Sento nell’aria buoni auspici.
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The entertainer – George Shearing
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The entertainer – George Shearing
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Il silenzio dei colpevoli – Caparezza
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The trees were mistaken – Andrew Bird
Mio padre dice sempre che sono troppo polemica. Vedo e rilancio: sono anche troppo poco indifferente e mi accaloro eccessivamente. Il problema è che certe cose non si possono proprio sentire né vedere e in questi frangenti io – forse per un infantile idealismo – mi sento di dover fare un poco l’avvocato del diavolo.
Premetto che mi spiace per la signora Giovanna Reggiani e che, se verrà accertato che davvero è stato Nicolae Mailat ad aggredirla e gettarla giù nella scarpata, questi dovrà scontare una pena esemplare per il reato commesso. Tuttavia, non posso sopportare le tirate contro gli immigrati rumeni nelle quali si fa di tutta l’erba un fascio. Non esiste un popolo intrinsecamente criminale: è una solenne boiata anche solo pensarlo! E mi stupisco che ancor oggi, alla fine del 2007, ci sia qualcuno pronto ad affermare a gran voce una cosa del genere. Non si è poi molto distanti da Hitler, se si hanno tali convinzioni. A quando un bel genocidio per dare una ripulita al mondo e stare tutti un po’ più tranquilli?
Invece di dire imbecillità, faremmo meglio a chiederci se il fatto che molti immigrati vivano di espedienti e spesso si dedichino ad attività illecite non derivi in gran parte dalle condizioni subumane nelle quali sono costretti a sopravvivere. Qualcuno di voi ieri ha visto durante i servizi televisivi quella sottospecie di baracche nelle quali abitano? Io sì e non ho potuto fare a meno di pormi alcune domande. Com’è che – giustamente, ci mancherebbe! – abbiamo tanta pietà per i cani randagi o abbandonati, ma abbiamo smesso di provarla per gli esseri umani? Perché siamo indulgenti con un ricco che commette reati finanziari per appagare la propria voglia di superfluo e non abbiamo neppure un briciolo di misericordia per chi tenta di pulirci il vetro al semaforo e si arrabatta per procacciarsi un pasto? Perché ci infastidiamo per la presenza di spacciatori e prostitute e non ci chiediamo mai chi siano i loro clienti? E potrei andare avanti a lungo…
La miseria può annebbiare e rendere privi di valori, perfino feroci. Questo non significa che le colpe, quando accertate, debbano essere rimesse – la legge o è per tutti o non è – ma forse sarebbe opportuno fare un po’ di prevenzione, invece che piangere sempre sul latte versato e ricorrere alla violenza ritorsiva e alle espulsioni. Occorrerebbe essere più solidali coi nostri simili, per scongiurare l’emarginazione e combattere il degrado economico e morale. Qualcuno, all’alba della Seconda guerra mondiale, scrisse: “Hunger allows no choice / To the citizen or the police; / We must love one another or die.” Sarebbe il caso che ce ne ricordassimo tutti quotidianamente.
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Maybe you’ve been brainwashed too – New Radicals
Se ciò non andasse contro tutte le regole non scritte che mi sono data riguardo al blog, oggi creerei tre post diversi. Il primo sul PD, che delude ogni giorno di più e non ha ancora compiuto un mese di vita. Per il secondo prenderei spunto dalla notizia dei naufragi delle navi dei clandestini diretti verso le nostre coste. Nel terzo racconterei del mio viaggio. Ecco, visto che non posso scriverli tutti oggi, partirò con l’ultimo, che è anche quello soggetto a un “deperimento” più rapido, e mi dedicherò agli altri in seguito. Tanto sono certa che il PD non smetterà a breve di causarmi il mal di pancia, e che quelli annegati in questi due giorni, purtroppo, non saranno gli ultimi migranti a morire nel tentativo di sbarcare sull’italico suolo.
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In tutta onestà devo ammettere che questa volta le funeste previsioni riguardo alle mie compagne di viaggio si sono rivelate eccessivamente pessimistiche: tutto sommato non è andata male. Ho viaggiato con una signora di Misilmeri che era a Torino per vedere la figlia. Una donna gentile e taciturna, che mi ha risparmiato le solite inutili e fastidiose raffiche di domande riguardo a età, motivo del mio essere a Torino, eventuale fidanzato, e così via. Con noi c’era anche una bella donna straniera (probabilmente maghrebina), altissima e anche lei molto riservata. Doveva essere piuttosto stanca e ha dormito per quasi tutto il viaggio. Così, almeno fino a Pisa, le cose sono andate in modo più che soddisfacente e sono riuscita perfino a leggere un centinaio di pagine del libro che avevo con me, cosa che solitamente non accade a causa della logorrea delle altre persone nello scompartimento. Fino a Pisa, dicevo, perché lì è salita una donnina minuscola, poco più di un metro e trenta, di settant’anni al massimo (ma che ne dimostrava almeno dieci in più), che appena entrata mi ha subito fatto capire che la musica sarebbe cambiata radicalmente. Primo: con più di un metro di sedile libero, la signora ha comunque deciso di sedersi a una distanza da me che, se fosse stata un uomo, mi avrebbe consentito di denunciarla per molestie. Secondo: ha iniziato immediatamente a sbuffare e chiedere quando saremmo arrivate, cosa piuttosto assurda, visto che mancavano ancora più di dodici ore di viaggio per me e ben quattordici per lei e le altre. Terzo: dopo meno di quindici minuti trascorsi sul treno, è dovuta andare in bagno per la prima volta. Erano solo i prodromi della catastrofe che avrebbe avuto luogo la notte. Infatti, la signora si svegliava ogni ora e tre quarti per recarsi ai servizi, cosa che non mi avrebbe infastidito se a) non fosse stata incapace di aprire la porta dello scompartimento e non avesse quindi avuto bisogno che lo facessi io per lei ogni volta; b) il nostro scompartimento non fosse stato quello più vicino al bagno, che sui treni, come tutti sapete, non profuma propriamente di pulito e l’aprire la porta così spesso non faceva altro che permettere a tutto il tanfo d’insinuarsi all’interno…
Dunque, la mia notte in bianco – come sempre, ché in viaggio comunque non riesco a chiudere occhio – è trascorsa ammorbata dal puzzo di urina, facendo su e giù dalla cuccetta per far da portiera alla signora.
Ma mi consolo pensando che adesso sono a casa, e che sarebbe potuta andare molto peggio.
Listening to:
A window – The Radio Dept.
Listening to:
Weird fishes/Arpeggi – Radiohead