• Ricomincia "Dr. House"

    12 settembre 2007
    Senza categoria

    Tra la CGIL che si spacca, un nuovo allarme tsunami in Indonesia, le previsioni catastrofiche per il futuro del Paese dal punto di vista climatico, l’Italbasket che esce dagli Europei e la nazionale di pallavolo che segue a ruota, almeno c’è una buona notizia…

    Listening to:
    8 or Ate – Tapes ‘n Tapes

    Condividi:

    • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    Mi piace Caricamento…
    1 commento su Ricomincia "Dr. House"
  • Preserale

    11 settembre 2007
    Senza categoria
    Quali sono gli esatti confini di un ricordo? Come si fa a staccarne tutte le incrostazioni anche dagli angoli più irraggiungibili? Come evitare che qualche residuo sfugga e ricominci a proliferare? Strofino, strofino, ma resta tutto lì. E se provo ad ignorarlo ci riesco solo per poco. Dov’è l’errore? Quanti tentacoli ha?

    Listening to:
    The Crane Wife 1 & 2 – The Decemberists

    Condividi:

    • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    Mi piace Caricamento…
    1 commento su Preserale
  • (Dis)appunti

    10 settembre 2007
    Senza categoria
    1. Due leoni d’oro in due anni ad Ang Lee: un profano leggendo il suo palmares dedurrebbe che il taiwanese è il più grande regista di inizio millennio. Io non sono una profana.
    2. Ormai, (grazie al direttore), nessuno che sia sprovvisto di occhi a mandorla può vincere il Festival di Venezia.
    3. Pallavolo, basket, calcio, rugby: siamo messi male su tutti i fronti.
    4. Tra sette giorni mi toccherà ripartire.
    5. “Diario” defunge mentre nuove riviste di gossip continuano a spuntare come i funghi.
    6. RaiDue trasmette uno speciale sugli Stones e lo fa presentare a…Zucchero!
    7. Oggi è il mio compleanno…

    Listening to:
    Blame it on the Tetons – Modest Mouse

    EDIT (h 18:30)- Il punto 3 dell’elenco va corretto: abbiamo battuto la Turchia all’over time. Per gli Europei di pallacanestro c’è ancora speranza…ma che brutta Italia! Mi hanno fatto disperare così tanto che ho perso tre anni di vita davanti al teleschermo e alla fine del primo quarto stavo per strapparmi i capelli. Eppure, siamo ancora lì e ce la giocheremo con la Germania di Nowitzki. Il problema è che se si sta sul parquet come oggi si torna a casa di sicuro.

    Condividi:

    • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    Mi piace Caricamento…
    5 commenti su (Dis)appunti
  • Una vita fa

    8 settembre 2007
    Senza categoria
    “La vedi nel cielo è quell’alta pressione e senti una strana stagione, ma a notte la nebbia ti dice d’un fiato che il dio dell’inverno è arrivato…”. Canticchio tra me e me. Sorrido.
    Anno di grazia 1998, Guccini Live Collection l’avevo fatto comprare a mio padre come regalo di Natale per mia madre, ma diventò subito uno dei miei must. A dir la verità, credo che lei non l’abbia mai ascoltato anche perché prese immediatamente posto tra i miei dischi. Fu un pezzo fondamentale della mia adolescenza. Erano gli anni della biografia del ‘Che’ divorata in un pomeriggio, della maglietta con la sua effige indossata a scuola per far vedere a tutti da che parte stavo, della tessera della SG, delle discussioni interminabili sulla politica di ieri, di oggi e di domani (ricordi, Alessandro?). Quindici anni di beata incoscienza e grandi ideali spalmati su poco più di un metro e sessanta. Tutto sembrava definitivo ed importantissimo. Perfetto o terribile, le vie di mezzo erano sconosciute. Un giorno la disperazione ti fagocitava nella propria ombra e quello successivo eri felice come una Pasqua. Le ore di lezione sembravano interminabili, ma le giornate volavano tra una battuta, un giro per la scuola durante la ricreazione, un cartanet. E l’estate mi sembrava sempre troppo lunga, perché la scuola mi piaceva e dopo le prime due settimane di vacanza ne sentivo già la nostalgia.
    Adesso non c’è più quell’attesa, non ci sono volti che si desidera rivedere, non ci sono riti preliminari (come l’acquisto del diario, dei quaderni, ecc.). C’è solo una routine noiosa e una serie di impegni spiacevoli ma improrogabili, un continuo prendere coscienza del marcio che c’è attorno e del fatto che i nostri sogni, benché ammirevoli, nella maggior parte dei casi sono destinati a dirigersi di soppiatto e con le ossa rotte verso l’uscita d’emergenza, o magari l’hanno già fatto. Rimane solo il ricordo di quando ogni cosa era ancora possibile, di quando il destino sembrava materia malleabile nelle nostre mani e la consapevolezza che niente di questo ritornerà.

