Il risultato più importante conseguito oggi è stato riuscire ad accaparrarmi gratuitamente l’abbonamento ai musei di Torino e del Piemonte. Le Universiadi, ormai agli sgoccioli, servono pure a questo. Adesso me ne potrò andare indisturbata e completamente gratis in giro per la città ad ammirare opere d’arte. Davvero niente male, no?
Questa tessera mi permetterà inoltre di usufruire di ulteriori agevolazioni, come riduzioni sui biglietti per singole rappresentazioni teatrali, sconti del 15% sui libri da Mondadori, ecc.
In più mi viene concesso un invidiabile privilegio: l’Associazione Aiace, esibendo questo abbonamento mi accorda – udite, udite! – uno sconto di 50 cents di euro sulla loro tessera cinematografica, a patto però che questa venga acquistata presso la sede dell’associzione…
Cavolo che opportunità; cose così non capitano mica tutti giorni! Inoltre, visto l’innegabile vantaggio di quest’offerta, trovo senza dubbio inappuntabile che si pongano delle condizioni per usufruire della riduzione…
Listening to:
I will survive – Petra Magoni e Ferruccio Spinetti
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4 commenti su Sconti?!
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Da un po’ di tempo a questa parte, io, tradizionalmente e intrinsecamente diffidente, mi stavo quasi convincendo che si potesse avere fiducia nelle persone. Che si potesse riporre una qualche speranza negli altri esseri umani. Mi piaceva immaginarlo, mi piaceva pensare che non fosse troppo faticoso ricordarsi che non siamo noi il centro e la periferia dell’universo. Invece, mi accorgo con dispiacere che la mia nuova disposizione d’animo confligge con la realtà dei fatti.
Non credere mai alle parole e alle promesse, ecco quello che si deve fare. Mai fare affidamento su alcuno, ché questi ci metterà meno di un secondo, se vuole, a frantumare tutta la tua buonafede e a farsene beffe.
I sorrisi sono spesso la forma più crudele e subdola di diniego. Ogni essere umano, salvo rarissime e preziosissime eccezioni, è mosso unicamente da spirito utilitaristico. Essere gentili, fare favori e preoccuparsi per gli altri è inutile se non se ne può ricavare un qualche beneficio a breve o lungo termine: ecco la filosofia che anima le menti di questi meschini ammassi di carne moribonda che pretendono di fregiarsi del titolo di membri del genere umano.
Listening to:
Diferente – Gotan Project -
In fondo potrebbe andare peggio.
Che la maggior parte degli esseri umani fosse solo feccia era una cosa a me già nota, dunque, perché stupirsene? Che non si debba mai lasciare nulla incustodito, perché i tuoi simili non condividono il tuo rispetto per le cose altrui è fin troppo banale.
Bene, ho imparato la lezione.
La convivenza con altre persone con le quali non si ha alcun tipo di legame, né di affinità è una cosa per certi versi insopportabile e quando il numero di individui con cui dovere convivere supera di gran lunga quello di una squadra i calcio è ancora peggio…
Però, basta che richiuda la porta della mia camera dietro le mie spalle e tutto migliora. La solitudine spesso è un tesoro da difendere con le unghie e con i denti. Detesto le intrusioni nella mia sfera personale. Adoro stare da sola con i miei pensieri e a volte mi piace perfino non proferire parola né incontrare anima viva per giorni interi. Non sempre, ma ogni tanto mi è quasi necessario. Per fortuna mi rimane sempre questa camera in cui sparire quando proprio non ho voglia di vedere nessuno. Non è male.
Dite che sono misantropa? In parte è vero. A mia parziale discolpa posso solo aggiungere che non è l’intero genere umano a disturbarmi, si tratta solo di una “misantropia mirata”, “discontinua”.Listening to:
Red Rabbits – The ShinsP.s. Grazie Stefano, senza il tuo post su di loro non avrei mai conosciuto gli Shins!
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Le giornate durano decisamente troppo poco, avrei bisogno di almeno 48 ore quotidiane. Gli oneri si affastellano uno sull’altro e formano un mucchio che non è possibile ignorare. La mia coscienza non mi permette di tralasciare nulla, anzi, se solo provo a girare lo sguardo sembra squadrarmi con occhi taglienti e accusatori. Mi sento minacciata dalla scomoda eventualità che mi possa essere imposta un’infamante lettera scarlatta, pur sapendo che è un’ipotesi lontanissima dalla realtà.
Avrei bisogno di una ricetta per imparare a sedare il Torquemada che è in me, per far sì che inguaini, almeno ogni tanto, il suo indice pungente.
Listening to:
Black – Pearl Jam -
…sono appena rincasata al termine di una serata piacevolissima, culminata con il divertente live di Caparezza in piazza Vittorio Veneto. È stata quella che si suole chiamare “ciliegina sulla torta”.
