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  • Lieve

    25 ottobre 2007
    Senza categoria
    Una dolce indolenza avvolge questi giorni di pioggia sottile e cielo di cadmio. Il passo del tempo sembra d’improvviso più cadenzato e i flutti della memoria sono assai meno violenti. La risacca è mite e la reminiscenza è una piacevole deriva in un mare lievemente increspato.

    Listening to:

    Non sempre rispondo – Cristina Donà

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  • Indifendibile

    24 ottobre 2007
    Senza categoria
    Forse sono troppo scostante. Forse non dovrei atteggiarmi in questa maniera. Forse cerco solo di creare una barriera. Forse tento di mettere in chiaro le cose nel peggiore dei modi. Troppi passi indietro così all’improvviso non possono che destare sospetto ed irritare. Sbaglio, non c’è dubbio, ma non mi viene in mente nessun altro tipo di approccio alla questione. E’ impossibile essere quella che ero, tuttavia, neppure irrigidirsi è la soluzione ottimale: credo risulti abbastanza irritante ed inspiegabile per la controparte. E mi sento un po’ in colpa per la mia incostanza. Odio dover disfare le illusioni di qualcuno e mi infastidisce ancor di più il dover farlo mostrando un volto che non mi appartiene affatto, ma forse è lo scotto da pagare. Mi dispiace solo d’essere arrivata a questo punto, di dover apparire altezzosa per scoraggiare qualcosa che prima avevo foraggiato e per di più volontariamente, però è una responsabilità alla quale, benché mi piacerebbe farlo, non posso sottrarmi. Ho commesso un errore esiziale e mi tocca accollarmi le riparazioni, non si discute.

    Listening to:
    Weird fishes/Arpeggi – Radiohead

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  • “Il demonio del grande rammarico il mio girovagare dovrà fuggire…”

    22 ottobre 2007
    Musica

    Cristiano Godano è un manipolatore formidabile della lingua italiana. La piega, la assottiglia, la rende rarefatta e l’impasta, la spiana, la ispessisce. Forse adesso è un po’ meno ellittico di quanto non fosse in passato, ma ciò che scrive non ha perso fascino e resta sempre icastico e dotato di un’efficacia raggiunta da pochi altri suoi colleghi nel nostro paese. “Uno” conferma la sua vena e rappresenta una sterzata dei Marlene Kuntz verso la canzone d’autore. Però, forse la sua straordinaria padronanza della scrittura inizia a debordare e a farsi prevaricante, perché in quest’ultima prova la musica resta quasi in secondo piano, così da consentire ai suoi testi – spesso davvero sontuosamente “letterari” – di risaltare adeguatamente.

    Per niente noise e piuttosto melodico, “Uno” è – almeno per me – convincente solo a metà. Scarnificare i suoni e “allentarne” la compattezza, rinunciando al sound denso e stridente che aveva reso noto il gruppo e l’aveva rapidamente fatto amare dal pubblico più esigente, è un vero atto di coraggio, che va apprezzato e riconosciuto; ma non ci si può esimere dal notare che, purtroppo, questo sembra essere l’ennesimo caso di un male tipicamente italiano, che prevede, come una sorta di tappa obbligata a un certo punto della carriera di un solista o di una band, il tendere verso il songwriting “raffinato”. In molti hanno provato a “riciclarsi” in questa direzione, ma non sono stati altrettanti a ottenere un risultato che rispettasse le aspettative, tanto che spesso viene da dire, citando uno che di cantautorato di qualità ne sa qualcosa, che in fondo “bella non è questa musica magra / anche lei sotto al torchio di troppe parole”. Temo di dover ammettere che il giudizio valga anche per i Marlene, ahimè!

    Listening to:
    Canto – Marlene Kuntz

     

    P.S. Per il momento mi va di scrivere di musica, avete notato?

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  • Che mi sta succedendo? Mi piace “Lifeline”!!!

