• Magazzino

    11 ottobre 2007
    Senza categoria
    Più che di un setaccio, avrei bisogno di una compressa di garza a trama fittissima da usare come filtro affinché vi rimanessero impigliate quante più cose possibili. L’operazione di eliminazione delle scorie è sempre necessaria e sempre rimandata per incapacità, rifiuto della realtà, feticismo, testardaggine, debolezza, ingenuità, infantilismo, fatalismo…
    E mi ritrovo sommersa, letteralmente subissata di pensieri e desideri inutili e nocivi, che richiedono attenzione e sottraggono tempo e minano la mia lucidità, (che già di per sé si dà spesso alla macchia). Sceverare il grano dalla pula è ciò che sarebbe opportuno fare per evitare tutto questo costante spreco di tempo e di energie: peccato che non sia in grado di distinguere il chicco e la lolla e che porti con me entrambi per il timore di scartare quello sbagliato. Il risultato di tutto ciò è solo un’estrema confusione, che mi impedisce di fare un serio inventario di ciò che manca e di ciò che è sovrabbondante. E le giacenze spesso diventano dannose e non sono in grado di accorgermene, perché non le riconosco. Il discernimento è un grande dono del quale sono del tutto sprovvista. Cado continuamente vittima dei subdoli tranelli che mi tende il mio inconscio, che sembra cospirare inspiegabilmente contro di me, impedendomi qualsiasi equilibrio, come se provasse chissà quale malsano piacere nel sapermi disorientata e turbata. E inseguo fantasmi senza neppure aver il coraggio di andarne a caccia: limitandomi semplicemente ad evocarli, evitando di allungare il braccio per afferrarli, perfettamente conscia della loro impalpabilità.

    Listening to:
    So real – Jeff Buckley

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  • Osservazioni torinesi

    10 ottobre 2007
    Senza categoria
    Ho visto una donna portare a spasso il proprio cane con addosso un cappotto modello “levriero afghano”. Tra i due non si capiva chi fosse davvero l’animale.
    Ho visto un gruppo di turisti tedeschi scendere da un pullman in Piazza Castello. Si guardavano attorno con aria sconsolata.
    Ho visto una ultra cinquantenne con la zazzera viola, una serie di piercing alle orecchie, i jeans alla pescatora e i collant a righe nere e lilla. Piuttosto patetica nel suo abbigliamento da adolescente “alternativa” indossato su un corpo in lampante ed avanzato disfacimento.
    Ho visto un bell’uomo in abito scuro e cravatta che si scrutava in tutte le vetrine di via Garibaldi. Si è anche ravviato il ciuffo una decina di volte in cinque minuti.
    L’umanità mi sorprende ed affascina sempre. Se non avessi altro da fare dedicherei tutta la mia esistenza ad osservarla, solo per vedere quante e quali sono le possibili declinazioni del maschile e del femminile. Probabilmente una vita non sarebbe sufficiente.
    Listening to:
    Frederick – Patty Smith

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  • Avete mai letto Joyce?

    9 ottobre 2007
    Riflessioni
    ottobre 2007

    Sempre uguale. Il mio destino è viziato dal mio immobilismo mentale. E non è d’alcun aiuto il fatto che ne sia ben consapevole, che mi senta imprigionata, immobilizzata, come i personaggi di Joyce sono intrappolati in Dublino. E Dublino è il tempo, è il costante ripetersi delle medesime cose, è l’assenza di cambiamento reale e l’assenza di cambiamento illusorio. Dublino è la dinamica solo apparente tra passato, presente e futuro, è l’eterno ritorno dell’uguale.
    La mia personale Dublino è il mio essere, pur dopo tanti anni, sempre uguale a me stessa: sempre con gli stessi pensieri, le stesse speranze e paure, gli stessi desideri, i medesimi punti fermi. La mia Dublino è il fatto che non mi accada mai nulla che non sia trascurabile e che le scorie velenose del passato abbiano un’apparenza tanto allettante da non poter essere eliminate.

    Listening to:
    Dispari – Pinomarino

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  • Contenuto latente

    8 ottobre 2007
    Senza categoria

    Potrei descrivere la sensazione esatta: la consistenza del tessuto, la sua trama, le sue fibre sotto i miei polpastrelli, il colore e la fantasia. Potrei raccontare della mia fronte che premeva contro una superficie e poi potrei dire del calore, dello spessore, degli spigoli e delle parti più morbide. Potrei farlo così bene che mi sembra quasi assurdo che non sia accaduto veramente.

    Listening to:
    L’età migliore – Moltheni

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  • Michael Clayton

    6 ottobre 2007
    Cinema

    Ieri sera sono andata al cinema. Ho visto “Michael Clayton”, esordio alla regia di Tony Gilroy (già sceneggiatore de “L’avvocato del diavolo”), presentato il mese scorso a Venezia.

