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  • The fairest of the seasons

    27 Maggio 2008
    Senza categoria
    “…Yes, and the morning
    Has me looking in your eyes
    And seeing mine warning me
    To read the signs more carefully”

    La stagione più bella è sempre quella che verrà. Ma se fosse già passata? E se l’avessi sprecata? Perché la stagione più bella è sempre quella già venuta. E se non tornasse mai più? O peggio, se fosse stata tutta un’illusione?
    Ad ogni modo, di certo non è questa, impregnata di una pioggia infinita come se qualcuno avesse dimenticato di chiuderne il rubinetto. Questa primavera atipica si srotola lentamente tra nuvoloni neri e pozzanghere e inizia a diventare insopportabile. Intanto sogno il sole e il vento caldo di sud-est e un orizzonte d’acqua. E sogno stagioni di ieri e di domani, qualunque cosa purché non sia questo e non sia qui.
    Sogno il passato e le cose che ha travolto. Il futuro e quello che mi auguro porti con sé, che spero possa riempire questi vuoti che sembrano allargarsi ogni giorno. E sogno uno specchio nel quale credo che adesso avrei finalmente il coraggio di guardare e non mi spaventerei vedendomici riflessa.

    Listening to:
    The fairest of the seasons – Nico

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  • Sempre uguale

    22 Maggio 2008
    Senza categoria
    Dovrei fare altro. Il tempo incalza e dovrei concentrarmi su quello che resta ancora da terminare, ma quel foglio spuntato fuori all’improvviso da un fascio di fotocopie mi si è abbattuto contro come un pugno. Mi ha spezzato il fiato. Quelle parole blu, così vere, così sentite, così…belle che quasi non mi sembra vero possano essere mie, se non fosse per quella grafia disordinata, irruente e nervosa che so non potere appartenere ad altri che a me.
    La mia vita si affaccia all’imboccatura di una curva stretta superata la quale tutto sarà diverso. Non darò mai più un esame, non andrò mai più ad una lezione universitaria e nel giro di poco (sei mesi al massimo se con la tesi le cose dovessero mettersi male) non sarò più una studentessa. E non mi ricordo neppure cosa voglia dire non esserlo. Dovrò inventarmi una vita senza i libri e i post-it da attaccare ovunque per ricordare quante più nozioni possibili e senza gli appunti presi furiosamente cercando di non saltare neppure una sillaba. E sono impaziente ed anche spaventata. Ma in questo vortice di cose nuove che turbinano sopra la mia testa c’è un passato che si riaffaccia sempre, con una frequenza ampia da metronomo pigro, e mi tende agguati quando meno me li aspetterei. E mi impedisce di guardare il futuro negli occhi. Barcollo come un pugile sorpreso da un uppercut e non resta che aspettare per vedere se, per la milionesima volta, andrò a tappeto. E sono stanca di constatare che le cose vanno sempre nello stesso modo. E non riesco ad immaginare nessun altro modo nel quale possano andare.

    Listening to:
    Anello mancante – Carmen Consoli

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  • Aggiornamenti

    7 Maggio 2008
    Senza categoria
    1. C’è il sole e anche l’insopportabile affettazione che aleggia tra queste quattro mura sembra opprimere meno del solito.
    2. Sono leggera. In tutti i sensi. Mai pesato così poco in tutta la mia vita. Non è detto che sia un bene…
    3. Meno due all’alba…si spera!
    4. Nonostante il punto precedente, però, sarò costretta a continuare ancora per un po’ a latitare e dare mie notizie solo in forma telegrafica e con cadenza alquanto sporadica.
    5. Sono stanca, così tanto da non riuscire neppure più a dormire.

    Listening to:
    Cobra Coral – Caetano Veloso

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  • Io c'ero…

    26 aprile 2008
    Senza categoria
    26/04/08
    “Un giorno come tanti ma non certo per qualcuno…”*

    Ed io sono contenta di esserne stata parte, anche se solo in maniera virtuale (e senza l’audio…grrrr!!!).

    La vita ci passa accanto così in fretta che quasi non ce ne accorgiamo, ma poi arrivano cose come quella di oggi a ricordarci che la somma degli anni che ci siamo lasciati alle spalle è ben più alta di quanto sembri: siamo diventati adulti.

    Sono felice della felicità di qualcuno nei cui confronti ho nutrito e nutro un affetto particolarmente profondo. Un pezzo fondamentale della mia adolescenza: orecchio teso nei momenti difficili e compagno di milioni di risate.

