• OMG!!!

    18 luglio 2008
    Senza categoria
    A volte ritorno. A volte rileggo i vecchi post e mi si accappona la pelle: un buon 90% sono assolutamente PATETICI. Mi faccio quasi schifo.
    Se non mi sbrigo a mettere in mostra un po’ di disincantata ironia non ho speranze di finire come Bridget Jones: contesa tra due uomini belli e di successo pur essendo pingue, maldestra, sciatta e ultratrentenne. Io, che ultratrentenne non sono (ancora per qualche annetto) e per niente pingue e probabilmente neppure così sciatta, (ma di certo assai maldestra), forse potrei ambire anche a qualcosa di più rispetto alla biondina inglese, invece affogo tra singhiozzi che emergono tra le righe e frasi nelle quali non si capisce se sia superiore la stucchevolezza o la verbosità.
    E’ la “sindrome del giovane Werther”, che (dopo aver letto il libro per la prima volta a 16 anni) mi si è disgraziatamente appiccicata addosso per sempre. Del resto, praticamente i 4/5 della letteratura mondiale esaltano la sofferenza e gli amori falliti o turbolenti, per cui l’equazione amore uguale depressione è scontatissima. Anche perché, diciamoci la verità, in un modo o nell’altro le esperienze amorose dell’adolescenza sono sempre e comunque fallimentari e dolorose, e già quello basterebbe ad insediare prepotentemente questo stereotipo nella testa di qualunque individuo. Solo che la maggioranza delle persone con il tempo va incontro ad un processo di maturazione e riesce a superare questo stupido preconcetto. Io, invece, mi ci sono attaccata tenacemente.

    Listening to:
    Dark matter – Andrew Bird

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  • Andrew Bird

    11 luglio 2008
    Musica

    Io amo quest’uomo. No, davvero, lo amo! Come potrei evitarlo? Non posso che adorare qualcuno che mi ricorda allo stesso tempo sia Thom Yorke che Jeff Buckley che Rufus Wainwright.
    E poi quel fischio!

    C’è troppo caldo e ho poca voglia e poca ispirazione per fare qualunque cosa. Non leggo, non aggiorno il blog, fatico ad andare avanti con la tesi. Riesco solo ad ascoltare Andrew Bird e più lo ascolto più m’innamoro. Se la temperatura non dovesse abbassarsi un po’ entro qualche giorno, diventerò una monomaniaca…

    Listening to:
    Armchairs – Andrew Bird

     

    P.S. Dev’essere un segno del destino che mi sia decisa a scriverne proprio il giorno del suo 35esimo compleanno. Che coincidenza bizzarra! Giuro che non lo sapevo.

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  • Sul lungomare

    3 luglio 2008
    Senza categoria
    Non so se sia per la brezza marina che profuma d’estate, di casa, di serate di un vita fa. Non so se sia per la salsedine sottilissima e volatile che si attacca sulla pelle e che lavo via prima di andare a dormire. Non so se sia per la pavimentazione di mattoncini rossi incastrati gli uni negli altri in un complicato puzzle. O per i muretti spessi e bassi fatti di blocchi di basalto. O magari per le aiuole con gli alberi dai tronchi pendenti e dalle fronde costrette in geometrie innaturali dalle cesoie dei giardinieri comunali. O infine per la luce giallastra e velenosa dei lampioni. Continuo a far vagare lo sguardo attorno, nel vuoto, nella vana ricerca di non so bene cosa. O forse sì, credo di sapere: sono in attesa di vedere una figura, ma non una qualunque, che riempia lo spazio vuoto che i miei occhi abbracciano delusi. E nel frattempo mi lascio andare alla corrente esuberante della mia fantasia e immagino troppo e se – come sono certa accadrà perché è così che è sempre andata – non ci saranno sorprese allora sentirò di nuovo quel tonfo silenzioso e familiare. Ma sono eccessivamente stupida o autolesionista per rassegnarmi.

