• “Eres como la flor de la rama más alta…”

    1 ottobre 2009
    Senza categoria

    Anni fa osservavo intimorita e un po’ delusa un albero altissimo, che mi sembrava tutto rinsecchito, riarso fino al midollo, asfittico. Dalla mia posizione, che non permetteva di vederne la cima, riuscivo però a sentire un profumo vago che era come una promessa. «Dev’esserci un fiore lassù, da qualche parte», mi dicevo e allora, nonostante tutto, non perdevo la speranza. Su quel tronco e su quei rami lentamente mi ci sono arrampicata, conquistando ogni volta un’altezza maggiore, ma il profumo stranamente non si faceva più acuto; eppure non svaniva mai e proprio per quella permanenza, benché tenue, mi era impossibile dubitare che tra i rami spogli e intricati ci fosse davvero qualcosa di bello, colorato, tenero e tuttavia tenace come sanno essere solo certi fiori che spuntano perfino tra la polvere ai bordi delle strade.

    Poi, nel giorno meno atteso, (l’intensità dell’aroma non era affatto mutata), eccomi all’improvviso vicina alla cima e lì, all’estremità del ramo più alto, stava il fiore tanto sospirato, tanto fantasticato, il cui profumo finalmente e come per incanto esplodeva penetrando con veemenza nelle narici, ubriacandomi. Stava lì a portata di mano come un premio alla mia confidenza e determinazione, talmente perfetto che qualunque fatica o dolore patito per raggiungerlo era immediatamente riscattato dallo splendore della ricompensa. Un fiore profumato, che smorzava il suo odore per dissimularsi e difendersi dalle altre mani, un fiore che aveva atteso me con la stessa cieca fiducia con la quale io l’avevo atteso.

    Un fiore che coltivo mentre mi coltiva.

    Listening to:
    Hummingbird – Wilco

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  • Perfetto

    26 settembre 2009
    Senza categoria

    Buio, se ho bisogno di tenebre, e luce, quando mi serve un barlume. Speranza, motivo, traguardo e significato. Profumo respirato appoggiata a una spalla, odore ipnotico di agrumi, di rosmarino e menta, che è sempre sinonimo di casa e di gioia. Abbraccio che cura, sorriso che redime, carezza che conforta. Antidoto contro paura e tristezza, panacea per paturnie e contrarietà. Tepore che rinfranca e all’occorrenza anche freschezza rigenerante. Ossigeno, pane, acqua e riposo. Prodigio inatteso, dono munifico. Padre, amico, fratello, compagno. Tu.

    Listening to:
    If I think of love – Lisa Germano

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  • Gravità

    23 settembre 2009
    Senza categoria
    Settembre già declina. Ogni cosa ha il proprio pendio sul quale scivolare: è l’unico moto possibile.

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  • Stagioni

    21 settembre 2009
    Senza categoria

    Pioviggina e l’aria si rinfresca un poco. Aspetto sempre impazientemente i pomeriggi brevissimi, col buio che arriva già alle cinque, e i tramonti che non hanno più il calore dell’estate e da rossi diventano ocra e poi magenta, e alle prime avvisaglie del loro imminente ritorno mi prende come una gioia nostalgica. Penso all’odore meraviglioso e indimenticabile del diario nuovo, che di solito si inaugurava proprio in questi giorni; a quello delle caldarroste della donnina minuscola e bruttina, che puntualissima si materializza tra via Garibaldi e piazza Castello e vi ci si installa fino a primavera inoltrata (tanto da far sorgere più di qualche dubbio sulla miracolosa “longevità” delle sue castagne…); ai tappeti di foglie secche di via Giacomo Venezian e agli alberi di piazza Cairoli, punto di raccolta per gli uccelli migratori. Ah, l’autunno delle mele croccanti e profumate e della prima coperta sul letto, della punta del naso che si raffredda e della tazza di tè fumante tutti i pomeriggi, dei libri letti avvoltolata nel plaid e dei primi vestiti pesanti! E quest’anno, quest’anno…

    Listening to:
    Galapagos – The Smashing Pumpkins

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  • Alpträume

    17 settembre 2009
    Senza categoria

    Ci sono sogni che affannano notti e pomeriggi e che sarebbe molto più saggio non tentare affatto di interpretare; grumi di paure rintanate in qualche feritoia nascosta, in modo che la coscienza non possa vederli, e che sgusciano furtivamente appena questa si distrae. Sogni tanto spaventosi, perché probabilmente dissotterrano la verità.

    Listening to:
    Cos’è la libertà – Amor Fou

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  • Autunno, lo riconosco dall’odore

    16 settembre 2009
    Senza categoria

    I ragazzi della scuola fanno ginnastica, mentre osservo la transumanza delle nuvole grigie verso ponente e i rami del gelsomino tremano un po’ per gli spifferi tra i volumi dei palazzi. La luce è esangue e da qualche giorno mi mancano le parole, cadute prima delle foglie e smarrite tra i mulinelli nel vento. O forse non le ho perdute: è solo arrivata la stagione in cui devono essere custodite.

    Listening to:
    Dentro la tasca di un qualunque mattino – Gianmaria Testa

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  • Il pensiero non si sente

    7 settembre 2009
    Senza categoria
    La prima brevissima pausa dopo due giorni frenetici serve a fare l’inventario di tutte le idee e la conta di chi c’è stato (in qualunque forma), e a scoprire solitudini proprio su versanti che non avresti mai immaginato.

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  • Essere o dover essere: questo è il dilemma

    3 settembre 2009
    Senza categoria
    Detesto che si abbiano delle aspettative su di me: vorrei che mi si accettasse e apprezzasse per quello che sono e non sempre in funzione di ciò che potrei (o forse dovrei) diventare.

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  • Voglia di sbagliarmi

    26 agosto 2009
    Senza categoria

    Devo smettere di sezionare ogni cosa e rimuginare all’infinito sul più misero particolare, altrimenti morirò di paura. Ma come ignorare l’impressione che sia spuntata un’incrinatura e tacitare il timore che possa trasformarsi in ferita?

    Listening to:
    Non dormo mai – En Roco

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  • Anafora

    24 agosto 2009
    Senza categoria

    A volte tornano a tremarmi le mani, come quando – a causa di ciò che pensavo e che temevo fosse un’illusione tutta mia – avevo paura di incontrarti. A volte, all’improvviso e senza sapere il perché, piango ancora le lacrime vecchie: saranno le fluttuazioni mensili degli ormoni… A volte, più spesso, invece, piango lacrime nuove, che servono a far sfiatare quella dolcezza che monta come vapore e che non riesco a contenere interamente, a trattenere. A volte mi capita ancora di sentirmi scivolare, come quando non mi riesco a spiegare o non ti riesco a capire, e non mi piace affatto. A volte vorrei restare in silenzio e dico idiozie; altre volte vorrei dire mille cose e mi ritrovo come muta.

    Listening to:
    Il periodo ipotetico – Amor Fou

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