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  • Tentennamenti

    29 marzo 2009
    Senza categoria

    Certe volte vorrei proprio che la vita avesse una volontà autonoma, che diventasse dispotica, che si costruisse ex motu proprio e ciò che deve o non deve accadere non dipendesse in alcun modo dai miei sforzi, perché, dipendesse da me, continuerei a procrastinare in eterno aspettando un’illuminazione o un accesso di risolutezza, pur sapendo che la prima ipotesi è del tutto irrealistica e l’altra presuppone il possesso di una qualità della quale sono miseramente sprovvista.

    Listening to:
    Sleep the clock around – Belle & Sebastian

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  • Autofagia

    28 marzo 2009
    Senza categoria

    Ciascuno ha i propri vizi, il mio è l’onicofagia. È tutta la vita che tento di smettere di rosicchiarmi le unghie, senza successo. Non è una questione di carenza di forza di volontà, è che mi è proprio impossibile. Martoriarmi le falangi mi è necessario, perché è un’attività compensatoria e, quando accanendomi sulle cuticole finalmente riesco a strappare un pezzo di pelle e a sanguinare, mi sento quasi sollevata. L’onicofagia mi garantisce quantità accettabili di dolore fisico sempre a portata di mano (letteralmente), quando ho bisogno di una sofferenza “diversa” per riuscire a tacitare l’angoscia. Come si può pretendere che vi rinunci?
    Il mangiarmi le unghie, quindi, più che un vizio, è un sintomo la cui eziologia spesso è complessa. È l’effetto visibile di una causa invisibile, l’indizio discreto di un malessere. Chi avesse voglia e tempo da perdere potrebbe intuire qualcosa della mia anima semplicemente osservando lo “stato di usura” delle mie dita e le sue periodiche variazioni.

    Listening to:
    Come un cammello in una grondaia – Franco Battiato

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  • Stuck

    27 marzo 2009
    Senza categoria

    Suona sempre la stessa musica: la felicità è la melodia e il senso d’inadeguatezza è l’accompagnamento. E, anche se sembrerà impossibile, mi sento contemporaneamente elettrizzata e disfatta. E stanca, stanchissima, della mia personalità e del mio carattere, che alla lunga riuscirebbero a sfiancare chiunque, e della mia incapacità di limare almeno un poco gli spigoli e di fare timidamente capolino dal mio guscio.

    Listening to:
    Cose semplici e banali – Afterhours

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  • Coincidenze

    26 marzo 2009
    Senza categoria

    Mentre navigavo distrattamente su Internet, sono inciampata in un racconto di Marco Lodoli che si è rivelato l’ennesimo messaggio acausale piovutomi addosso all’improvviso. Ora gli eventi di questo tipo non mi sorprendono più, non mi spaventano, non mi fanno sentire eterodiretta; anzi, adesso ogni segno mi rassicura come una conferma incisa sulla pietra. Troppe cose sono successe per poter pensare ancora che ci siano dei nodi da sciogliere, che mi debba difendere dall’idea che questa sia una fulgida manifestazione di quello che qualcuno chiamerebbe “il destino”.

    Questo destino all’inizio era una sensazione strana, una sorta di riconoscimento incosciente, una fiducia poco accorta basata su niente più che una voce che suonava inspiegabilmente familiare. L’insensata consapevolezza di non essermi mai sentita estranea, nemmeno per un minuto, e la certezza che non mi fosse mai successo in precedenza. Poi, con il passare dei giorni, è diventato una lunga sequenza di frasi e gesti e racconti, con ogni elemento che si accordava all’altro in maniera non accidentale, incastrandosi perfettamente nello spazio designato. E tutto a un tratto è stato un odore, che riuscivo a sentire anche stando da sola nella mia stanza. E poi il tornare alla mente di quell’idea curiosa che avevo da bambina (quasi una certezza, per la verità, anche se con gli anni l’avevo dimenticata) che da grande – chissà perché! – mi sarei innamorata di una persona con gli occhiali.

    Listening to:
    Criminal – Gotan Project

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  • Sensi di colpa

    25 marzo 2009
    Senza categoria

    Sono una persona faticosa e mi spiace. Vorrei almeno che la meta valesse un tale sforzo e in me la qualità corrispondesse al prezzo, ma temo di essere un prodotto dozzinale a un costo esorbitante, un investimento sproporzionato rispetto alla remunerazione che è in grado di garantire.

