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  • Stuck

    27 marzo 2009
    Senza categoria

    Suona sempre la stessa musica: la felicità è la melodia e il senso d’inadeguatezza è l’accompagnamento. E, anche se sembrerà impossibile, mi sento contemporaneamente elettrizzata e disfatta. E stanca, stanchissima, della mia personalità e del mio carattere, che alla lunga riuscirebbero a sfiancare chiunque, e della mia incapacità di limare almeno un poco gli spigoli e di fare timidamente capolino dal mio guscio.

    Listening to:
    Cose semplici e banali – Afterhours

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  • Coincidenze

    26 marzo 2009
    Senza categoria

    Mentre navigavo distrattamente su Internet, sono inciampata in un racconto di Marco Lodoli che si è rivelato l’ennesimo messaggio acausale piovutomi addosso all’improvviso. Ora gli eventi di questo tipo non mi sorprendono più, non mi spaventano, non mi fanno sentire eterodiretta; anzi, adesso ogni segno mi rassicura come una conferma incisa sulla pietra. Troppe cose sono successe per poter pensare ancora che ci siano dei nodi da sciogliere, che mi debba difendere dall’idea che questa sia una fulgida manifestazione di quello che qualcuno chiamerebbe “il destino”.

    Questo destino all’inizio era una sensazione strana, una sorta di riconoscimento incosciente, una fiducia poco accorta basata su niente più che una voce che suonava inspiegabilmente familiare. L’insensata consapevolezza di non essermi mai sentita estranea, nemmeno per un minuto, e la certezza che non mi fosse mai successo in precedenza. Poi, con il passare dei giorni, è diventato una lunga sequenza di frasi e gesti e racconti, con ogni elemento che si accordava all’altro in maniera non accidentale, incastrandosi perfettamente nello spazio designato. E tutto a un tratto è stato un odore, che riuscivo a sentire anche stando da sola nella mia stanza. E poi il tornare alla mente di quell’idea curiosa che avevo da bambina (quasi una certezza, per la verità, anche se con gli anni l’avevo dimenticata) che da grande – chissà perché! – mi sarei innamorata di una persona con gli occhiali.

    Listening to:
    Criminal – Gotan Project

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  • Sensi di colpa

    25 marzo 2009
    Senza categoria

    Sono una persona faticosa e mi spiace. Vorrei almeno che la meta valesse un tale sforzo e in me la qualità corrispondesse al prezzo, ma temo di essere un prodotto dozzinale a un costo esorbitante, un investimento sproporzionato rispetto alla remunerazione che è in grado di garantire.

    Listening to:
    Blu notte – Paolo Conte

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  • Ineffabilità

    24 marzo 2009
    Senza categoria

    All’improvviso mi sembra che tutto raggiunga (o cospiri per) una coerenza. Peccato solo che non mi riesca di trovare parole per raccontarlo. Ma, in fin dei conti, è forse meglio che rimanga ancora qualcosa che non può essere pensato ed espresso in modo soddisfacente, un che di primitivo e silente e inarticolato, che sia inafferrabile e resti al sicuro dalla mia patologica mania di notomizzare.

    Listening to:
    Somewhere there’s a feather – Nico

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  • Frutti dell’immaginazione

    23 marzo 2009
    Senza categoria

    C’è, tra me e il mondo, una nebbia che mi impedisce di vedere le cose
    come veramente sono – come sono per gli altri.

    Dev’essere così: non c’è altra spiegazione…

    Listening to:
    Canzone di notte n°2 – Francesco Guccini

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  • Presentimenti

    22 marzo 2009
    Senza categoria

    Non capisco. Sono smarrita. Non so che pensare, ma penso ugualmente. Senza alcun sistema, senza alcuna coerenza. Sarei pronta a mettere in dubbio qualunque cosa adesso, anche quelle che mi sembravano ormai assodate, tanta è l’assurdità che emerge da ciascuna prospettiva io esamini i fatti.

    Non riesco a dormire. Provo a respirare e il respiro si rompe in singhiozzi che non sono più capace di ricacciare indietro, mentre le domande vorticano freneticamente e finiscono per addossarsi l’una sull’altra formando una matassa indistinta, senza che vi siano risposte che aiutino a trovarne il bandolo.

    Mi sento incrinata, percorsa da una crepa longitudinale che si allarga, e mi chiedo a che serva tutto il mio pessimismo, se l’aspettarmi sempre il peggio non riesce comunque a vaccinarmi o quantomeno a farmici rassegnare.

