Vorrei che le scadenze non fossero così pressanti…
Listening to:
Rampe di slancio – Marco Parente
Listening to:
Rampe di slancio – Marco Parente
Listening to:
L’uomo del secolo – Baustelle

“… E dirò di più,
urliamo anche ti amo a Ciarrapico.
L’attuale presidente della Roma.
E non si capisce come abbia fatto,
lui vendeva il pesce,
c’ha una fedina penale lunga così.
Poi ha conosciuto Andreotti,
è diventato il re delle acque minerali,
ha avuto un prestito da Calvi di 39 miliardi
con cui ha comprato la Fiuggi.
E adesso è il personaggio del giorno
e ha fatto firmare la pace
tra Berlusconi e De Benedetti.
Allora gridiamogli ti amo.
Ti amo Ciarrapico.
Ti amo per quello che hai fatto,
ti amo per l’emissione di assegni a vuoto,
ti amo per la pubblicazione…
per le pubblicazioni oscene,
questo è amore,
e allora lui ha dato amore a noi
e noi gliene diamo a lui.
Urliamogli tutti ti amo Ciarrapico!
One, two, three, four!
Ti amo, ti amo Ciarrapico!
Ti amo Ciarrapico! Ma come no?
Dai in coro: ti amo, ti amo!
Ti amo, ti amo sì ti amo!”
(Sabbiature – Elio e le Storie Tese)
Del resto, cos’altro ci si sarebbe dovuti attendere da un quotidiano di pericolosi COMUNISTI! Cribbio!!!
Il problema dell’8 Marzo, ciò che mi ha spinta a guardare a questa ricorrenza sempre con un certo distacco e con una punta di disprezzo, è che sia diventato il pretesto per vendere tonnellate di mimosa ovunque e per la libera uscita serale di gruppi di oche starnazzanti che vanno a vedere gli spogliarelli maschili: cioè l’esatto contrario di quello che dovrebbe essere la “parità”.
Listening to:
Mimosa – Niccolò Fabi
Poi mi si chiede perché mi disturbi tanto l’idea di votare per il PD: ecco perché! Ed è per questo che non lo farò. Non sono nostalgica e non permetto che come tale mi si etichetti, ma non riesco a sopportare l’idea di un mondo nel quale la sperequazione sociale sia data per scontata e non sia più vista come un motivo di scontro ed un movente per la protesta. Ancor meno sopporterei di dare un contributo fattivo alla realizzazione di tutto questo.
Listening to:
Morte di un poeta – Modena City Ramblers
Listening to:
Metà Africa metà Europa – Rino Gaetano
Listening to:
Hands away – Interpol

“Your hand on his arm
Haystack charm around your neck
Strung out and thin
Calling some friend, trying to cash some check
He’s acting dumb
That’s what you’ve come to expect
Needle in the hay
Needle in the hay
Needle in the hay
Needle in the hay
He’s wearing your clothes
Head down to toes, a reaction to you
You say you know what he did
But you idiot kid, you don’t have a clue
Sometimes they just get caught in the eye, you’re pulling him through
Needle in the hay
Needle in the hay
Needle in the hay
Needle in the hay
Now on the bus
Nearly touching this dirty retreat
Falling out 6th and powell, a dead sweat in my teeth
Gonna walk walk walk
Four more blocks, plus the one in my brain
Down downstairs to the man, he’s gonna make it all okay
I can’t beat myself
I can’t beat myself
And I don’t want to talk
I’m taking the cure
So I can be quiet wherever I want
So leave me alone
You ought to be proud that I’m getting good marks
Needle in the hay
Needle in the hay
Needle in the hay
Needle in the hay”
(Elliott Smith)
Sono ossessionata da questo pezzo che fa da sottofondo alla scena de I Tenenbaum nella quale Richie (n.d.a.,il mio personaggio preferito tra quelli del film; anche se – specialmente da quando mi sono tagliata i capelli – assomiglio molto a Margot, se si esclude il fatto che non sono bionda, non fumo e ho tutte e dieci le dita) tenta il suicidio. Credo di averla ascoltata almeno mille volte nell’ultima settimana. In qualche modo, non so bene perché, mi pare ci sia qualcosa che parla di me stessa…
Listening to:
Needle in the hay – Elliott Smith
…ovviamente!