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  • Polaroid americane

    22 agosto 2008
    Senza categoria

    Sarà colpa del jet lag, non so, ma ultimamente sono un po’ confusa. Eppure sono tornata da quasi una settimana…

    Dagli Stati Uniti mi sono portata indietro un sacco di cose materiali e non.
    Dal Texas un raccapricciante vestito stampato di maglina, comprato per disperazione e stringente necessità, nonché l’umidità più appiccicosa che si possa immaginare. Le emozioni della prima volta in vita mia in cui sono andata a cavallo e l’odore del pancake caldo col ciuffetto di burro che si scioglie in cima. Il punch, i waffle e i fiori di buganvillea.

    New York, poi, è stata un rivelazione, nonostante abbia dato la prova definitiva che il caffè americano è una brodaglia disgustosa. La 5th Avenue è una lunghissima vetrina sul mondo: ci trovi qualunque cosa o qualsiasi tipo umano si possa immaginare. La Statua della Libertà ha lo stesso profilo di Paul Newman, e non me ne ero mai accorta fino a quando non l’ho vista con i miei occhi. Il ponte di Brooklyn è pieno di cavi sospesi, come se l’avesse costruito Spiderman spruzzando le sue ragnatele. Al World Trade Centre c’è ancora la voragine dove una volta sorgevano le due torri, un immenso buco quadrato e spaventoso, attorniato da costruzioni altissime su tutti e quattro i lati; mi sono resa conto che quel giorno di settembre deve davvero esserci stata una scena simile all’Apocalisse: fuoco e polvere e macerie e cadaveri. Fino a quando lo si vede in televisione non se ne ha piena consapevolezza.
    Brodway e Times Square sono un turbinio di luci e di colori e cartelloni giganteschi. Non si sa dove guardare prima e, quando si avvista la manona che regge l’insegna del museo delle cere viene da pensare che sia il massimo, poi si gira un po’ lo sguardo e accanto c’è l’Odditorium, un posto che, se avessi avuto 15 anni in meno, avrei potuto credere che fosse la porta del Paese dei balocchi o del Paradiso. Poi in una palazzina scalcinata c’è il teatro del “Late Show with David Letterman”, dove negli ultimi quindici anni è passato chiunque conti nel mondo dello spettacolo. E che dire di Central Park, così immenso e affascinante e quasi un’oasi fuori dal tempo in una metropoli che non conosce riposo?

    Ci vorrebbero ore ed ore per scrivere di ogni cosa che mi è rimasta nel cuore e impressa al fondo della retina. La caserma dei pompieri che è stata il quartier generale dei “Ghostbusters”, Tiffany con le vetrine in cui si specchiava Audrey Hepburn all’inizio del film, il Grand Central Terminal in cui si conclude “Carlito’s Way” e, soprattutto, la casa dei Tenenbaum ad Harlem. Ebbene, sì: ho toccato il cancello sul quale Richie si arrampicava per rientrare a casa dopo il tentato suicidio!!!

    E poi sappiate che ho comprato Armchair Apocrypha e Andrew Bird & The Misterious Production of Eggs, per nutrire ancora di più la mia ossessione per il polistrumentista e cantautore di Chicago. Ormai mi ci vuole un esorcista…