    Listening to:
    Volcano – Damien Rice

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  • Proposito del fine settimana

    21 marzo 2009
    Senza categoria

    La devo smettere di pensare e scrivere e parlare per metafore. Le metafore sono incredibilmente pericolose: sono solo l’illusione di esprimere il più possibile, senza dire in realtà un bel niente. Quando finalmente mi divincolerò da questa stupida mania di arzigogolare, sarà la cosa più saggia che abbia mai fatto. Già dieci anni fa mi fu detto chiaro e tondo quanto fosse irritante il mio modo di aggirare le questioni importanti seppellendole sotto arabeschi di fantasie e parole, ma pare che non sia riuscita ancora a imparare e continuo ad accarezzare senza mai stringere, a immaginare senza dire, a sognare senza vivere e a sorprendermi stupidamente che alla fine le cose vadano sempre a ramengo.

    Listening to:
    Natural disaster – Andrew Bird

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  • Falso movimento

    20 marzo 2009
    Senza categoria

    Ogni tanto ho l’impressione di partecipare anch’io al divenire, ma puntualmente scopro che si tratta dell’ennesima illusione consolatoria che mi sono confezionata in una stupenda carta iridescente. Ormai dovrei saperlo: io non avanzo e nemmeno recedo, io mi avvito su me stessa.

    Man mano che passa il tempo torno ad avvertire nitidamente il solito senso grave di estraneità, come se ciclicamente mi tramutassi nel precipitato di quella che prima sembrava una soluzione, o fossi una specie d’inutile appendice, che all’occorrenza può essere recisa senza troppi indugi o rimorsi e poi altrettanto facilmente si può riattaccare, a piacimento. E non è tanto questo che mi disturba, quanto il fatto che, esattamente come un’appendice che non venga prontamente conservata sotto formalina, in questo lasso di tempo io tenda a rattrappirmi. Allora i pensieri diventano enormi cucchiai che mi svuotano furiosamente e questa fastidiosa erosione dall’interno mi deprime e mi fa vacillare.

    Listening to:
    Parallel lines – Kings of Convenience

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  • Interrogativi

    19 marzo 2009
    Senza categoria

    Ci pensavo oggi pomeriggio mentre, talmente assorbita dal flusso caotico delle mie fantasticherie, mi arrendevo all’idea di non riuscire a leggere: sono un po’ più profonda – ammesso che questa parola così abusata abbia ancora un senso – di quanto riesca a provare. Eppure, quando si tenta di scandagliare quello che si trova sotto la superficie, in preda alla confusione più arruffata, a domanda rispondo sempre con qualche banalità. Malgrado le mie intenzioni, quello che è emerso di me stessa finora non è poi così lusinghiero. Si potrebbe dire che mi sono dimostrata un gradino al di sopra dell’ordinario, ma miseramente al di sotto dell’interessante. Per questo mi piacerebbe sapere cosa, nonostante tutto, mi renda degna di attenzioni e perché si creda (e da quali particolari s’intuisca) che possa valere la pena di sprecare del tempo con me.

    Listening to:
    Great expectations – Cat Power

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  • Gocce di analgesico

    18 marzo 2009
    Senza categoria

    Questa strada zitta che vola via
    come una farfalla, una nostalgia…

    Domani, lo so già, torneranno la noia, l’impazienza e quel senso di vaga tristezza appiccicaticcia di quando ci si risveglia troppo presto da un bel sogno. Domani mi dispererò di nuovo per colpa del destino dilatorio e il pomeriggio mi sembrerà uno strascico chilometrico impossibile da accorciare. Ma finché durerà oggi (ancora poche ore, purtroppo) resterò sotto l’effetto di questo dolce stordimento, che fa sembrare tutto infinitamente più semplice e piacevolmente inevitabile, come se bastasse essere agita senza essere obbligata a essere agente, come se potessi abbandonarmi con tranquillità al flusso degli eventi, che sanno già esattamente quale sia la loro destinazione, e aspettare semplicemente che tutto venga da sé, sorretta dall’irrazionale fiducia che al momento opportuno d’improvviso mi scoprirò capace di fare o dire la cosa giusta. Come se la vita non fosse altro che una strada già tracciata e non restasse che seguirla.

    Listening to:
    Hemingway – Paolo Conte

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NIENTE DI ALIENO

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