    E spero che con lui la vita sia sempre estremamente gentile.

    Listening to:
    Il mio amico ingrato – Vinicio Capossela

    *Quest’esergo era obbligatorio ;-p (eh, eh, eh!!!)

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  • Alla deriva…

    23 aprile 2008
    Senza categoria
    I pensieri della sera si ammucchiano negli angoli della stanza, che lascio buia per risparmiarmi lo squallore che la luce gialla mi restituirebbe.
    Sono stanca al punto da non avere più la forza di opporre resistenza alla forza di gravità che infierisce spietatamente.
    Non so se ridere o piangere e nel dubbio faccio una strana smorfia di compromesso che vada bene in ogni caso, ma mi accorgo che il risultato è inappropriato, fuori luogo.
    Le giornate sono piombo impenetrabile e pesantissimo che grava sulle spalle, cascami di un’esistenza che si sbrindella ogni giorno di più e non c’è rattoppo che possa avere la meglio sulla disgregazione che sembra imporsi come forza egemone.
    Ogni cosa sembra sfuggire. Ogni obiettivo è lontano. Ogni speranza irrimediabilmente vana…

    Listening to:
    The naming of things – Andrew Bird

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  • RESISTENZA!

    15 aprile 2008
    Senza categoria
    Non me ne ero mai resa davvero conto prima, ma l’Italia è cambiata ed è cambiata in peggio. Quanto emerso dai risultati elettorali non può lasciare indifferenti ed è impossibile ignorare che il paese somiglia sempre più ad un agglomerato amorfo e grottesco di cittadini privi di qualunque discernimento, assopiti fino all’inverosimile da anni di TV spazzatura e miti di infimo ordine, mossi da pulsioni xenofobe, preda di uno sfrenato qualunquismo, ignoranti, disinformati, insofferenti delle regole e pronti a consegnarsi ad una deriva irrazionale senza confini. Gente incapace di rendersi conto che non è possibile tagliare tutte le tasse e aumentare tutti i redditi senza che l’economia subisca un immane tracollo. Cittadini che temono gli immigrati ignorando volontariamente e colpevolmente che molti di loro tengono di fatto in piedi il nostro paese con il proprio lavoro e le proprie tasse. Quest’Italia piccola e borghese (nel senso più deleterio del termine) già oggi è senza futuro, a meno che non ci sia un deciso cambio di rotta. Ma questo non accadrà. Non certamente con il neoeletto governo che porterà la deriva alle sue più estreme conseguenze e spolperà il paese fino all’osso. E questo tra cinque anni sarà ridotto alla miseria, sono pronta a scommetterci. Ve lo dico io, cari analisti, senza che vi dobbiate produrre nell’elaborazione di complicati modelli matematici per fare previsioni: il nostro paese andrà incontro alla più grave recessione della propria storia e ci sarà una crescita senza freni del debito pubblico e non escludo che l’Unione Europea ci dia il benservito.
    Proprio adesso che avremmo avuto bisogno di continuare l’opera di deciso risanamento dei conti pubblici intrapresa dal tandem Prodi-Padoa Schioppa, eccoci nuovamente ad un passo dal baratro. Ma con il sorriso sulle labbra, imbambolati e inebetiti dalle promesse vuote e pericolose di un fraudolento.
    E tuttavia, non è questo ciò che mi preoccupa di più e mi fa più male. Un Parlamento con una Lega Nord forte e privo della sinistra storica che è stata completamente cancellata dopo il voto di ieri e domenica, è qualcosa da cui ci si può attendere qualunque nefandezza. E non penso di esagerare. Il Cavaliere non avrà mai una valida e intransigente opposizione né alla Camera né al Senato, benché il Pd abbia totalizzato una buona percentuale, perché sappiamo tutti molto bene che il Pd non è davvero alternativo a Berlusconi dal punto di vista politico e che tutto ciò a cui aspira il suo leader è sostituire il Cavaliere nel ruolo di uomo immagine e padre padrone dello Stato.
    Chissà quante inutili missioni all’estero saranno votate dalle camere unanimi e quanti provvedimenti restrittivi sull’immigrazione e finanziamenti alla scuola cattolica e chissà cos’altro…
    E quante morti bianche ci saranno e noi non le piangeremo, perché i mezzi di informazione, che torneranno ad essere imbrigliati proprio come erano fino a due anni fa, neppure ce le racconteranno.