    Listening to:
    Evening gown – Mick Jagger

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  • Facciamo il punto

    26 giugno 2008
    Senza categoria
    I rifiuti sono ancora tutti per le strade della Campania e adesso anche in provincia di Agrigento si prospetta una bella crisi per l’esaurimento della discarica attualmente utilizzata. La Corte dei Conti ha ammonito il Governo circa l’impossibilità di tagliare le tasse senza dare un importante colpo di accetta alla spesa pubblica, altrimenti il debito continuerà a crescere smisuratamente: ma senza soldi i Comuni e le Regioni che faranno? I consumi non sono mai stati così bassi da anni e il potere d’acquisto di lavoratori dipendenti e pensionati è ridotto all’osso. Il petrolio fa quasi aggio sull’oro e il suo prezzo continua a salire causando ogni giorno rincari da capogiro. Saranno prese le impronte digitali dei bambini Rom presenti nei campi nomadi. Niente sanatoria per le badanti. E si potrebbe proseguire. Ma qual è il vero problema del quale tutti gli Italiani si dovrebbero preoccupare? La presunta persecuzione del Presidente del Consiglio da parte di una magistratura a suo dire parziale e politicizzata. Una giustizia giustizialista, mi scuso per il bisticcio di parole, che secondo il suo punto di vista andrebbe azzerata e che già adesso si sta tentando di delegittimare e incatenare con decreti e lodi che mettano al sicuro il Premier, i suoi interessi e soprattutto la sua fedina penale. Tutto questo è assurdo innanzi tutto perché con un Paese al collasso il governo dovrebbe avere ben altre priorità e in secondo luogo perché quel che si sta tentando di fare è liberticida (sì, anche la magistratura ha diritto di essere libera, Cavaliere) e dittatoriale. La legge non può sancire l’ineguaglianza dei cittadini davanti alla giustizia! In nessun altro paese si era osato tanto senza che si parlasse di un tentativo di sovvertimento autoritario dello Stato, ma a quanto pare qui in Italia questa è la normalità e la popolazione non si indigna e pensa a Donadoni esonerato e al ritorno di Lippi sulla panchina della nazionale di calcio. Problemi ben più gravi, non c’è dubbio…

    Listening to:
    Heretics – Andrew Bird

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  • Ipotesi

    23 giugno 2008
    Senza categoria
    Se potessi strappare via questa mia stupida immaginazione, rimuoverla una volta per tutte e cauterizzare la ferita per evitare le recidive, sarebbe certo una vita più noiosa senza le fantasmagorie che sono in grado di mettere in scena nella mia testa, ma anche di gran lunga più coraggiosa e sarebbe davvero vissuta. Privata della possibilità di trovare rifugio in fantasie consolatorie non avrei alibi e mi vedrei costretta a fare tutto ciò che mi limito a pensare.
    E se avessi il senso della caducità delle cose, della fugacità dei momenti; se fossi convinta che si debba essere padroni dell’attimo invece di osservarlo con distacco e studiarlo; se non mi tremassero le ginocchia tanto da squassarmi e annebbiare ogni barlume di ragione ad ogni punto nodale della mia esistenza. Quante cosa sarebbero differenti adesso. Quante parole che mi sono balenate alla mente con un ritardo secolare sarebbero forse affiorate molto prima e avrebbero dato ossigeno a istanti di panico afasico e asfissiante.
    E se non avessi questa stupida incapacità di comunicare davvero con gli altri e questo folle terrore di essere svelata…

    Listening to:
    Flowers and dust – Museum

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  • Dazzled

    21 giugno 2008
    Senza categoria
    Mi piace sapere sempre cosa pensare e nel mare delle mie incertezze avere l’appiglio salvifico di convinzioni di fondo che mi tengano a galla tra il moto ondoso. Ma è come se da qualche tempo il sole si riflettesse sul pelo dell’acqua e questo barbaglio mi abbagliasse impedendomi la vista.
    Ho fretta, la fretta di chi sa che non è molto ancora il tempo che si ha a disposizione, e nello stesso istante sono pronta ad attendere ancora e me ne sto inerte e dilaniata da questo dissidio insanabile tra il colpo di spugna e la perseveranza. Non ho dubbi, però, che non possa esistere un lieto fine, comunque vada.

    Listening to:
    Ramshackle – Beck

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  • Più giù del fondo

    17 giugno 2008
    Senza categoria
    Curioso, no? Stiamo assistendo all’insediamento democratico della dittatura. Anche l’ultima consultazione elettorale qui in Sicilia sancisce lo strapotere del PdL (ed alleati vari ed eventuali) e l’insignificanza di tutte le forze di sinistra, compreso quel PD che nei progetti del suo leader avrebbe dovuto impensierire seriamente il Cavaliere e spostare migliaia di consensi. E i consensi si sono spostati sì, ma dall’altra parte: la sinistra ha perfino perso dopo più di un decennio le province di Enna e Caltanissetta. Peggio di così è difficile immaginare qualcosa.
    Intanto a Roma la maggioranza tracotante per la forza che le deriva dai numeri blocca la class action, progetta una sospensione dei processi per reati minori a tutto vantaggio del Presidente del Consiglio, studia il modo migliore per militarizzare le nostre città, ventila l’ipotesi di cambiare le regole d’ingaggio dei nostri soldati in Afghanistan, vieta l’uso delle intercettazioni, torna a delegittimare del tutto la magistratura. E se il buon giorno si vede dal mattino…
    Ma tanto con gli Europei che impazzano e la nostra nazionale che ha fortunatamente superato il turno, sono più che sicura che la maggioranza degli italiani non si interessi minimamente di tutto quel che accade in Parlamento o in Consiglio dei Ministri in questi giorni. C’è altro a cui pensare…

    Listening to:
    Contessa – Paolo Pietrangeli

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  • Brand new

    16 giugno 2008
    Senza categoria
    Sono a casa da due giorni e già crollano castelli costruiti da lontano quali improbabili ancore di salvezza e si affacciano incertezze inebrianti. Quest’aria ha il potere di destabilizzarmi ogni volta. Mi guardo attorno e riconosco ogni mattonella smossa dei marciapiedi e ogni crepa nei muri, tutto è miracolosamente immutato. Tutto tranne me: non sono più io quella che percorre le strade già calpestate milioni di volte, lo vedo negli occhi dei miei compaesani che mi osservano curiosi e increduli, come se non mi avessero mai vista prima e pur essendo autoctona posso godere del privilegio di essere del tutto nuova. Come una seconda, bellissima, opportunità.

