuginare, anche se gli occhi sono sabbiosi e vorrebbero cedere ai richiami ipnagogici di Morfeo.
La bilancia pende sempre dalla parte sbagliata, ma forse è solo questione di sfortuna.
Se qui ci fosse il mare, (una spiaggia, una spiaggia anche minuscola), sarebbe tutto diverso. L’odore di divenire di quella massa instabile e azzurra suggerirebbe di certo conclusioni più acute di quelle indicate da questa volta di zinco che recinta le nuvole…
Listening to:
Questi posti davanti al mare – Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori -
Un impalpabile felicità avvolge questi minuti che declinano tutte le sfumature del crepuscolo. Implume, confusa e tremante, ha appena fatto capolino dal suo guscio.Nada fue. Apenas nada…Listening to:Quello che non – Francesco Guccini
-
Quanta gioia,
quanti giorni,
quanti sbagli!
E’ un tardo pomeriggio di questa falsa primavera che odora già di estate e i conti non tornano. La cornice è perfetta, neppure un grande sceneggiatore avrebbe potuto fare di meglio, eppure la fabula è confusa e contraddittoria.
Non ho idea di cosa preveda per me il copione, di quello che mi sia richiesto di fare e anche se l’avessi non so se avrei l’incoscienza necessaria per farlo. Non sono abbastanza scafata per bluffare, non sarei credibile e, stando così le cose, è concreto il rischio che facendo anche solo un mezzo passo falso, diventi vulnerabile come un insetto. Che potrebbe essere spiaccicato senza troppi rimorsi. La chiave di tutto, ancora una volta, sarebbe l’autostima: me ne basterebbe solo un pizzico e forse ogni cosa sarebbe diversa, non avrei tante ritrosie e remore, riuscirei a non sovradimensionare le cose, a non fare sempre tutti questi errori, a non avere un timore irrazionale di svelare qualcosa di me. Invece, sono patologicamente insicura e so già che questo mi impedirà di prendere in mano la situazione e continuerò a frapporre diaframmi tra me e tutto il resto perché ho paura dell’impatto con le cose e sciuperò il momento opportuno, qualora si presentasse, trincerata dietro qualche scudo difensivo.
Devo smetterla di dire che le cose mi vanno sempre per il verso storto se sono io a dare loro una spinta in quella direzione. E che le strade sono tutte in salita se sono io a sbagliare percorso.
Listening to:
Un romantico a Milano – Baustelle -
Se ho così tanta difficoltà a tenere i piedi ben piantati al suolo è perché peso poco e il vento può travolgermi e trasportarmi come una foglia. Se sono fragile è perché, nonostante i miei sforzi, non sono mai riuscita a sviluppare una scorza coriacea. Se non dimentico mai niente è perché ho un’ottima memoria e questo a volte è una vera maledizione. Se piuttosto che parlare preferisco tacere e rinunciare è perché ho poca fiducia nella comprensione degli altri (e i fatti il più delle volte mi danno ragione). Se continuo ancora a illudermi è perché non ho il coraggio di rassegnarmi e l’umiltà per accontentarmi. Se ogni giorno scopro qualcosa di nuovo è perché forse sono sulla strada giusta. Se continuo a crescere senza diventare più alta è perché sto imparando a fare i conti con me stessa.
Listening to:
Mr. Tambourine Man – Bob Dylan -
Ogni volta che i tempi sembrano maturi e le cose sono tutte al loro posto, ecco che arriva inaspettata la notifica di un’ulteriore proroga dei termini. Sonora e violenta come uno schiaffo. Patisco questo centellinare la sentenza definitiva, che mi fa sospirare ogni sillaba e pasce ansie e tremori. Preferirei la solennità di una sconfitta certa a questo estenuante fare e disfare e rifare e disfare nuovamente. Un passo avanti ed uno indietro, per rimanere sempre allo stesso punto e illanguidire nell’immobilità e nell’impotenza di chi, in due ipotesi su tre, ha tutto da perdere.
Listening to:
Out of time – Blur -
“It’s not the real:
the real one’s in your head,
beyond control,
the true one cuts you dead.
It’s a real fight.
It’s a war…”È stato un autentico colpo di fulmine: l’ho trovato! Eccolo, finalmente! È così simile a me da poter quasi dire che quell’uomo sullo schermo sono io, sono proprio io. Quel volto impassibile e quella reticenza mi appartengono. E anche quel congetturare e temere e fare sempre un passo in meno e infine saltare l’ultimo ostacolo, quando ormai è troppo tardi o troppo pericoloso. E quella consapevolezza che certe cose comportano delle conseguenze pericolose. E questo fato beffardo, che si avventa sempre alle spalle, a guastare quel poco di buono che si riesce a raccattare. E quella capacità di cogliere ogni segnale e il notomizzare la realtà, dissezionandone ogni particolare e interpretandolo, leggendolo come gli altri non si danno la pena di fare, perché sono troppo impegnati a compiacersi del macroscopico per notare il minuscolo soggiacente. Invece, “i timidi notano tutto ma sono molto bravi a non farsene accorgere…”.
È perfetto. Armonioso. Emozionante. È lui. È il mio film preferito, ma non vi svelerò qual è. È un piacere che bisogna meritarsi. E so che c’è qualcuno, tra coloro che leggono questo blog, che non se lo merita. Perché la bellezza non è per tutti e chi è abituato a tagliare ogni cosa con l’accetta non è all’altezza delle sfumature, ma solo della violenza dei colori saturi. Altrimenti, sarebbe come regalare perle ai porci…Listening to:
Scary World Theory – Lali PunaP.S. A ogni modo, gli indizi ci sono e sono abbastanza “pesanti”, per cui non è poi così complicato capire quale sia questo “fantomatico” film.
-
Mi capita a volte di avere momenti di particolare lucidità – come minuscole isole che galleggiano in un mare di elucubrazioni – e in queste istantanee illuminazioni vedo le cose come sono, non come io immagino dovrebbero essere e mi rendo conto di quanto sia brava a compensare la noia e l’insoddisfazione impacchettandole in una carta opalescente che copre bene ogni bruttura. Ma, nonostante mi compiaccia di questa dote, il “terrore” è sempre in agguato alle mie spalle e filtra tra le maglie mai abbastanza strette dell’illusione in cui mi sono avvolta per attutire il tintinnio delle mie lacrime. Aver trovato un palliativo non basta a debellare il morbo che mi infesta e la cura non è alla mia portata, benché mi sporga e allunghi le braccia. Sono al perenne inseguimento di qualcosa che si muove freneticamente, che fugge alla velocità della luce, e quando mi pare di essere finalmente riuscita ad afferrarne un lembo, si tratta semplicemente di un’appendice che viene immediatamente recisa ed avvizzisce tra le mie mani, che tornano rapidamente vuote e tremanti.
Listening to:
Invisibile – Cristina Donà
