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  • Maturità

    1 aprile 2011
    Senza categoria

    Invecchiare e scoprirsi improvvisamente nostalgici. Aspettarsi che l’alito della primavera abbia sempre la stessa temperatura e lo stesso odore, che la luce trafigga le strade da angolazioni invariate negli anni, che la solita brezza leggera rinfreschi le serate quel tanto che basta a sentirsi lievi e spensierati prima dell’assalto asfissiante della calura estiva. Scoprire che niente è più uguale: non c’è abitudine che sia sopravvissuta, tutte cadute insieme agli ultimi brandelli di adolescenza che, fino a ieri ancora tenacemente attaccati, hanno improvvisamente mollato la presa. Guardare la nuova stagione con aspettative del tutto diverse e una voglia soffocata che qualcosa permanga, che non tutto cambi, perché non si è ancora pronti – o forse rassegnati – a dirsi addio.

    Listening to:
    Falso allarme – Pino Marino

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  • Languore

    29 marzo 2011
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    Guardo passare i grandi barbari bianchi, che arrivano sempre un istante prima di me. Compongo acrostici indolenti come colui che sa di essere presente e remoto – ancora qui e già terribilmente superato – e in qualche modo dovrà pur riempire il proprio tempo: tanto vale che sia in bellezza ed inutilità. Non produco, non consumo, contemplo e mi lascio sconfiggere dalla noia, dalla storia.

    Listening to:
    Segnali di vita – Franco Battiato

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  • Prove tecniche di trasmissione

    21 marzo 2011
    Senza categoria

    Ritorno in punta di piedi, furtiva come un gatto, colpevole. Da troppo tempo ho abbandonato questa “stanza” viola, illudendomi di non averne più bisogno, tornando solo di tanto in tanto a fare qualche capatina, quando la nostalgia si fa troppo pungente o per necessità impellenti. Ho smesso di scrivere, di annotare, di commentare e trasfigurare gli eventi della mia vita e a volte mi pare di aver perduto qualcosa, di essermi allontanata da me stessa, come se nelle file di formiche nere che si mettevano una dietro l’altra sullo schermo fosse risieduta la mia autenticità. Ci sono sensazioni fugaci che non possono essere condivise a voce, a meno di non essere disposti a sentirsi molto stupidi, e domande che bisogna fare solo perché cadano nel vuoto di uno spazio virtuale. Ci sono frasi che non so dire, rovelli che non so mettere a tacere e pressioni che hanno bisogno di sfiatare, sebbene non ci siano mai il luogo e il tempo adatti per lasciare che si esauriscano con un bel fischio e una nuvola di vapore. E ci sono giorni che passano lasciando un alone pesante, poca voglia di andare a dormire e la curiosità di riprovare a fare quello che una volta veniva tanto naturale e che servirebbe ancora, Dio solo sa quanto.

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  • Lo Fatal

    15 marzo 2011
    Senza categoria

    Dichoso el árbol, que es apenas sensitivo,
    y más la piedra dura porque esa ya no siente,
    pues no hay dolor más grande que el dolor de ser vivo,
    ni mayor pesadumbre que la vida consciente.

    Ser y no saber nada, y ser sin rumbo cierto,
    y el temor de haber sido y un futuro terror…
    Y el espanto seguro de estar mañana muerto,
    y sufrir por la vida y por la sombra y por

    lo que no conocemos y apenas sospechamos,
    y la carne que tienta con sus frescos racimos,
    y la tumba que aguarda con sus fúnebres ramos,

    ¡y no saber adónde vamos,
    ni de dónde venimos!…

     

    Rubén Darío, Cantos de vida y esperanza

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  • “Even the birds are tired”

    13 febbraio 2011
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    Qualcuno ottiene tutto, anche ciò che nemmeno desiderava, e se ne vanta come se l’avesse meritato per diritto divino. Ci sono persone che non hanno mai subito un rifiuto, gente che non fa altro che vedersi riconosciuta una schiacciante e lapalissiana superiorità: minimo sforzo, massima resa, porte spalancate e tappeti rossi srotolati a ogni loro passo.

    Un giorno mi piacerebbe svegliarmi nel corpo di uno di questi fortunati e dimenticare cosa sia sperare senza risultato, illudersi ed essere illusi solo per ottenere frustrazioni sempre nuove, attendere e desiderare con l’unico effetto di vedere le cose sfuggire. Alcuni nascono sotto buone stelle, non io. Al senso perenne di perdita ci si abitua prima o poi; sarà per questo che ogni giorno non manca una dose di delusione? Per farmici assuefare nel minor tempo possibile? Sarebbe molto peggio avere avuto molto e perdere tutto in una volta, no? Immagino che debba anche ringraziare per tanta magnanimità…

    Listening to:
    Windfall – Cass McCombs

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  • Imprevisti

    18 ottobre 2010
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    Non mi faccio più nessun tipo di illusione e non mi aspetto nulla. Avevo deciso di vivere giorno per giorno per evitare fregature e scopro che non basta, non si possono fare nemmeno programmi che interessino un intervallo di tempo superiore alle due ore. E se per qualcuno, tutto sommato, gli svantaggi sono compensati da lati positivi, a me di questo frutto resta soltanto e sempre il marcio da mandare giù.

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  • Rotolando all’indietro

    5 ottobre 2010
    Senza categoria

    …cracked up years behind me,
    cracked up years ahead are all I see,
    are all I see.

    Se, come si dice, è vero che chi troppo vuole nulla stringe, sto vivendo la mia punizione e preferisco evitare le briciole per non farmi ulteriormente del male. Basta già così.
    Mi abituerò, alla fine, e mi passerà tutta questa tristezza, questa grigia abulia, ma niente di ciò che non è stato si recupererà.

    Listening to:
    Something’s wrong – The Jesus and Mary Chain

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  • Addii

    30 settembre 2010
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    È troppo lunga la lista delle cose fatte per l’ultima volta e non ci sono albe all’orizzonte. Fa freddo, all’improvviso.

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  • La nuova stagione

    23 settembre 2010
    Senza categoria

    Ho voglia d’autunno e colori caldi, maestosi. Di rosso e dorato e di fresco, di buio che anticipa e di foglie accartocciate e castagne e aghi di pino secchi. L’estate è finita, ma alla nostra latitudine, seppure sommessamente, l’estate continua, è dura a morire. Io ho voglia d’autunno e l’autunno, come tutte le cose belle, si fa sospirare.

    Listening to:
    As tears go by – Marianne Faithful

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  • 11 agosto 2010

    11 agosto 2010
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    A volte nella propria vita ci si sente dei perfetti estranei, come camerieri al ricevimento dato in nostro onore, presenze silenziose in mezzo a frotte di ospiti. La mondanità non fa per me.

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NIENTE DI ALIENO

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