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  • 'A famigghia…

    26 dicembre 2006
    Senza categoria

    Dopo una due giorni di maratone gastronomiche e di regali (pochi, per la verità…) da scartare, la stanchezza si fa sentire. Ed anche un certo retrogusto amaro sulla lingua.
    E’ stato un Natale interlocutorio. Bello per quello che ha riguardato il mio nucleo familiare – che cosa magnifica ritrovarci tutti insieme attorno ad una tavola, come non accadeva da molto tempo ormai – e gli amici; un po’ meno a proposito dell’incontro con altro parentame vario: zii, cugini etc.
    Vabbè, sono stata lontano da casa per un bel po’, ma mi sono sentita estranea tra estranei e non mi è piaciuto affatto. Ignorata, ecco la parola giusta. Non è propriamente questo che io intendo come Natale…
    Il “Natale anticipato”, la scorsa settimana a Torino, era stato nettamente più caloroso e gratificante. Non solo perché la maggioranza dei regali l’ho ricevuta in quell’occasione, anzi, ma soprattutto perché mi sono sentita considerata, ben voluta, gradita, “in famiglia”. E questa sensazione non si è limitata alla giornata trascorsa a casa dei miei zii.
    Sapevo già che i rapporti familiari alla lunga, con la lontananza, inevitabilmente si sarebbero allentati e fatti più formali, ma non immaginavo che sarebbe accaduto così presto. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore…però cavolo che velocità!

    Listening to:

    All apologies – Nirvana

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  • Traiettorie circolari

    23 dicembre 2006
    Senza categoria

    Nell’atmosfera sospesa di un dicembre umido e grigio mi sorprende il sovvenire.
    La realtà non mi appare tagliata di netto con un coltello affilato, bensì sfilacciata, con strascichi e appendici che attendono di essere rimossi. E io aspetto. Aspetto gli eventi.
    A volte l’ignoto mi scuote e mi spaventa e vorrei affrettare il destino, sapere. Io che sogno che il tempo metta le ali: è alquanto curioso.
    Ma non leggete, vi prego, malinconia e sconforto nelle mie parole, non inferite terrori che non esistono. Non sono triste, davvero. E’ solo un dolce rimuginare.
    Oscillo tra sentimenti alterni nei confronti della mia attività cerebrale. A volte maledico questo continuo considerare e sezionare e analizzare e speculare, ma mai con assoluta sincerità, ché in fin dei conti mi piace crogiolarmi in questo magma di riflessioni caotiche. Aggrovigliarmi attorno a un punto e non andare in nessuna direzione. Il moto rettilineo non fa per me. Sono una campionessa nel perdere e nello sprecare, nell’arrivare fuori tempo massimo. E’ il mio modo di vivere. Non ho intenzione di rassegnarmi a diventare decisa e diretta. Prima di afferrare le cose mi piace accarezzarle a lungo…

    Listening to:
    Climbing up the walls – Radiohead

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  • Letter to Santa

    22 dicembre 2006
    Senza categoria

    Caro Babbo Natale,
    è davvero troppo tempo che non mi faccio viva.
    Come va? Spero tutto bene. Anche con trigliceridi, colesterolo, glicemia ecc., ché alla tua età danno sempre un po’ di problemi…
    Io sto bene, anche se dall’ultima volta che ti ho scritto sono cambiate un milione di cose. Non gioco più con le Barbie. Ho preso la licenza elementare, poi quella media e mi sono diplomata. A marzo ho discusso la tesi della triennale. Sono cresciuta di circa 40-45 cm, o forse più e di certo se mi vedessi adesso stenteresti a riconoscermi, se non fosse per i miei occhi che continuano ad essere grandi, scuri come il carbone e innocenti.

    Non è stato un bel gesto da parte mia rinnegarti da un giorno all’altro e ti chiedo scusa. Se puoi perdonarmi – ed ecco che spunta il lato utilitaristico di questa lettera – avrei un paio di richieste. Sarò breve. La prima cosa che vorrei chiederti è di far sì che gli esami della sessione invernale vadano bene (e per BENE, sai cosa intendo…). Sono un po’ preoccupata, è una realtà nuova e mi dispiacerebbe sfigurare.
    La seconda – che non è meno importante, (tutt’altro), è solo meno immediata – è di avere qualcuno vicino che faccia un pezzo di strada con me. Mi sono stancata di non avere alcuna progettualità. Del qui e ora e domani chissà…
    Infine, vorrei che tutto il resto rimanesse esattamente così com’è.