Sto rivalutando le Universiadi: sono meglio di quanto avessi pensato. Se non altro, perché mi posso godere qualche concerto gratuito, il che non è affatto male. E dopodomani mi aspettano i miei cari Gotan Project. Che meraviglia!
Listening to:
Follie preferenziali – Caparezza -
Aspetto la neve ed arriva una giornata caldissima…
Il clima cambia davvero. Non volevo ammetterlo, credevo che fossero ipotesi allarmistiche, ma se il 19 gennaio a Torino si può andare in giro senza cappotto alle sei del pomeriggio e con il sole già calato, che mi piaccia o no, dovrò rassegnarmi al peggio.
Il mio caro inverno si comprime sempre più e tra poco potrebbe scomaprire del tutto. Riuscirei a farmene una ragione? Credo che non sopporterei l’idea di vivere un’estate senza fine.
Oggi c’erano un’atmosfera ed un odore da pomeriggio di aprile. Strano. Quasi inquietante.
Listening to:
Il circuito affascinante – Moltheni -
Non ho mai visto una vera nevicata. Da un paio di giorni spero che all’improvviso la neve faccia la sua comparsa e guardo il cielo cercando di cogliere qualche segno che possa preannunciarla.
Spesso mi domando che odore abbia la neve fresca e cosa si provi a svegliarsi la mattina e trovare un tappeto candido sulla strada. E come sia camminare sotto i fiocchi che scendono dal cielo. Mi piacerebbe trovare le risposte a questi interrogativi. Pensavo che venendo a Torino sarebbe successo presto, invece non è stato così. Ma l’inverno è ancora lungo, dunque aspetto.
Ho aggiunto anche la neve alla lunga lista di cose che si fanno desiderare. Del resto aspettare è la cosa che so fare meglio.Listening to:
Please, forgive me – David Gray -
«Tutto resta uguale ed è normale,non c’è niente di speciale,una carogna resta taleanche coi guanti bianchi…»Tutto il divenire sembra un’inutile processione circolare. Muoversi incessantemente, senza spostarsi mai davvero. Tenendo sempre lo sguardo fisso sui propri piedi.«…E l’universo tridimensionalesta perdendo il suo coloreed è avaro di stupore e di bei pensieri…»
Le notti sono orfane del sonno e dei sogni. E durano sempre troppo poco. Troppo a lungo.
«…Tutto resta uguale, i nostri occhiannoiati e semi-spentinon si accorgono che il sole ci riscalda tuttie diventiamo semi-artificiali…»Aspetto un segno. Ogni volta che alzo gli occhi attendo una rivelazione, ma ripetutamente sono stata costretta a constatare che le rivelazioni sono più rare di quanto si possa pensare.
«…Tutto resta uguale ed è banale,non ha testa per pensare,ma nemmeno per sofisticare tutto…»Dubito delle mie stesse mani, benché le veda e sappia che sono vere e che sono mie. E dubito dei miei pensieri. Come se fossero appendici sviluppatesi a causa di un qualche spaventoso agente patogeno.«…Ed io lo so che è solo un sogno,che non ci inventiamo niente,perché tutto splende,ma noi non lo vediamo perché siamo velocissimi.E lo so che tutto è niente,che anche il bianco ha i suoi coloried andare fuoridalle case, da noi stessi,ci farebbe respirare.Ed io lo so che è solo un sogno.E’ solo un sogno.Solo un sogno…»Listening to:E’ solo un sogno – Paolo Benvegnù -
Provo ad essere più ottimista. Il futuro è un’incognita per tutti, anche per me. Spero di riuscire a convincermene. Non voglio ricadere nel mio solito errore di rovinare tutto con quelle che gli psicologi chiamano “profezie autoavveranti”.
Ascolto Caetano Veloso, mangio le meravigliose Tenerezze al caffè del Mulino Bianco, penso all’amato inverno fuori dalla mia finestra e provo a sorridere. A forza di impegnarmi la smorfia forzata diventa quasi credibile.
Stasera voglio andare a dormire contenta e fare uno di quei sogni “pilotati” che riuscivo a fare da piccola, quando distesa nel mio letto con la luce spenta mi concentravo intensamente su di una cosa fino al momento in cui mi assopivo e sognavo esattamente quello che avevo deciso di sognare.
Listening to:
O Leãozinho – Caetano Veloso -
Pensa a tutte le tue paure più recondite che si agglomerano. A un brivido che sembra cingerti le spalle. A un lieve tremito che turba la tranquillità del tuo labbro inferiore. Pensa a quanto tutto sembra inutile allora, quando ti senti già sconfitto prima ancora che siano distribuite le carte.
Listening to:
Baba O’Reily – The Who