    Listening to:
    Quello che non – Francesco Guccini

    Condividi:

    • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    Mi piace Caricamento…
    1 commento su Una vita fa
  • Mi ricordo

    7 settembre 2007
    Senza categoria
    L’aria si rinfresca un poco ogni giorno e qualcosa della luminosità dell’estate va perduto. Sogno già l’autunno, la regina delle stagioni: rossa, marrone e giallo-dorata.

    Mi ricordo quando frequentavo l’Università a Messina e a novembre nelle vie strette e in salita che dalla piazza del Duomo portano a via dei Verdi, venivo accolta da una pioggia di foglie secche che si staccavano sotto il peso degli uccelli migratori vocianti sulle chiome degli alberi. Un sipario in movimento, scrosciava e si apriva e chiudeva al mio passaggio. E lo scricchiolare del tappeto vegetale sotto le mie scarpe da tennis scandiva le tappe del mio breve percorso. Stormi di uccelli, come nuvole nere che si aggregavano e dissolvevano, animavano l’atmosfera del pomeriggio di Piazza Cairoli. L’autunno era secco e tiepido, dolce. Sembra passato un secolo.

    Listening to:
    20 yers of snow – Regina Spektor

    Condividi:

    • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    Mi piace Caricamento…
    3 commenti su Mi ricordo
  • 4×3=12

    6 settembre 2007
    Senza categoria
    Lasciatemi essere un po’ frivola. Una volta ogni tanto è necessario. Datemi il permesso di celebrare il ritorno dell’immenso Gianluca Basile. Sì, lo so, il top scorer italiano ieri sera è stato Belinelli, ma credo di non poter essere smentita quando dico che le tre “triple” di fila segnate dal Baso siano state la chiave di volta di una partita che ad un certo punto sembrava scivolare dalla mani dei nostri. Rivedere il capitano ricevere i complimenti dei compagni ed il “cinque” da Charlie Recalcati è stato emozionante, soprattutto perché l’ultima immagine che avevamo di lui in azzurro era quella risalente ai Mondiali dello scorso anno. Quei maledetti tre tiri liberi sbagliati a tempo scaduto contro la Lituania che ci eliminavano dalla competizione e le lacrime in conferenza stampa, mentre si accollava tutte le responsabilità del fallimento e chiedeva scusa ai compagni – soprattutto ai giovani – per avere infranto il loro sogno. Ma, soprattutto la decisione di dare l’addio alla nazionale. Se davvero fosse finita così sarebbe stato ingiusto e triste. Un giocatore del talento della guardia pugliese non meritava di lasciare come ultimo ricordo di sé solo quei maledetti tre tiri dalla lunetta. Anche Recalcati ne era consapevole e si è dato da fare, difendendo sempre Basile e parlandogli, fino a convincerlo ad essere di nuovo la guida di questa squadra di giovani promettenti. All’inizio non era andata bene, nei due incontri precedenti contro Slovenia e Francia l’Italia aveva perso e Gianluca era stato deludente. Si era attirato nuove critiche e con l’onestà di sempre le aveva accettate. Ieri sera però il ruvese è tornato ad essere determinante, per la gioia di tutti noi estimatori dei suoi tiri “ignoranti” e dell’uomo Basile, perché è anche questo che fa di lui un vero campione. Uno che quando c’è da riscuotere elogi lo fa – e chi si tirerebbe indietro? – ma che, parimenti, quando c’è da incassare i giudizi negativi li riceve a viso aperto, senza cercare scuse e nascondersi dietro un dito.

    A dir la verità non mi faccio illusioni su questi Europei, anche se sulla base di ciò a cui ci ha abituati la nostra nazionale ultimamente tutto è possibile…

    Listening to:
    Hoppipolla Afturabak – Sigur Rós

    Condividi:

    • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    Mi piace Caricamento…
    6 commenti su 4×3=12
  • Il cielo caduto per voler essere luce

    5 settembre 2007
    Senza categoria
    C’è vento e le porte sbattono. Una vita si agita quasi con stizza, pervade le cose e percorre le nostre strade. Anche se non esistessimo, se tutto il resto ci fosse esisterebbe comunque il rumore. Il movimento non è una prerogativa esclusiva degli esseri viventi e questo ha qualcosa di confortante, sottintende un’attività, un cambiamento incessante, e l’idea che il cosmo non sia in nostro scacco. Niente ci appartiene, molto ci sopravvive.
    Il mare ci è testimone e compagno. Permane, osserva, scalpita e si gonfia di schiume di rabbia. Che grande dono il mare! Sentirne l’odore, percepire l’immensità di una distesa d’acqua di sfacciata bellezza. Una grazia autoritaria anima le onde che s’infrangono sulla battigia come se dovessero riaffermare una potestà, o un diritto di prelazione nei confronti di ciò che è circostante. Con l’aiuto del vento il mare sfida sfrontatamente la terra emersa, apporta caos, imprevedibilità e bellezza.

