• Frutti dell’immaginazione

    23 marzo 2009
    Senza categoria

    C’è, tra me e il mondo, una nebbia che mi impedisce di vedere le cose
    come veramente sono – come sono per gli altri.

    Dev’essere così: non c’è altra spiegazione…

    Listening to:
    Canzone di notte n°2 – Francesco Guccini

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  • Presentimenti

    22 marzo 2009
    Senza categoria

    Non capisco. Sono smarrita. Non so che pensare, ma penso ugualmente. Senza alcun sistema, senza alcuna coerenza. Sarei pronta a mettere in dubbio qualunque cosa adesso, anche quelle che mi sembravano ormai assodate, tanta è l’assurdità che emerge da ciascuna prospettiva io esamini i fatti.

    Non riesco a dormire. Provo a respirare e il respiro si rompe in singhiozzi che non sono più capace di ricacciare indietro, mentre le domande vorticano freneticamente e finiscono per addossarsi l’una sull’altra formando una matassa indistinta, senza che vi siano risposte che aiutino a trovarne il bandolo.

    Mi sento incrinata, percorsa da una crepa longitudinale che si allarga, e mi chiedo a che serva tutto il mio pessimismo, se l’aspettarmi sempre il peggio non riesce comunque a vaccinarmi o quantomeno a farmici rassegnare.

    Listening to:
    Volcano – Damien Rice

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  • Proposito del fine settimana

    21 marzo 2009
    Senza categoria

    La devo smettere di pensare e scrivere e parlare per metafore. Le metafore sono incredibilmente pericolose: sono solo l’illusione di esprimere il più possibile, senza dire in realtà un bel niente. Quando finalmente mi divincolerò da questa stupida mania di arzigogolare, sarà la cosa più saggia che abbia mai fatto. Già dieci anni fa mi fu detto chiaro e tondo quanto fosse irritante il mio modo di aggirare le questioni importanti seppellendole sotto arabeschi di fantasie e parole, ma pare che non sia riuscita ancora a imparare e continuo ad accarezzare senza mai stringere, a immaginare senza dire, a sognare senza vivere e a sorprendermi stupidamente che alla fine le cose vadano sempre a ramengo.

    Listening to:
    Natural disaster – Andrew Bird

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  • Falso movimento

    20 marzo 2009
    Senza categoria

    Ogni tanto ho l’impressione di partecipare anch’io al divenire, ma puntualmente scopro che si tratta dell’ennesima illusione consolatoria che mi sono confezionata in una stupenda carta iridescente. Ormai dovrei saperlo: io non avanzo e nemmeno recedo, io mi avvito su me stessa.

    Man mano che passa il tempo torno ad avvertire nitidamente il solito senso grave di estraneità, come se ciclicamente mi tramutassi nel precipitato di quella che prima sembrava una soluzione, o fossi una specie d’inutile appendice, che all’occorrenza può essere recisa senza troppi indugi o rimorsi e poi altrettanto facilmente si può riattaccare, a piacimento. E non è tanto questo che mi disturba, quanto il fatto che, esattamente come un’appendice che non venga prontamente conservata sotto formalina, in questo lasso di tempo io tenda a rattrappirmi. Allora i pensieri diventano enormi cucchiai che mi svuotano furiosamente e questa fastidiosa erosione dall’interno mi deprime e mi fa vacillare.

    Listening to:
    Parallel lines – Kings of Convenience

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  • Interrogativi

    19 marzo 2009
    Senza categoria

    Ci pensavo oggi pomeriggio mentre, talmente assorbita dal flusso caotico delle mie fantasticherie, mi arrendevo all’idea di non riuscire a leggere: sono un po’ più profonda – ammesso che questa parola così abusata abbia ancora un senso – di quanto riesca a provare. Eppure, quando si tenta di scandagliare quello che si trova sotto la superficie, in preda alla confusione più arruffata, a domanda rispondo sempre con qualche banalità. Malgrado le mie intenzioni, quello che è emerso di me stessa finora non è poi così lusinghiero. Si potrebbe dire che mi sono dimostrata un gradino al di sopra dell’ordinario, ma miseramente al di sotto dell’interessante. Per questo mi piacerebbe sapere cosa, nonostante tutto, mi renda degna di attenzioni e perché si creda (e da quali particolari s’intuisca) che possa valere la pena di sprecare del tempo con me.

    Listening to:
    Great expectations – Cat Power

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  • Gocce di analgesico

    18 marzo 2009
    Senza categoria

    Questa strada zitta che vola via
    come una farfalla, una nostalgia…

    Domani, lo so già, torneranno la noia, l’impazienza e quel senso di vaga tristezza appiccicaticcia di quando ci si risveglia troppo presto da un bel sogno. Domani mi dispererò di nuovo per colpa del destino dilatorio e il pomeriggio mi sembrerà uno strascico chilometrico impossibile da accorciare. Ma finché durerà oggi (ancora poche ore, purtroppo) resterò sotto l’effetto di questo dolce stordimento, che fa sembrare tutto infinitamente più semplice e piacevolmente inevitabile, come se bastasse essere agita senza essere obbligata a essere agente, come se potessi abbandonarmi con tranquillità al flusso degli eventi, che sanno già esattamente quale sia la loro destinazione, e aspettare semplicemente che tutto venga da sé, sorretta dall’irrazionale fiducia che al momento opportuno d’improvviso mi scoprirò capace di fare o dire la cosa giusta. Come se la vita non fosse altro che una strada già tracciata e non restasse che seguirla.

