Sono stanca al punto da non avere più la forza di opporre resistenza alla forza di gravità che infierisce spietatamente.
Non so se ridere o piangere e nel dubbio faccio una strana smorfia di compromesso che vada bene in ogni caso, ma mi accorgo che il risultato è inappropriato, fuori luogo.
Le giornate sono piombo impenetrabile e pesantissimo che grava sulle spalle, cascami di un’esistenza che si sbrindella ogni giorno di più e non c’è rattoppo che possa avere la meglio sulla disgregazione che sembra imporsi come forza egemone.
Ogni cosa sembra sfuggire. Ogni obiettivo è lontano. Ogni speranza irrimediabilmente vana…
Listening to:
The naming of things – Andrew Bird