    L’amarezza è tanta che non riesco neppure bene ad articolare i pensieri. Ho scritto una serie di riflessioni disordinate buttate giù con rabbia e delusione, dettate dal fiele che mi ribolle dentro al momento. Sono disorientata e senza voce. Nessuno nelle istituzioni parlerà più la mia lingua e difenderà i miei ideali. Sono muta. Extraparlamentare.
    Il desiderio di pensare ad una fuga c’è e non è lieve. Ma c’è una voce chiara che grida forte nella mia testa. Mi dice che non posso farlo e che da oggi comincia la mia personale RESISTENZA.

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  • Con l'acqua alla gola

    2 aprile 2008
    Senza categoria
    Latito. Da qui. Da me stessa. Troppi doveri che incombono e una misera quantità di tempo per far tutto. Vorrei aver il tempo di scrivere, di leggere per diletto, di dormire a sufficienza. Vorrei poter discorrere delle imminenti elezioni e seguire attentamente i dibattiti in TV.
    Vorrei che le scadenze non fossero così pressanti…

    Listening to:
    Rampe di slancio – Marco Parente

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  • Palese

    15 marzo 2008
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    Parole come armi. Difendono e offendono. Parole come trucchi che confondono, sfumano e illudono. Parole sempre troppo pesanti: che siano pronunciate con toni leggeri o gonfiate di fiato rabbioso e ardente. E parole che si negano e sono quelle che più di tutte esprimono un significato, perché è nel non dire, più che nell’asserire, che si esprime la verità. La lingua può essere diplomatica, ma il silenzio è traditore.

    Listening to:
    L’uomo del secolo – Baustelle

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  • A volte ritornano

    11 marzo 2008
    Senza categoria


    “… E dirò di più,
    urliamo anche ti amo a Ciarrapico.
    L’attuale presidente della Roma.
    E non si capisce come abbia fatto,
    lui vendeva il pesce,
    c’ha una fedina penale lunga così.
    Poi ha conosciuto Andreotti,

    è diventato il re delle acque minerali,
    ha avuto un prestito da Calvi di 39 miliardi
    con cui ha comprato la Fiuggi.
    E adesso è il personaggio del giorno
    e ha fatto firmare la pace

    tra Berlusconi e De Benedetti.

    Allora gridiamogli ti amo.
    Ti amo Ciarrapico.

    Ti amo per quello che hai fatto,

    ti amo per l’emissione di assegni a vuoto,

    ti amo per la pubblicazione…
    per le pubblicazioni oscene,
    questo è amore,

    e allora lui ha dato amore a noi

    e noi gliene diamo a lui.
    Urliamogli tutti ti amo Ciarrapico!
    One, two, three, four!
    Ti amo, ti amo Ciarrapico!

    Ti amo Ciarrapico! Ma come no?
    Dai in coro: ti amo, ti amo!

    Ti amo, ti amo sì ti amo!”

    (Sabbiature – Elio e le Storie Tese)


    Signore e signori, questa è la destra italiana.
    Ma tanto, come da copione, è già stato rettificato tutto e La Repubblica è stata accusata di aver travisato le parole di Ciarrapico.

    Del resto, cos’altro ci si sarebbe dovuti attendere da un quotidiano di pericolosi COMUNISTI! Cribbio!!!

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  • Mimosa

    8 marzo 2008
    Senza categoria
    Sono passati cento anni, ma c’è ancora bisogno di celebrare questa Festa. Basta leggere l’ultimo rapporto dell’ILO per capire che noi donne continuiamo ad essere meno pagate rispetto ai colleghi uomini e ad avere più difficoltà a trovare lavoro. Ma non solo: in politica, soprattutto qui in Italia, siamo poco rappresentate e ci sono legioni di uomini che legiferano su materie che ci riguardano senza mai chiedere il nostro consenso. La lista potrebbe continuare a lungo. Però, è anche opportuno e giusto sottolineare che le cose sono molto cambiate e, chissà, magari tra poco una donna alla Casa Bianca non sarà più solo il titolo di un telefilm…

    Il problema dell’8 Marzo, ciò che mi ha spinta a guardare a questa ricorrenza sempre con un certo distacco e con una punta di disprezzo, è che sia diventato il pretesto per vendere tonnellate di mimosa ovunque e per la libera uscita serale di gruppi di oche starnazzanti che vanno a vedere gli spogliarelli maschili: cioè l’esatto contrario di quello che dovrebbe essere la “parità”.

    Listening to:
    Mimosa – Niccolò Fabi

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NIENTE DI ALIENO

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