    Listening to:
    People as Places as People – Modest Mouse

    P.S. Vediamo chi sarà il primo a capire la citazione…

    Condividi:

    • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    Mi piace Caricamento…
    Nessun commento su Il cielo caduto per voler essere luce
  • Einmal ist Keinmal…(?)

    4 settembre 2007
    Senza categoria
    Pur attorniata da un manipolo di detrattori, continuo a sostenere con forza il valore de L’Insostenibile Leggerezza dell’Essere di Kundera. Perché è troppo comodo vederlo solo come un coacervo di oscenità. O un prodotto falsamente sperimentale ed autocompiaciuto. Signori, in questo romanzo c’è ben altro: c’è la storia, c’è la filosofia e c’è una riconsiderazione della letteratura. Avete presente Nietzsche e l’eterno ritorno? E Parmenide, con le sue teorie su leggerezza e pesantezza dell’essere? Ecco, è proprio di questo che si occupa Kundera e scrive il suo romanzo come se si trattasse di un eccentrico incrocio tra saggio filosofico, esperimento scientifico e narrazione. Egli prova a dimostrare la fondatezza della tesi di Parmenide, poi criticata da Nietzsche, secondo cui la leggerezza dell’essere – il disimpegno, poiché la vita è caduca – è preferibile al suo contrario. Ma lentamente, mentre procede nel proprio argomentare Kundera si accorge di una cosa: che questa vita privata di ogni responsabilità e impegno è un fantasma di vita, un abbozzo incompleto, una cosa tanto volatile da essere insignificante e che, dunque, la leggerezza spinta alle sue estreme conseguenze non è meravigliosa, bensì insostenibile.
    E voi cosa scegliete? Di sopportare “il più pesante dei fardelli”, o di volteggiare nell’etere?

    Listening to:
    Tereza and Tomas – Bright eyes

    Condividi:

    • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    Mi piace Caricamento…
    1 commento su Einmal ist Keinmal…(?)
  • Espungendo dalla lista…

    3 settembre 2007
    Senza categoria
    Capita che camminando nella nebbia a volte si trovi un varco, uno spiraglio di visibilità in cui sgusciare per sottrarsi al grigiore in sospensione che costringe ad avanzare a tentoni. Provo ad infilarmici con una fiducia un po’ da sprovveduta e smetto di chiedere le cose sbagliate, perché se non altro dopo tanti anni ho capito esattamente cosa voglio. Riuscire ad ottenerlo è tutt’altra cosa, però. Intanto mi dedico alla cancellazione delle voci inutili dall’elenco delle necessità. Fare spazio, ecco la chiave. Scarnificare i bisogni. Puntare all’essenziale. Soprattutto rispolverare la vera me stessa, che ho tenuta nascosta sotto una scorza coriacea fatta crescere per motivi contingenti. Voglio tornare, anzi tornerò ad essere esposta e vulnerabile, perché è questo che sono e voglio continuare ad essere. Il disincanto non fa per me.

    Listening to:
    We only come out at night – The Smashing Pumpkins

    Condividi:

    • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    Mi piace Caricamento…
    Nessun commento su Espungendo dalla lista…
  • Geografia esistenziale

    1 settembre 2007
    Senza categoria
    Ci sono strade che conoscono un unico senso di percorrenza, un senso che si diparte da un centro e inesorabilmente si allontana verso una periferia sconosciuta e irraggiungibile per chi è relegato agli antipodi di essa. Da così lontano è concesso solo di congetturare su cosa accada in quei luoghi preclusi e fantasticando costruiamo episodi irreali di cui ci convinciamo fino a sfiorare il limite della paramnesia. Ma le storie immaginate contro il muro della ragione hanno la consistenza delle foglie secche che si sbriciolano appena le si sfrega tra il pollice e l’indice, semplicemente scompaiono, denunciando tutta la loro assurdità. La verità è che non si sa nulla se non dopo averlo visto, toccato, ascoltato, annusato, rincorso. Che il tempo cambia le cose e non impercettibilmente. Che più qualcosa o qualcuno si allontana e meno possiamo dire di conoscerlo. Che le coincidenze sono l’arma che il destino usa per depistarci. Che i ricordi con gli anni perdono l’odore, ed è esattamente questo il problema, perché ci perdiamo anche noi in un inseguimento folle e senza l’ausilio di tracce.

    Listening to:
    Red moon – David Gray

    Condividi:

    • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
    • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
    Mi piace Caricamento…
    1 commento su Geografia esistenziale
Pagina Precedente
1 … 44 45 46 47 48 … 65
Pagina successiva

Blog su WordPress.com.

NIENTE DI ALIENO

Homo sum, humani nihil a me alienum puto

    • Archivio
    • Categorie
    • Chi sono
    • Domandare è lecito
  • Abbonati Abbonato
    • NIENTE DI ALIENO
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • NIENTE DI ALIENO
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
%d