• Momenti d’imbarazzo

    2 aprile 2009
    Senza categoria

    Io sono un pulcino appena sbucato dal guscio. Intimorito dal rumore e ubriacato dalla luce e dai colori, barcollo un poco, ma con pazienza imparerò a razzolare. Sono un coniglio uscito per la prima volta dal cappello del mago. Penzolo dalle sue mani e guardo sorpreso il pubblico davanti a me. Fino a un momento fa non sapevo nemmeno di esistere; adesso sono addirittura il centro dell’attenzione e tutto quest’interesse mi dà un po’ di capogiro, perciò ogni tanto ho l’istinto di divincolarmi e sgattaiolare dietro le quinte. Di volta in volta, spero, lo supererò.

    Listening to:
    C’è tempo – Ivano Fossati

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  • Pensavo peggio…

    1 aprile 2009
    Senza categoria

    Sorprendentemente sono sopravvissuta e la giornata è stata meno tremenda del previsto. Mi dovrò rassegnare a cedere ad un cauto ottimismo.

    Listening to:
    Get myself arrested – Gomez

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  • Dilemmi

    31 marzo 2009
    Senza categoria

    Sarà per colpa del campione di profumo che mi sono improvvidamente spruzzata, e che ora mi fa odorare disgustosamente di gelsomino, dandomi quella sensazione di capogiro e quasi-nausea che prende nelle cappelle del cimitero saturate dall’olezzo stucchevole dei fiori sul punto di appassire. O magari per via delle nuvole, dello scirocco e di questo caldo umido. Sarà il fatto che dormo troppo poco e ultimamente anche meno del solito. O sarà semplicemente la primavera, che mi rende sempre abulica e sfinita. Qualunque sia la causa, mi sento pericolosamente confusa, in bilico tra il fare e il non fare, il dire e il non dire, con la consapevolezza scomoda che non potrò rimandare ancora a lungo e il timore quasi paralizzante di fare il passo più lungo della gamba. E ancora e sempre, più di tutto vorrei che le cose mi piombassero addosso inopinatamente e non mi si chiedesse altro a parte il prenderne atto.

    Listening to:
    Why can’t you be nicer to me? – The White Stripes

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  • Circolarità

    30 marzo 2009
    Senza categoria

    Sono dentro una scatola. Ho solo un minuscolo buco per respirare e pochissima luce che riesce a filtrare attraverso. Periodicamente mi tirano fuori per ispezionarmi e allora il chiarore pieno mi ferisce le pupille, costringendomi a chiudere gli occhi. Non appena mi assuefaccio un poco alla luce e riesco a sbirciare tra le palpebre socchiuse, ecco che mi ripiegano addosso i lembi di cartone e non li scostano più finché non sono nuovamente incapace di stare all’esterno. In certi momenti ho l’impressione che in tutto questo non vi sia solo casualità, ma anche una lieve nota di sadismo.

    Listening to:
    Out of time – Blur

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  • Tentennamenti

    29 marzo 2009
    Senza categoria

    Certe volte vorrei proprio che la vita avesse una volontà autonoma, che diventasse dispotica, che si costruisse ex motu proprio e ciò che deve o non deve accadere non dipendesse in alcun modo dai miei sforzi, perché, dipendesse da me, continuerei a procrastinare in eterno aspettando un’illuminazione o un accesso di risolutezza, pur sapendo che la prima ipotesi è del tutto irrealistica e l’altra presuppone il possesso di una qualità della quale sono miseramente sprovvista.