    18 ottobre 2007
    Musica


    Io ho amato il primo Ben Harper, non certo quello divenuto fenomeno di massa. Per intenderci, non quello di “Diamonds on the Inside” o “Both Sides of the Gun”. Non l’Harper radiofonico, quindi. Ho amato Ben ai tempi di “The Will to Live” e “Welcome to the Cruel World” e poi ho continuato ad apprezzarlo con “Burn to Shine” e, soprattutto, ho letteralmente consumato il meraviglioso doppio “Live from Mars” a forza di ascolti.

    Dopo questa necessaria premessa, posso tranquillamente affermare che è assurdo che mi piaccia “Lifeline”. Quest’ultimo disco rappresenta solo una nuova tappa nella degenerazione dell’artista che ci scuoteva con pezzi di denuncia sociale come “Excuse me, Mr.”, che commuoveva con ballate come “Please, bleed” e che cantava gioiosamente di madri lesbiche in “Mama’s got a girlfriend now”; quello attuale non pare più lo stesso uomo di “Like a king” o “Faded”, né quello di “Roses from my friends” o “Burn one down”. Quell’Harper lì, il vecchio Ben, non aveva nulla a che fare con il compiaciuto artista di “There Will be a Light” o di quest’ultima fatica discografica.

    Eppure, inspiegabilmente, questo disco mi piace. Certo, non diventerà mai uno dei miei album fondamentali, però continuo ad ascoltarlo da un po’, anche se – ahimè! – suona troppo simile a Jack Johnson. Mah! Sarà che in alcuni pezzi mi ricorda l’amato Neil Young? Non so. E la cosa mi preoccupa alquanto…

    Listening to:
    Fight outta you – Ben Harper

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  • Regno onirico

    16 ottobre 2007
    Senza categoria
    Giornate di apatia e troppa caffeina per cercare di combatterla, per convincermi a stare fuori dal letto. Occupazioni affrontate con noncurante e meccanica superficialità. Le solite domande, nuove considerazioni, ricordi vividi e rimpianti di ieri e di oggi. Un’amarezza latente a fare da sottofondo insistente, a tratti fastidioso. Il tutto scandito dal lieve smorzarsi della luce. Finché arrivano la notte ed il sonno a stabilire equilibri mai esistiti, a restituire una serenità fragile che è possibile solo ad occhi chiusi e ad inconscio disimbrigliato. E il mattino che si avventa sempre troppo presto mi coglie confusa, in bilico tra sogno e veglia, a guardarmi attorno disorientata cercando di trovare le vere coordinate spaziali e temporali del mio esistere e a non nascondere una profonda contrarietà non appena riesco a collocarmi nel qui e nell’ora: così deludenti e distanti da ciò che era appena qualche minuto prima.

    Listening to:
    Rimmel – Francesco De Gregori

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  • Innocuo?

    15 ottobre 2007
    Riflessioni
    ottobre 2007

    […] heu, quam quae studeas ponere ferre grave est!
    Nam desunt vires ad me mihi iusque regendum;
    auferor ut rapida concita puppis aqua.
    (Ovidio, Amores, II, 4, vv.6-8)

    Ciò che dovrei deporre è cucito a doppio filo alla mia anima e non c’è modo di rimuoverlo senza lacerarla. E io ho paura di sanguinare. Ho paura che si scateni un’emorragia che mi debiliti, ma – quel che è peggio! – ho anche paura che possa accadere il contrario: paura di constatare di aver perso anni di vita tributando un culto a un idolo vuoto.