    Listening to:
    Tables and chairs – Andrew Bird

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  • Passioni estive

    23 luglio 2008
    Senza categoria
    Gli amori estivi, dicono tutti, non durano e sono frivoli, ma io, che almeno sotto certi aspetti dell’essere controcorrente sono un’icona ambulante, sto sperimentando passioni che credo non siano poi così superficiali e di certo non saranno stagionali. Prima ho confessato la mia novella infatuazione per Andrew Bird – la quale benché passino i giorni non accenna minimamente ad affievolirsi – che è diventato ufficialmente il cantore di questa mia ultima estate da studentessa. Adesso ammetto di essere ultimamente entrata nella spirale del té alla menta: non però di quello aromatizzato che si compra in bustine già pronte per l’infusione, certo che no! Invece lo preparo io alla maniera araba (ho cercato la ricetta su internet) ed ho perfino riesumato il vecchio filtro di mia mamma che credo non venisse usato da almeno quindici anni. Ne bevo più o meno un litro al giorno con una soddisfazione che non vi dico. Ah, e mi sono anche appassionata al mahjong, un tipo di solitario cinese al quale si può giocare su una serie infinita di siti e che non riesco mai a finire, ma che mi piace parecchio. E sono certa che questa volta durerà, non come la momentanea ossessione per FreeCell che ho avuto qualche anno fa. Questa volta sarà diverso, anche perché a FreeCell sono bravissima ed era più che ovvio che mi stancassi di giocarci, mentre stavolta il fatto che non riesca mai a vincere va tutto a favore di questa ipotesi: io, infatti, sono eccezionale nel rimanere incredibilmente devota a tutto ciò che non posso conquistare…

    Listening to:
    Cataracts – Andrew Bird…tanto per cambiare!

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  • OMG!!!

    18 luglio 2008
    Senza categoria
    A volte ritorno. A volte rileggo i vecchi post e mi si accappona la pelle: un buon 90% sono assolutamente PATETICI. Mi faccio quasi schifo.
    Se non mi sbrigo a mettere in mostra un po’ di disincantata ironia non ho speranze di finire come Bridget Jones: contesa tra due uomini belli e di successo pur essendo pingue, maldestra, sciatta e ultratrentenne. Io, che ultratrentenne non sono (ancora per qualche annetto) e per niente pingue e probabilmente neppure così sciatta, (ma di certo assai maldestra), forse potrei ambire anche a qualcosa di più rispetto alla biondina inglese, invece affogo tra singhiozzi che emergono tra le righe e frasi nelle quali non si capisce se sia superiore la stucchevolezza o la verbosità.
    E’ la “sindrome del giovane Werther”, che (dopo aver letto il libro per la prima volta a 16 anni) mi si è disgraziatamente appiccicata addosso per sempre. Del resto, praticamente i 4/5 della letteratura mondiale esaltano la sofferenza e gli amori falliti o turbolenti, per cui l’equazione amore uguale depressione è scontatissima. Anche perché, diciamoci la verità, in un modo o nell’altro le esperienze amorose dell’adolescenza sono sempre e comunque fallimentari e dolorose, e già quello basterebbe ad insediare prepotentemente questo stereotipo nella testa di qualunque individuo. Solo che la maggioranza delle persone con il tempo va incontro ad un processo di maturazione e riesce a superare questo stupido preconcetto. Io, invece, mi ci sono attaccata tenacemente.

    Listening to:
    Dark matter – Andrew Bird

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  • Andrew Bird

    11 luglio 2008
    Musica

    Io amo quest’uomo. No, davvero, lo amo! Come potrei evitarlo? Non posso che adorare qualcuno che mi ricorda allo stesso tempo sia Thom Yorke che Jeff Buckley che Rufus Wainwright.
    E poi quel fischio!

    C’è troppo caldo e ho poca voglia e poca ispirazione per fare qualunque cosa. Non leggo, non aggiorno il blog, fatico ad andare avanti con la tesi. Riesco solo ad ascoltare Andrew Bird e più lo ascolto più m’innamoro. Se la temperatura non dovesse abbassarsi un po’ entro qualche giorno, diventerò una monomaniaca…

    Listening to:
    Armchairs – Andrew Bird

     

    P.S. Dev’essere un segno del destino che mi sia decisa a scriverne proprio il giorno del suo 35esimo compleanno. Che coincidenza bizzarra! Giuro che non lo sapevo.