    Listening to:
    Hemingway – Paolo Conte

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  • Senza scorza

    17 marzo 2009
    Senza categoria

    Sì, che mi biasimino! Non m’importa di non essere in grado di esercitare il conveniente distacco emotivo che sarebbe appropriato alla mia età. Sarò infantile, certamente, ma meglio così che cinica. Del resto, con la mia aria trasognata dalla quale mi è impossibile separarmi, quando sto con i piedi per terra sono ridicola come l’albatro e il poeta. Un po’ di tranquilla ingenuità e di anacronistico idealismo sono le sole cose che posso portare in oblazione al mondo. Non mi pare di avere nient’altro di speciale e certe volte, forse peccando di presunzione, mi sembra sia quasi una missione: resistere all’idea che il prezzo conti più del valore. Per questo, quando la posta si fa interessante, mentre tanti si affannano a non scoprire mai il proprio gioco fino all’ultima mano, io metto le carte sul tappeto quasi all’istante e rilancio sempre con la fiche più alta che ho.

    Non trovo che sia davvero così riprovevole essere esposta e vulnerabile e ho l’impressione che, se mi difendessi strenuamente dal coinvolgimento, come se l’insensibilità fosse il baluardo estremo da preservare a costo della vita, alla fine sarebbe solo a mio svantaggio. Vivere in un vuoto emozionale può essere comodo e risparmiare un’infinità di cicatrici, ma non c’è gioia nel non compromettersi e io non amo sottrarmi. Il problema, semmai, è che poi non mi riesca di esternare tutto il mio trasporto e me ne stia qui da sola a dibattermi nell’eterno dissidio tra impazienza e timidezza, a contare il tempo insopportabile che mi separa dalla prossima, minuscola, gratificazione, aspettando con trepidazione anche un unico barbaglio. Che, come sempre, io vedrò solo con la coda dell’occhio, quasi temendo un’impossibile fagocitosi se solo osassi guardare davvero. E il cielo sa se non mi piacerebbe essere in grado di farlo e se ogni minimo contatto non mi scuote fino all’andito più remoto!

    Listening to:
    Niente di particolare (a parte il fatto che mi manchi) – Cristina Donà

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  • Grigiore

    16 marzo 2009
    Senza categoria

    L’oppressione di certi giorni apparentemente interminabili è come un guinzaglio lungo a sufficienza da lasciare in grado di correre per un metro e poi strozzare all’improvviso, dando in una frazione di secondo l’aspra consapevolezza che non resta che adattarsi al passo molle del padrone. Bisogna rassegnarsi ad aspettare che queste giornate passino al ritmo di un sole che sembra non muoversi mai e aggiungerle al novero del tempo sprecato, perché non c’è modo di riscattarle. A volte basta leggere un poco per ricacciare il senso d’insofferenza; altre invece, come adesso, i pensieri ti portano a contare le ore, se non addirittura i minuti, e l’unico effetto è quello di dilatare fino al parossismo gli intervalli tra un giro di lancette e il successivo.

    Utile e piacevole quanto lo strofinare una pietra pomice su una ferita aperta.

    Listening to:
    The man who sold the world – David Bowie

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  • Biglietti da visita

    15 marzo 2009
    Riflessioni
    marzo 2009

    Ci penso da tutto il fine settimana e non sono ancora riuscita a decidere se ammettere di andarsene in giro con il proprio libro preferito sempre in borsa sia patetico o affascinante. Se mi faccia apparire più come una specie di psicopatica o, stando a quello che mi disse una volta un’amica (alla quale non credo, perché è troppo cortese per riuscire a spiattellarmi in faccia la verità), come un personaggio da commedia romantica.

    Ma, probabilmente, la mia amica si riferiva alle commedie di Woody Allen con Diane Keaton. Quindi, sì, decisamente debbo dare l’impressione di essere una psicopatica…

    Listening to:
    Green fields – The Good, The Bad & The Queen

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  • La poesia delle piccole cose

    14 marzo 2009
    Riflessioni
    marzo 2009

    Per la stragrande maggioranza degli esseri umani le speranze di vivere esperienze davvero indimenticabili, di compiere grandi imprese e attingere alla fonte della gloria, sono miseramente esigue. Di conseguenza, per non soccombere alla noia della routine quotidiana, bisogna darsi delle ragioni di vita a portata di mano, dei motivi realistici per cui essere felici. Bisogna sapersi accontentare, gustare i piccoli piaceri: il profumo del pane appena sfornato, i gatti che fanno le fusa, la bolla di sapone che si forma involontariamente mentre ci si lava le mani, o il riflesso delle nuvole nelle pozzanghere.

    E poi, chi l’ha detto che conquistare una medaglia olimpica o ricevere il premio Nobel renda più felici o sia davvero più emozionante dell’avere una farfalla che ti vola a un millimetro dalla spalla?

    Listening to:
    A day in the life – The Beatles

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NIENTE DI ALIENO

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