    Io, dal canto mio, ti prometto di essere buona e gentile con tutti – anche con quelli che mi guardano con occhi che sembrano dirmi «brutta terrona tornatene a casa tua!» – e di darti una mano a realizzare i miei desideri. Perché tanto lo so che dipende tutto da me…

    Adesso ti saluto, so che in questo periodo sei oberato. Mi raccomando, riguardati. E copriti bene, ché sulla slitta fa freddo.
    Un abbraccio.

    Con affetto

    Maria

    Listening to:
    The Christmas Waltz – Frank Sinatra

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  • Esistenzialista triste

    21 dicembre 2006
    Senza categoria

    Le giornate dissonanti si inseguono l’un l’altra, aumentano, accrescono il loro volume. Quante ancora? E poi?

    Cara Vale, “Il Piccolo Libro delle Risposte” non basta a risolvere tali interrogativi. È solo una droga come un’altra per provare a sedare questi palpiti e, in verità, non riesce neppure ad ammansirli lievemente: semplicemente li moltiplica. Alla prova dei fatti, “Il Libro delle Risposte” non è altro che un generatore pret-à-porter di domande.

    Non dormo. Penso. Non mi fa bene, anche perché la frattura tra i miei pensieri e le mie azioni è troppo profonda e si divarica progressivamente…

    Faccio sempre esattamente il contrario di quel che dovrei. Divento reticente quando dovrei essere espansiva. Sfuggente quando dovrei abbandonarmi. E adesso avrei davvero tanta voglia di arrendermi, di consegnarmi senza opporre la minima resistenza. Evidentemente, però, quello che mi sembra inevitabile, non è neppure lontanamente probabile. In fin dei conti, anche se mi duole dirlo (perché è una ferita inferta alla falsissima modestia del mio amor proprio), ho molto meno “potere” di quanto sarei stata disposta ad ammettere soltanto un mese fa. No, non tutto è a portata di mano…

    Listening to:

    La settimana bianca – Baustelle

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  • Risoluzione

    12 dicembre 2006
    Senza categoria

    È giunto il momento di una grande svolta epocale, una grande riorganizzazione. Non è la prima volta che annuncio di essere pronta ad una radicale opera di ristrutturazione, ma poi regolarmente i miei proclami si sono rivelati inconcludenti. Questa volta è diverso: ho una nuova vita che attende solamente che io mi uniformi ad essa per divenire la mia vita e non mi va di lasciare che l’ennesima e – chissà? – forse ultima occasione mi scivoli di mano. Ci metterò un po’ di magnesia su queste dannate mani scivolose, proprio come fanno i ginnasti, e tenterò di tenere la presa più saldamente possibile.

    Ho bisogno di cambiare essenza senza cambiare pelle. Di mantenere la mia superficie e modificare parte della sostanza. Di grattare via un po’ delle croste fuligginose che soffocano la parte più tenera della mia anima, che ne è talmente ricoperta da apparire grigiastra, sclerotizzata e spenta. Vetusta e malsana, per nulla invitante. Direi quasi repellente. Questa patina non rende giustizia a quanto di buono e vivo si trova al di sotto di essa, che – giuro! – non è affatto poco. Non voglio che la mia anima sia solo un’incrostazione polverosa, che aderisce alle pareti interne del mio corpo. Dovrei farle prendere un po’ d’aria per toglierle almeno in parte l’odore di muffa…

    Listening to:

    Walk away – Franz Ferdinand

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  • It doesn't really matter, there's plenty of time…

    12 dicembre 2006
    Senza categoria

    …I can wait. I will wait.
    I’m just a little disappointed, but it’s all my own fault.