    Mentirei se dicessi che è un film senza difetti, ma l’ho apprezzato molto ugualmente. Non importa quanto in certi momenti la regia sia oleografica, né sono determinanti alcune sfilacciature qua e là nella sceneggiatura: “Micheal Clayton” è un film rilevante, perché spinge tutti noi a riflettere su cosa sia l’etica professionale e fino a che punto questa possa essere sacrificata in nome del denaro. Un problema che oggi è di grande attualità, ma che è assai poco dibattuto. E il titolo, che potrebbe sembrare banale, è azzeccatissimo, perché il film è tutto nel suo protagonista, interpretato molto bene da un George Clooney sfatto e amaro quanto basta, che si sta a poco a poco dimostrando sempre più attore e sempre meno dottor Ross.

    Lo consiglio? Decisamente sì, specialmente a tutti coloro i quali si trovano, per ragioni lavorative, a dover fare cose che non li rendono affatto orgogliosi.

    Listening to:
    Santa María (del Buen Ayre) – Gotan Project

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  • Io non credo nelle fate! Io non credo nelle fate!

    5 ottobre 2007
    Senza categoria
    Da mesi continuo a dire che non credo nel Partito Democratico, nella speranza che valga lo stesso principio per il quale, in una famosa favola, se qualcuno affermava di non credere alle fate una di esse restava istantaneamente stecchita.
    Il post di Fab di ieri purtroppo non è poi così fantascientifico come ci si vorrebbe disperatamente augurare. Se Veltroni vuole la Lario nel proprio staff ed Enrico Letta – in caso di vittoria delle primarie – sarebbe pronto a lasciare la porta aperta all’illustre zio (ma questo signore non era il braccio destro di qualcuno non proprio affine allo schieramento di centro-sinistra, né alla democrazia; o mi sbaglio?), siamo decisamente alla frutta. Il partito nascerà morto: pregasi redigere coccodrillo entro il 14 c.m.
    Per carità, non è che mi stupisca. Quest’idea di mettere in un unico calderone ex-comunisti ed ex-democristiani, ex-socialisti ed ex-radicali, e chi più ne ha più ne metta, perché noi siamo democratici, (per inciso, la cosa – oltre a procurarmi dei conati di vomito – mi fa sempre venire in mente il satura lanx dei latini: un piatto misto portato in oblazione agli dei; che in questa versione aggiornata sono gli avversari politici ai quali la sinistra sembra volersi letteralmente offrire in olocausto), puzzava già dal principio. Mi secca molto ammetterlo, ma colui il quale prospetta scenari apocalittici con più transfughi che proseliti non è del tutto in errore, a giudicare dall’aria che tira. Già, altro che panzane!
    Ad ogni modo, i conti si potranno fare solo alla fine; per i tornaconti, invece, si stanno già organizzando, ohimè.
    Vi chiedo un favore: se dovesse giungervi notizia che il PD è naufragato prima ancora di essere varato e che non se ne farà più nulla (volesse il cielo!), vi scongiuro di non battere le mani per nessun motivo. Trovatevi un altro modo per palesare il vostro giubilo. Sappiamo tutti cosa accadrebbe se inavvertitamente lo faceste. E chi non lo sa, si rilegga Peter Pan e nel frattempo si fidi e si astenga anch’egli dagli applausi, please!

    Listening to:
    Summer on the Westhill – Kings of Convenience

    P.S. Adesso vi chiedo un minuto di silenzio per me, che sono costretta a seguire tutte queste interessanti vicende solo attraverso le pagine de “La Stampa”, senza ombra di dubbio uno dei peggiori quotidiani del mondo.

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  • Not so naive

    3 ottobre 2007
    Senza categoria

    Un giorno venderò i diritti della mia vita, così molta gente potrà vedere soddisfatta la propria bramosia di farsi i fatti miei, e io almeno ci guadagnerò qualcosa. Cosa vi sia, poi, di tanto suggestivo nelle mie vicende personali rimane per me un autentico mistero: non c’è materia da film o da romanzo – credetemi! – e chiunque abbia di meglio da fare nella vita troverebbe l’interessarsi alle mie vicissitudini un’occupazione terribilmente noiosa. Devo con dispiacere dedurne che vi sono soggetti mancanti del tutto di diversivi e pertanto costretti a ripiegare su questa attività per animare le proprie (tarde) serate.

    Il lettore più zelante si starà già chiedendo perché mai scriva un blog, se mi infastidisce che gli altri ficchino il naso nei miei affari; ebbene, la risposta è che questa “stanzetta viola” non è un vero e proprio diario, per lo meno non nell’accezione più comune del termine, come si può agevolmente dedurre dal fatto che i riferimenti circostanziati ad accadimenti o persone sono alquanto scarsi, se non addirittura assenti. In verità, ciò che mi irrita è il fatto che vi siano degli individui che visitano questo spazio credendo di trovarvi una cronaca minuziosa della mia esistenza, così da poter carpirmi dei segreti. Mi disturba che alcuni mi ritengano a tal punto incauta e priva di pudore. E che mi stimino tanto scema da non accorgermi del loro passaggio nonostante lascino abbondanti tracce…

    Listening to:
    The engine driver – The Decemberists

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  • Rabberciare, eliminare e sostituire

