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  • La nuova stagione

    23 settembre 2010
    Senza categoria

    Ho voglia d’autunno e colori caldi, maestosi. Di rosso e dorato e di fresco, di buio che anticipa e di foglie accartocciate e castagne e aghi di pino secchi. L’estate è finita, ma alla nostra latitudine, seppure sommessamente, l’estate continua, è dura a morire. Io ho voglia d’autunno e l’autunno, come tutte le cose belle, si fa sospirare.

    Listening to:
    As tears go by – Marianne Faithful

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  • 11 agosto 2010

    11 agosto 2010
    Senza categoria

    A volte nella propria vita ci si sente dei perfetti estranei, come camerieri al ricevimento dato in nostro onore, presenze silenziose in mezzo a frotte di ospiti. La mondanità non fa per me.

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  • Esercizi

    8 luglio 2010
    Senza categoria

    Mi comprimo il più possibile, sperando stupidamente che sul tabellone ci sia una minuscola casella anche per me; ma, nell’illusione che il tempo perduto si recupererà, è proprio il mio posto che viene sacrificato. E la mia assenza, ahimè, non fa alcun rumore.

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  • 1 luglio 2010
    Senza categoria

    La cosa di cui ho più paura in assoluto è quella sensazione improvvisa e dilaniante che non ci sia più posto per me e che la mia assenza, tutto sommato, farebbe un favore a tutti.

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  • Invisibile

    30 giugno 2010
    Senza categoria

    A volte mi sento solo una fastidiosa escrescenza con la quale dover convivere, o un monotono rito a cui è impossibile sottrarsi, uno di quelli da celebrare nel minor tempo possibile, senza nemmeno tentare di nascondere la propria noia.

    Listening to:
    Invisibile – Cristina Donà

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  • Soprammobili

    30 giugno 2010
    Senza categoria

    Quando il mondo capirà che essere immancabilmente impeccabili è il peggior difetto che si possa avere, sarà sempre troppo tardi. Il confine tra perfezione e mediocrità (nient’affatto aurea) è spesso così labile da essere pressoché irrintracciabile.

    Listening to:
    Post-war – M. Ward

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  • Inerzia: di nuovo, ancora, sempre

    20 Maggio 2010
    Senza categoria

    Sono stanca, impaurita, delusa.

    Quest’aspettare perenne mi sta sgretolando, quest’attesa proseguita anche quando ormai m’ero convinta che il mio mondo avesse trovato quella forza in grado di scuoterlo dal suo stato di quiete; invece scopro d’essermi illusa: nulla si muove, mai. Per quanto ancora? E resisterò? Ho fatto tutto quello che potevo, pregato tutti i santi che conosco, investito speranza e, voltandomi a guardare, vedo solo che anche i pochi aspetti positivi di tutta questa situazione vacillano e in maniera sempre più preoccupante.

    Mi sento completamente impotente, in balia degli eventi. Mi sento esclusa, soffocata dall’impressione che nella mia vita a contare meno di chiunque altro sia proprio io, che si decida per me senza tenere in alcun conto i miei sentimenti. Soprattutto sono muta, zittita da tutto ciò che è più importante di me e dei miei problemi (ed è moltissimo, ne sono perfettamente consapevole). Sono un recipiente dal quale ci si aspetta che continui a trangugiare ogni cosa che gli si versa dentro, senza rigurgiti, all’infinito.

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  • Génération perdue

    17 Maggio 2010
    Riflessioni

    Me lo ripeto, in questa notte in cui non riesco ad andare a dormire: non aver paura, abbi un po’ di fiducia, almeno un po’. Me lo ripeto e vorrei che bastasse. Mi concentro e vorrei che il vago profumo che sento ancora sulla guancia non fosse solo una traccia evanescente. Vorrei che questo stupido paese non stesse tenendo in ostaggio il mio futuro e quello di molti come me solo perché le carriere si ereditano, solo perché senza gli sponsor, i network e le imbeccate giuste non si può aspirare a nulla. E non è che abbia ambizioni: vorrei un lavoro subalterno, pagato quel poco che basta a condurre una vita quasi dignitosa, senza lussi di alcun genere, ma con un piatto pieno per ciascuno a ogni pasto. Non voglio fare carriera, né rubare il proscenio a quegli attori che forse sanno meno di me, ma sono predestinati per nascita a un avvenire luminoso. Non chiedo granché in fin dei conti, voglio solo avere l’occasione di mettere delle date al mio futuro, di sottrarlo a quella nebulosità che è sopportabile solo fino alla tarda adolescenza; perché non sono fuori tempo massimo, ma non sarò giovane ancora molto a lungo. Voglio la libertà di essere pienamente felice, che ogni giorno mi viene sottratta. Soprattutto, non voglio diventare vecchia senza che mi abbiano mai dato la possibilità di diventare davvero adulta.

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  • Panta rei os potamòs

    7 aprile 2010
    Senza categoria

    Io non so trovare distrazioni, diversivi, antidoti, surrogati, passatempi, scacciapensieri, sedativi. Forse sono più generosa, più illusa o molto probabilmente solo più stupida. Si dirà che sono pretenziosa, perché non m’accontento e anche in acque meravigliosamente placide a ogni minima increspatura presagisco sventure, ma a me la mancanza di un’urgenza, un tempo tanto evidente e ingombrante, sembra più una piaga che una piega e non mi riesce di trascurarla, soprattutto se ciclicamente si rimette blandamente a suppurare. Di questo ho paura, questo è ciò che mi sfianca, e le parole non sono mai riuscite a consolarmi o a dissuadermi. Le rassicurazioni per me sono sempre state degli assegni a vuoto.

    Listening to:
    To go home – M. Ward

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  • 18 Marzo

    18 marzo 2010
    Senza categoria

    Una tarda mattinata di tepore e quiete. Il ritmo lento delle onde, uno sciabordio gentile. Ciottoli grigi e una luce precisa come una lama a rendere ogni tratto più vero del vero.

    C’era il sole anche un anno fa, su quel gradino e sulla mia maglietta color petunia. Io mi guardavo i piedi, inguainati nelle ballerine indossate per dire “mi interessa davvero quello che dici, mi piace accontentarti”, e speravo che prima o poi le cose andassero per il verso giusto senza che toccasse a me spingerle, senza che potessi sabotarle con la mia solita stupida paura di tutto. C’era il sole e mi si arrossarono le guance e il collo. Certo non solo per quello.

    Sole, tanto, anche stamattina su quella spiaggia e guance rosse, ma stavolta nessuna distanza, nessuna paura.

    Listening to:
    The state I am in – Belle & Sebastian

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