    Listening to:
    Il mare verticale – Paolo Benvegnù

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  • Le notti bianche

    10 dicembre 2006
    Riflessioni

    Una notte piena d’interrogativi è inevitabilmente una veglia interminabile. Mi bruciano gli occhi, ho sonno, ma so benissimo che se mi mettessi a letto non riuscirei ad addormentarmi. Chissà perché, poi, mi vengono in mente tutte queste cose!
    Sono turbata.
    Inquieta.
    Sarà grave?
    Credo di sì, visto che neppure il sottofondo musicale simil-ninnananna riesce a compiere il suo dovere e a farmi addormentare. Perché? Mah…
    Fino a quando mi sono messa a letto e ho tentato di prendere sonno, non c’era niente di strano in me, niente che mi desse ansia, niente su cui lambiccarmi.
    Poi stavo quasi per cadere in quel dolce stato di semi-incoscienza che precede l’addormentarsi, quando l’incantesimo si è rotto, il mio cervello ha ripreso a lavorare a pieno ritmo e addio sogni!
    Eppure oggi non ho bevuto nemmeno una goccia di caffè, dunque non capisco questa insonnia assurda…

    È possibile che una risposta stupida – a una domanda ancora più stupida – data da una versione virtuale della Magica Palla 8 possa avere un effetto così devastante?
    Meno male che non leggo gli oroscopi: chissà cosa potrebbe succedermi, se non fosse così!!!

    Listening to:
    Quello che non so di te – Luca Madonia feat. Franco Battiato

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  • A tribute to

    9 dicembre 2006
    Musica

    Perfino una cover cantata da Jeff Buckley è un capolavoro di perfezione. Semplice. Avvolgente. Sconvolgente.

    Non ci sono parole che possano spiegare bene i miracoli musicali di questo ragazzo. Si deve solo ascoltare. Lasciarsi prendere per mano dal fiume di note che ti investe. Affidarsi alla corrente della sua voce. Raramente riesco ad ascoltarla senza che mi si inumidiscano gli occhi, volente o nolente. È una perfezione che mi lascia ogni volta senza parole. Mi fa girare la testa. È come se mi rivoltasse da una parte all’altra e portasse all’esterno tutto quello che c’è sotto la pelle. È LA musica.

    Peccato solo che ci abbia lasciato appena una manciata di pezzi. Troppo pochi, decisamente.

    Non smetterò mai di essere infinitamente grata a Giovanni, che mi regalò “Grace” ormai più di sette anni fa.

    Listening to:
    The boy with the thorn in his side – Jeff Buckley (The Smiths’ cover)

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  • Qualcosa è cambiato

    6 dicembre 2006
    Senza categoria


    Sono così impaziente che non riesco a dormire. Non riesco a chiudere gli occhi e vedere solo il buio sulle palpebre; ci vedo immagini che mi tengono sveglia e mi fanno trepidare.
    Erano anni che non mi succedeva di non vedere l’ora che passi la notte per arrivare al giorno successivo nel più breve tempo possibile. Erano anni che non preparavo così minuziosamente ogni particolare per il domani già dalla mattina. Erano anni che non sentivo questo entusiasmo e questa attesa. O forse non li avevo mai sentiti. Di certo mai così. Mai con questa stessa consapevolezza.

    Qualcosa è cambiato, qualcosa che non so spiegare, che non riesco ancora a capire del tutto.


    Listening to:
    Male in polvere – Afterhours

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  • L'inverno si è posato sulla mia giacca a quadri

    5 dicembre 2006
    Senza categoria

    Ho camminato in una nebbia così fitta da non riuscire a vedere cosa ci fosse appena un metro più avanti. Ho cercato di scorgere Palazzo Madama, ma ci sono riuscita solo quando ormai ero a pochi passi di distanza. Ho respirato profondamente fino a sentire il freddo aspro nei polmoni. È stata una vertigine. Tutto si è fatto chiaro e in un istante le coperte erano solo un ricordo, la melassa dei sogni appena chiusi, che ancora rimaneva come un residuo agli angoli della bocca, si è sciolta nell’abbraccio gelido dell’aria mattutina. Ho stretto i pungi nelle tasche, ho tirato su il bavero e sono andata avanti a testa alta, con passo marziale scandito da Patti Smith in sottofondo.
    Ho sorriso all’inverno che incalza.

    Listening to:
    Because the night – Patti Smith

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