    Listening to:
    Sleep the clock around – Belle & Sebastian

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  • Autofagia

    28 marzo 2009
    Senza categoria

    Ciascuno ha i propri vizi, il mio è l’onicofagia. È tutta la vita che tento di smettere di rosicchiarmi le unghie, senza successo. Non è una questione di carenza di forza di volontà, è che mi è proprio impossibile. Martoriarmi le falangi mi è necessario, perché è un’attività compensatoria e, quando accanendomi sulle cuticole finalmente riesco a strappare un pezzo di pelle e a sanguinare, mi sento quasi sollevata. L’onicofagia mi garantisce quantità accettabili di dolore fisico sempre a portata di mano (letteralmente), quando ho bisogno di una sofferenza “diversa” per riuscire a tacitare l’angoscia. Come si può pretendere che vi rinunci?
    Il mangiarmi le unghie, quindi, più che un vizio, è un sintomo la cui eziologia spesso è complessa. È l’effetto visibile di una causa invisibile, l’indizio discreto di un malessere. Chi avesse voglia e tempo da perdere potrebbe intuire qualcosa della mia anima semplicemente osservando lo “stato di usura” delle mie dita e le sue periodiche variazioni.

    Listening to:
    Come un cammello in una grondaia – Franco Battiato

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  • Stuck

    27 marzo 2009
    Senza categoria

    Suona sempre la stessa musica: la felicità è la melodia e il senso d’inadeguatezza è l’accompagnamento. E, anche se sembrerà impossibile, mi sento contemporaneamente elettrizzata e disfatta. E stanca, stanchissima, della mia personalità e del mio carattere, che alla lunga riuscirebbero a sfiancare chiunque, e della mia incapacità di limare almeno un poco gli spigoli e di fare timidamente capolino dal mio guscio.

    Listening to:
    Cose semplici e banali – Afterhours

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  • Coincidenze

    26 marzo 2009
    Senza categoria

    Mentre navigavo distrattamente su Internet, sono inciampata in un racconto di Marco Lodoli che si è rivelato l’ennesimo messaggio acausale piovutomi addosso all’improvviso. Ora gli eventi di questo tipo non mi sorprendono più, non mi spaventano, non mi fanno sentire eterodiretta; anzi, adesso ogni segno mi rassicura come una conferma incisa sulla pietra. Troppe cose sono successe per poter pensare ancora che ci siano dei nodi da sciogliere, che mi debba difendere dall’idea che questa sia una fulgida manifestazione di quello che qualcuno chiamerebbe “il destino”.

    Questo destino all’inizio era una sensazione strana, una sorta di riconoscimento incosciente, una fiducia poco accorta basata su niente più che una voce che suonava inspiegabilmente familiare. L’insensata consapevolezza di non essermi mai sentita estranea, nemmeno per un minuto, e la certezza che non mi fosse mai successo in precedenza. Poi, con il passare dei giorni, è diventato una lunga sequenza di frasi e gesti e racconti, con ogni elemento che si accordava all’altro in maniera non accidentale, incastrandosi perfettamente nello spazio designato. E tutto a un tratto è stato un odore, che riuscivo a sentire anche stando da sola nella mia stanza. E poi il tornare alla mente di quell’idea curiosa che avevo da bambina (quasi una certezza, per la verità, anche se con gli anni l’avevo dimenticata) che da grande – chissà perché! – mi sarei innamorata di una persona con gli occhiali.

    Listening to:
    Criminal – Gotan Project

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  • Sensi di colpa

    25 marzo 2009
    Senza categoria

    Sono una persona faticosa e mi spiace. Vorrei almeno che la meta valesse un tale sforzo e in me la qualità corrispondesse al prezzo, ma temo di essere un prodotto dozzinale a un costo esorbitante, un investimento sproporzionato rispetto alla remunerazione che è in grado di garantire.

    Listening to:
    Blu notte – Paolo Conte

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  • Ineffabilità

    24 marzo 2009
    Senza categoria

    All’improvviso mi sembra che tutto raggiunga (o cospiri per) una coerenza. Peccato solo che non mi riesca di trovare parole per raccontarlo. Ma, in fin dei conti, è forse meglio che rimanga ancora qualcosa che non può essere pensato ed espresso in modo soddisfacente, un che di primitivo e silente e inarticolato, che sia inafferrabile e resti al sicuro dalla mia patologica mania di notomizzare.

    Listening to:
    Somewhere there’s a feather – Nico

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