    Listening to:
    I’ll keep it with mine – Nico

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  • Che disgusto!

    11 giugno 2008
    Senza categoria

    No, davvero non credevo si potesse arrivare così in basso: sono stomacata! Non riesco a concepire come sia possibile anche solo pensare di fare una cosa del genere…

    Listening to:
    Alfredo – Baustelle

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  • Dalle mie labbra

    7 giugno 2008
    Riflessioni
    “Luce del mattino,
    luce di un giorno strano,
    pensavi d’esser perso
    e cambiò il tuo destino…”

    Ma quanto tempo è passato? Contando gli anni che ho, è quasi metà della mia vita e, a volte, quando ci penso mi tremano le ginocchia. Era più o meno questo periodo e io, che attraversavo il momento più cupo della mia esistenza, ero il peggiore stereotipo dell’adolescenza. Gli Afterhours anche allora, proprio come in queste ultime settimane, monopolizzavano l’etere di una stagione estiva incipiente. “Non è per sempre” è stato il primo dei loro album che abbia ascoltato, e in quel momento sembrava perfettamente appropriato. Mi sentivo tremendamente “avanti”, perché nessuno di quelli che conoscevo sapeva chi fosse questa band milanese, e appena possibile introducevo l’argomento per poter sciorinare la mia (scarsa) conoscenza. Con il passare dei giorni iniziava a farsi avanti una tiepida fiducia che veniva allevata da amici nuovi, che trovavano interessante parlare con me e io, che non avevo mai creduto potesse accadere che qualcuno avesse voglia di ascoltarmi, mi sentivo inebriata dalla gradita novità di questo stato di grazia.
    Poi l’estate maturò un frutto strano che non fui in grado di comprendere né di gestire. Ho sbagliato tutto ciò che era umanamente possibile sbagliare, annebbiata da un’incredulità tenace e da una salda e paradossale timidezza espansiva.

    “…fare la cosa giusta,
    essere razionali,
    mentre ti gira la testa…”

    Troppo difficile fare la cosa giusta quando non hai idea di quale sia e non vuoi consigli, perché non sopporti che gli altri depredino qualcosa che è solo tuo. E nel frattempo sentire distintamente che puoi considerare la possibilità di smettere di accanirti contro te stessa con una violenza sfrenata, perché quello strano frutto che non sai cogliere e hai paura perfino di osservare, testimonia felicemente che non sei un pezzo malriuscito e da scartare. Che esisti e occupi dello spazio e non è spazio sprecato e esistere non è una disgrazia. E con incommensurabile sorpresa scoprii che si può sperimentare la gioia di vivere anche quando hai ormai superato i dieci anni.

    “…Non sarebbe bello
    non farci più del male?
    Non sarebbe eroico
    non essere degli eroi?
    Non sarebbe strano
    essere più leggeri
    e non aver paura
    se capitasse a noi?…”

    Sembrava che, dopo tanto attendere, quando pensavo ormai di andare via dal punto stabilito, la vita avesse deciso di presentarsi all’appuntamento. Ma le sue domande vorticavano tanto velocemente che non riuscivo ad afferrarle, e rispondere su due piedi era al di sopra delle possibilità che mi dava una stima di me esigua e per di più neonata. Così, temendo che quello stato confusionale fosse dovuto esclusivamente al fatto di sentirmi estremamente lusingata, annegai quel curioso frutto in una pozza oscura di diniego e di sostenutezza ostentata per non fare vedere quanto fossi debole.

    “Ho smesso di pensarti ormai,
    ma faccio sogni strani…”

    No, non ho smesso, non è vero. Ti penso e spesso, con affetto e malinconia, e mi capita anche di sognarti. Sarà il mio inconscio che prova a far balenare dei messaggi alla mia coscienza, perché, a parte tutto, c’è una cosa che so da quando sono diventata una persona meno vacillante e incerta. E dovresti saperla anche tu. Debbo dirti grazie di persona. Devi sentirlo da me, uscire dalla mia bocca, o non avrò mai pace per non averlo fatto. Adesso non ha nessuna importanza e non fa affatto differenza fare la figura della rammollita o dimostrare rigore. Questa non è una gara a chi è più impassibile, e non lo è mai stata, nemmeno allora. E oggi non ho più paura di ammettere le cose, tutte.

    “…Ora che son forte so
    che sei più forte tu…”

    Listening to:
    Riprendere Berlino + Tutto domani – Afterhours

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NIENTE DI ALIENO

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