    2 ottobre 2007
    Senza categoria
    Ricostruisco, ma senza libretto d’istruzioni. A volte i pezzi non si incastrano alla perfezione e preferisco non forzarli in posizioni che non appartengono loro. Il tutto prende forma molto lentamente, il lavoro segna continue battute d’arresto e passi indietro, e si protrae. Non sono un modello di efficienza, ma non dovendo rispondere a nessun superiore posso permettermi il lusso di allungare i tempi. Non mi preoccupo: alcune cose fatte sono esattamente quelle che andavano fatte, per altre ci sarà tempo in seguito e quelle sbagliate possono comodamente essere sistemate una alla volta, senza esagerare con la fretta. Ne ho già messe a posto alcune ed inizio a risentire degli aspetti benefici di ciò, cosa che mi infonde un moderato entusiasmo per continuare l’opera. A volte si tratta solo di riempire qualche crepa, più spesso invece ci sono da eliminare interi pezzi di intonaco e rifare tutto, ma credo comunque che sia possibile riuscire.

    Listening to:
    Butterflies and Hurricanes – Muse

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  • Cronaca di oggi

    29 settembre 2007
    Senza categoria
    Sabato bellissimo, sotto molti punti di vista. Mio zio era a Torino per un convegno e questo ci ha dato modo di trascorrere gran parte della giornata insieme. L’ho portato in pellegrinaggio al n° 32 di corso Galileo Ferraris, sede della Juventus (della quale lui è un super tifoso), e allo Juventus Store, dove l’ho immortalato vicino all’autografo di Del Piero. Siamo andati in giro per la città e gli ho mostrato tutti i posti che preferisco e forse l’ho fatto camminare troppo, ma con me si corre sempre questo rischio. E come ciliegina sulla torta, una nota casa farmaceutica ha gentilmente offerto il pranzo anche a me, che mi sono imbucata al buffet in mezzo a tutti i medici, non provando neppure a fingere di essere una giovane collega, perché con i miei jeans, la cintura con le borchie, le spillette e le sneakers, ma soprattutto con la faccia che mi ritrovo, non mi avrebbe creduta neppure un cieco. Eppure, nessuno mi ha guardata di traverso, tutt‘altro, il che mi fa sospettare che in tali occasioni gli “scrocconi” debbano essere davvero parecchi.
    Listening to:
    Suzie Blue – Ben Harper
    P.S. Anche se quasi a fine giornata, metto un po’ di rosso anch‘io per dire il mio NO a ciò che sta accadendo in Myanmar.

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  • Un inverno che arriva, un inverno passato

    27 settembre 2007
    Senza categoria
    La novità è che piove ed inizia a fare freddino. Il termometro della tabaccheria all’angolo sentenzia 12°. Bello. Un altro paio di giorni così e la temperatura calerà ancora e sarà inverno. Amo il freddo, decisamente. E anche la pioggia, se non è troppa e con troppa intendo tanta da impedirmi di spostarmi a piedi (il mio unico mezzo di locomozione, nonché quello che preferisco) senza inzupparmi come una spugna. Odio l’acqua che risale su per il sempre troppo lungo orlo dei miei pantaloni e arriva fino alle ginocchia. Per il momento, però, non corro questo rischio: oggi si trattava giusto di una pioggerella leggera, piacevole. Niente a che vedere con gli acquazzoni accompagnati da un vento che impediva di aprire l’ombrello in cui mi imbattevo ogni tanto andando all’università all’Annunziata. E a rendere il tutto più avventuroso c’era anche il guado del torrente (Francesca, se leggi, sai a cosa mi riferisco), così arrivavo a lezione con i calzini fradici, (erano gli sciagurati tempi in cui portavo sempre le All Star e, in frangenti come quelli, se fossi andata scalza sarebbe stata la medesima cosa), di solito verso le 9.00, e non avrei potuto levarmeli prima delle 20.30. Sarà per questo che adesso ho i reumatismi.
    All’epoca frequentavo il primo anno e facevo una vita assurda: sveglia alle 6.15 per prendere l’autobus delle 7.00, poi, arrivata a Messina mi catapultavo sul primo 47, di solito straripante, e una volta giunta a destinazione, dopo il guado del torrente e lo scavalcamento del muretto di demarcazione, mi dirigevo verso l’aula, già stanca nonostante fossero appena le 9.00. A pranzo un panino (quasi sempre con olive, pomodoro e sottaceti, se può interessare) e ancora lezione fino alle 18.10, cosa che mi costringeva a prendere l’autobus delle 19.00, quello che passava dalla strada nazionale e si fermava ogni 500 metri. Impiegavo un’ora e un venti per giungere a casa e alla fine ero letteralmente stremata. E avevamo lezione anche al sabato, ma solo la mattina, per fortuna.
    Noi siamo stati i pionieri dell’Annunziata e abbiamo sopportato una serie di disagi assurdi, per questo mi viene da sorridere quando sento qualcuno che oggi si lamenta, nonostante abbiano aperto la mensa, trasferito la biblioteca e la segreteria e ci siano i bus navetta gratuiti.
    I giovani d’oggi sono dei rammolliti, ai miei tempi, invece…
    Listening to:
    Grey room – Damien Rice

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NIENTE DI ALIENO

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