    Listening to:
    Blu notte – Paolo Conte

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  • Ineffabilità

    24 marzo 2009
    Senza categoria

    All’improvviso mi sembra che tutto raggiunga (o cospiri per) una coerenza. Peccato solo che non mi riesca di trovare parole per raccontarlo. Ma, in fin dei conti, è forse meglio che rimanga ancora qualcosa che non può essere pensato ed espresso in modo soddisfacente, un che di primitivo e silente e inarticolato, che sia inafferrabile e resti al sicuro dalla mia patologica mania di notomizzare.

    Listening to:
    Somewhere there’s a feather – Nico

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  • Frutti dell’immaginazione

    23 marzo 2009
    Senza categoria

    C’è, tra me e il mondo, una nebbia che mi impedisce di vedere le cose
    come veramente sono – come sono per gli altri.

    Dev’essere così: non c’è altra spiegazione…

    Listening to:
    Canzone di notte n°2 – Francesco Guccini

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  • Presentimenti

    22 marzo 2009
    Senza categoria

    Non capisco. Sono smarrita. Non so che pensare, ma penso ugualmente. Senza alcun sistema, senza alcuna coerenza. Sarei pronta a mettere in dubbio qualunque cosa adesso, anche quelle che mi sembravano ormai assodate, tanta è l’assurdità che emerge da ciascuna prospettiva io esamini i fatti.

    Non riesco a dormire. Provo a respirare e il respiro si rompe in singhiozzi che non sono più capace di ricacciare indietro, mentre le domande vorticano freneticamente e finiscono per addossarsi l’una sull’altra formando una matassa indistinta, senza che vi siano risposte che aiutino a trovarne il bandolo.

    Mi sento incrinata, percorsa da una crepa longitudinale che si allarga, e mi chiedo a che serva tutto il mio pessimismo, se l’aspettarmi sempre il peggio non riesce comunque a vaccinarmi o quantomeno a farmici rassegnare.

    Listening to:
    Volcano – Damien Rice

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  • Proposito del fine settimana

    21 marzo 2009
    Senza categoria

    La devo smettere di pensare e scrivere e parlare per metafore. Le metafore sono incredibilmente pericolose: sono solo l’illusione di esprimere il più possibile, senza dire in realtà un bel niente. Quando finalmente mi divincolerò da questa stupida mania di arzigogolare, sarà la cosa più saggia che abbia mai fatto. Già dieci anni fa mi fu detto chiaro e tondo quanto fosse irritante il mio modo di aggirare le questioni importanti seppellendole sotto arabeschi di fantasie e parole, ma pare che non sia riuscita ancora a imparare e continuo ad accarezzare senza mai stringere, a immaginare senza dire, a sognare senza vivere e a sorprendermi stupidamente che alla fine le cose vadano sempre a ramengo.

    Listening to:
    Natural disaster – Andrew Bird

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  • Falso movimento

    20 marzo 2009
    Senza categoria

    Ogni tanto ho l’impressione di partecipare anch’io al divenire, ma puntualmente scopro che si tratta dell’ennesima illusione consolatoria che mi sono confezionata in una stupenda carta iridescente. Ormai dovrei saperlo: io non avanzo e nemmeno recedo, io mi avvito su me stessa.

    Man mano che passa il tempo torno ad avvertire nitidamente il solito senso grave di estraneità, come se ciclicamente mi tramutassi nel precipitato di quella che prima sembrava una soluzione, o fossi una specie d’inutile appendice, che all’occorrenza può essere recisa senza troppi indugi o rimorsi e poi altrettanto facilmente si può riattaccare, a piacimento. E non è tanto questo che mi disturba, quanto il fatto che, esattamente come un’appendice che non venga prontamente conservata sotto formalina, in questo lasso di tempo io tenda a rattrappirmi. Allora i pensieri diventano enormi cucchiai che mi svuotano furiosamente e questa fastidiosa erosione dall’interno mi deprime e mi fa vacillare.

    Listening to:
    Parallel lines – Kings of Convenience

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