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  • Sul lungomare

    3 luglio 2008
    Senza categoria
    Non so se sia per la brezza marina che profuma d’estate, di casa, di serate di un vita fa. Non so se sia per la salsedine sottilissima e volatile che si attacca sulla pelle e che lavo via prima di andare a dormire. Non so se sia per la pavimentazione di mattoncini rossi incastrati gli uni negli altri in un complicato puzzle. O per i muretti spessi e bassi fatti di blocchi di basalto. O magari per le aiuole con gli alberi dai tronchi pendenti e dalle fronde costrette in geometrie innaturali dalle cesoie dei giardinieri comunali. O infine per la luce giallastra e velenosa dei lampioni. Continuo a far vagare lo sguardo attorno, nel vuoto, nella vana ricerca di non so bene cosa. O forse sì, credo di sapere: sono in attesa di vedere una figura, ma non una qualunque, che riempia lo spazio vuoto che i miei occhi abbracciano delusi. E nel frattempo mi lascio andare alla corrente esuberante della mia fantasia e immagino troppo e se – come sono certa accadrà perché è così che è sempre andata – non ci saranno sorprese allora sentirò di nuovo quel tonfo silenzioso e familiare. Ma sono eccessivamente stupida o autolesionista per rassegnarmi.

    Listening to:
    Evening gown – Mick Jagger

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  • Facciamo il punto

    26 giugno 2008
    Senza categoria
    I rifiuti sono ancora tutti per le strade della Campania e adesso anche in provincia di Agrigento si prospetta una bella crisi per l’esaurimento della discarica attualmente utilizzata. La Corte dei Conti ha ammonito il Governo circa l’impossibilità di tagliare le tasse senza dare un importante colpo di accetta alla spesa pubblica, altrimenti il debito continuerà a crescere smisuratamente: ma senza soldi i Comuni e le Regioni che faranno? I consumi non sono mai stati così bassi da anni e il potere d’acquisto di lavoratori dipendenti e pensionati è ridotto all’osso. Il petrolio fa quasi aggio sull’oro e il suo prezzo continua a salire causando ogni giorno rincari da capogiro. Saranno prese le impronte digitali dei bambini Rom presenti nei campi nomadi. Niente sanatoria per le badanti. E si potrebbe proseguire. Ma qual è il vero problema del quale tutti gli Italiani si dovrebbero preoccupare? La presunta persecuzione del Presidente del Consiglio da parte di una magistratura a suo dire parziale e politicizzata. Una giustizia giustizialista, mi scuso per il bisticcio di parole, che secondo il suo punto di vista andrebbe azzerata e che già adesso si sta tentando di delegittimare e incatenare con decreti e lodi che mettano al sicuro il Premier, i suoi interessi e soprattutto la sua fedina penale. Tutto questo è assurdo innanzi tutto perché con un Paese al collasso il governo dovrebbe avere ben altre priorità e in secondo luogo perché quel che si sta tentando di fare è liberticida (sì, anche la magistratura ha diritto di essere libera, Cavaliere) e dittatoriale. La legge non può sancire l’ineguaglianza dei cittadini davanti alla giustizia! In nessun altro paese si era osato tanto senza che si parlasse di un tentativo di sovvertimento autoritario dello Stato, ma a quanto pare qui in Italia questa è la normalità e la popolazione non si indigna e pensa a Donadoni esonerato e al ritorno di Lippi sulla panchina della nazionale di calcio. Problemi ben più gravi, non c’è dubbio…