    Listening to:
    Un desiderio innocuo – Moltheni

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  • Perplessità

    14 ottobre 2007
    Senza categoria
    Le cifre di oggi farebbero supporre un luminoso futuro per il PD: quasi tre milioni e mezzo di italiani disposti a versare almeno un euro per votare alle primarie rappresentano qualcosa che non può essere sottovalutato nemmeno dal più mistificatore degli oppositori (indovinate un po’ a chi mi riferisco?). Ciò che temo, però, è che Veltroni, il leader eletto con percentuale plebiscitaria, possa riservare sgradevoli sorprese (quali l’arruolamento della consorte del suddetto oppositore, e non solo), ma soprattutto, che l’esperimento del partito unico possa rivelarsi una cavolata colossale, che toglierà a tutti la vecchia identità senza consegnarne una nuova. Ritengo che per i membri di un partito sia fondamentale sapere quali sono le basi sulle quali si fonda quella forza politica, sentire orgoglio nell’esserne parte e condividerne gli ideali, provare un senso di appartenenza e di familiarità. E, a mio avviso, si respira molta poca aria di famiglia nelle stanze del PD e tra la “gente del PD”, cosa che non può che nuocere ad un partito: la politica vera è passione e militanza. Invece, mi sembra che il nuovo soggetto politico si configuri come piuttosto snob, cosa che lo fa troppo pericolosamente somigliare più ad un circolo per “eletti”, che ad un partito. Questo potrebbe far sì che sia troppo distante dalla gente comune, quella un po’ qualunquista o quella poco glamour che non frequenta i salotti, che rappresenta la maggioranza degli aventi diritto al voto. Ma forse è solo una mia impressione, frutto del fatto che non mi è mai piaciuta l’idea del partito unico e non mi piace neppure adesso, dopo tutti questi numeri che danno fiducia e tutta questa partecipazione popolare.
    Listening to:
    Girl sailor – Shins

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  • The naked truth

    13 ottobre 2007
    Senza categoria

    Beh, ripensandoci adesso, forse non ero poi così da buttare…

    Listening to:
    Tregua – Cristina Donà

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  • Magazzino

    11 ottobre 2007
    Senza categoria
    Più che di un setaccio, avrei bisogno di una compressa di garza a trama fittissima da usare come filtro affinché vi rimanessero impigliate quante più cose possibili. L’operazione di eliminazione delle scorie è sempre necessaria e sempre rimandata per incapacità, rifiuto della realtà, feticismo, testardaggine, debolezza, ingenuità, infantilismo, fatalismo…
    E mi ritrovo sommersa, letteralmente subissata di pensieri e desideri inutili e nocivi, che richiedono attenzione e sottraggono tempo e minano la mia lucidità, (che già di per sé si dà spesso alla macchia). Sceverare il grano dalla pula è ciò che sarebbe opportuno fare per evitare tutto questo costante spreco di tempo e di energie: peccato che non sia in grado di distinguere il chicco e la lolla e che porti con me entrambi per il timore di scartare quello sbagliato. Il risultato di tutto ciò è solo un’estrema confusione, che mi impedisce di fare un serio inventario di ciò che manca e di ciò che è sovrabbondante. E le giacenze spesso diventano dannose e non sono in grado di accorgermene, perché non le riconosco. Il discernimento è un grande dono del quale sono del tutto sprovvista. Cado continuamente vittima dei subdoli tranelli che mi tende il mio inconscio, che sembra cospirare inspiegabilmente contro di me, impedendomi qualsiasi equilibrio, come se provasse chissà quale malsano piacere nel sapermi disorientata e turbata. E inseguo fantasmi senza neppure aver il coraggio di andarne a caccia: limitandomi semplicemente ad evocarli, evitando di allungare il braccio per afferrarli, perfettamente conscia della loro impalpabilità.

    Listening to:
    So real – Jeff Buckley

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  • Osservazioni torinesi

    10 ottobre 2007
    Senza categoria
    Ho visto una donna portare a spasso il proprio cane con addosso un cappotto modello “levriero afghano”. Tra i due non si capiva chi fosse davvero l’animale.
    Ho visto un gruppo di turisti tedeschi scendere da un pullman in Piazza Castello. Si guardavano attorno con aria sconsolata.
    Ho visto una ultra cinquantenne con la zazzera viola, una serie di piercing alle orecchie, i jeans alla pescatora e i collant a righe nere e lilla. Piuttosto patetica nel suo abbigliamento da adolescente “alternativa” indossato su un corpo in lampante ed avanzato disfacimento.
    Ho visto un bell’uomo in abito scuro e cravatta che si scrutava in tutte le vetrine di via Garibaldi. Si è anche ravviato il ciuffo una decina di volte in cinque minuti.
    L’umanità mi sorprende ed affascina sempre. Se non avessi altro da fare dedicherei tutta la mia esistenza ad osservarla, solo per vedere quante e quali sono le possibili declinazioni del maschile e del femminile. Probabilmente una vita non sarebbe sufficiente.
    Listening to:
    Frederick – Patty Smith

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