    Listening to:
    Heretics – Andrew Bird

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  • Ipotesi

    23 giugno 2008
    Senza categoria
    Se potessi strappare via questa mia stupida immaginazione, rimuoverla una volta per tutte e cauterizzare la ferita per evitare le recidive, sarebbe certo una vita più noiosa senza le fantasmagorie che sono in grado di mettere in scena nella mia testa, ma anche di gran lunga più coraggiosa e sarebbe davvero vissuta. Privata della possibilità di trovare rifugio in fantasie consolatorie non avrei alibi e mi vedrei costretta a fare tutto ciò che mi limito a pensare.
    E se avessi il senso della caducità delle cose, della fugacità dei momenti; se fossi convinta che si debba essere padroni dell’attimo invece di osservarlo con distacco e studiarlo; se non mi tremassero le ginocchia tanto da squassarmi e annebbiare ogni barlume di ragione ad ogni punto nodale della mia esistenza. Quante cosa sarebbero differenti adesso. Quante parole che mi sono balenate alla mente con un ritardo secolare sarebbero forse affiorate molto prima e avrebbero dato ossigeno a istanti di panico afasico e asfissiante.
    E se non avessi questa stupida incapacità di comunicare davvero con gli altri e questo folle terrore di essere svelata…

    Listening to:
    Flowers and dust – Museum

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  • Dazzled

    21 giugno 2008
    Senza categoria
    Mi piace sapere sempre cosa pensare e nel mare delle mie incertezze avere l’appiglio salvifico di convinzioni di fondo che mi tengano a galla tra il moto ondoso. Ma è come se da qualche tempo il sole si riflettesse sul pelo dell’acqua e questo barbaglio mi abbagliasse impedendomi la vista.
    Ho fretta, la fretta di chi sa che non è molto ancora il tempo che si ha a disposizione, e nello stesso istante sono pronta ad attendere ancora e me ne sto inerte e dilaniata da questo dissidio insanabile tra il colpo di spugna e la perseveranza. Non ho dubbi, però, che non possa esistere un lieto fine, comunque vada.

    Listening to:
    Ramshackle – Beck

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  • Più giù del fondo

    17 giugno 2008
    Senza categoria
    Curioso, no? Stiamo assistendo all’insediamento democratico della dittatura. Anche l’ultima consultazione elettorale qui in Sicilia sancisce lo strapotere del PdL (ed alleati vari ed eventuali) e l’insignificanza di tutte le forze di sinistra, compreso quel PD che nei progetti del suo leader avrebbe dovuto impensierire seriamente il Cavaliere e spostare migliaia di consensi. E i consensi si sono spostati sì, ma dall’altra parte: la sinistra ha perfino perso dopo più di un decennio le province di Enna e Caltanissetta. Peggio di così è difficile immaginare qualcosa.
    Intanto a Roma la maggioranza tracotante per la forza che le deriva dai numeri blocca la class action, progetta una sospensione dei processi per reati minori a tutto vantaggio del Presidente del Consiglio, studia il modo migliore per militarizzare le nostre città, ventila l’ipotesi di cambiare le regole d’ingaggio dei nostri soldati in Afghanistan, vieta l’uso delle intercettazioni, torna a delegittimare del tutto la magistratura. E se il buon giorno si vede dal mattino…
    Ma tanto con gli Europei che impazzano e la nostra nazionale che ha fortunatamente superato il turno, sono più che sicura che la maggioranza degli italiani non si interessi minimamente di tutto quel che accade in Parlamento o in Consiglio dei Ministri in questi giorni. C’è altro a cui pensare…

    Listening to:
    Contessa – Paolo Pietrangeli

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  • Brand new

    16 giugno 2008
    Senza categoria
    Sono a casa da due giorni e già crollano castelli costruiti da lontano quali improbabili ancore di salvezza e si affacciano incertezze inebrianti. Quest’aria ha il potere di destabilizzarmi ogni volta. Mi guardo attorno e riconosco ogni mattonella smossa dei marciapiedi e ogni crepa nei muri, tutto è miracolosamente immutato. Tutto tranne me: non sono più io quella che percorre le strade già calpestate milioni di volte, lo vedo negli occhi dei miei compaesani che mi osservano curiosi e increduli, come se non mi avessero mai vista prima e pur essendo autoctona posso godere del privilegio di essere del tutto nuova. Come una seconda, bellissima, opportunità.

    Listening to:
    I’ll keep it with mine – Nico

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