Sarà il colore intenso delle petunie, oppure la farfalla che stamattina mi volava accanto…
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Sarà il sole, o l’azzurro del cielo un po’ meno smorto del solito, o Guccini che gira nel lettore mp3; o che stamattina mi sono svegliata presto, ma non perché ha suonato la sveglia e ho finalmente ritrovato la gioia di quei risvegli in cui è la luce che filtra dalla tapparella a dirti che è ora di alzarsi. Sarà che anche oggi c’è un po’ di brezza; o che gironzolando sul web ho letto una vecchia intervista a Marco Parente, che mi ha fatto ricordare la meravigliosa “Michelangelo Antonioni” di Caetano Veloso. Strano che l’avessi dimenticata: ho perfino il disco in cui è contenuta. Ma forse è perché sono passati sette anni dall’acquisto…Listening to:Quattro stracci – Francesco Guccini2 commenti su Serenità
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Questa sera appena iniziata ha il retrogusto amaro delle cose che sfuggono.
C’è un venticello leggero che sollecita i pensieri e li confonde sparpagliandoli come le carte sulla mia scrivania. Mettere ordine è impossibile. Non ci sono abbastanza cassetti, o non sono abbastanza grandi per contenere questi ingombri mastodontici, che così rimangono sempre tra i piedi e continuo a inciamparci…
Listening to:
Broken homes – Tricky with P.J. Harvey -
Meno ventidue. Tra ventidue giorni esatti sarò già sul treno che mi riporterà a casa. E finalmente vedrò un po’ di quella luce e di quell’azzurro che qui mi mancano tanto. Ritornerò alla MIA estate fatta di cicale che friniscono e di brezza dal mare. Riavrò le mie nuvole che si muovono veloci, sospinte dal vento. Ritroverò il profumo del sugo e delle melanzane fritte. Passeggerò di nuovo sul lungomare e ancora una volta ricorderò, ma questa volta non farà male. Mangerò la prima granita dell’anno. Fragola senza panna, come sempre. Rivedrò il mare e il riverbero luminoso della luna sulla sua superficie e il promontorio un po’ ricurvo che sembra volerlo abbracciare, ma invano, perché il mare non si può circoscrivere.Dormirò nel mio letto, sotto le stelline fosforescenti che ho attaccato al soffitto. Aspetterò lo scirocco; è assurdo, ma mi manca anche quello. Mi affaccerò al balcone e guarderò i gatti e i bambini che giocano in cortile. Mi sentirò finalmente a casa. Al mio posto.Listening to:Camera a Sud – Vinicio Capossela
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Se tra gli esseri umani vigesse ancora la selezione naturale nella sua versione più rigida, io non sarei arrivata all’età di quasi ventiquattro anni: in qualità di organismo totalmente inadatto alla vita, la Natura avrebbe già fatto piazza pulita di me da tempo. Invece, oggi si riserva un’opportunità a tutti, senza tenere conto del fatto che probabilmente il privilegio di continuare a vivere nonostante non si sia attrezzati a farlo è molto più punitivo della condanna a esistere solo per una breve parentesi.Tanto, alla lunga, l’evoluzionismo avrà comunque la meglio su quelli come me…Listening to:Pezzi di vetro – Francesco De GregoriP.S. Lo so, ultimamente il blog è illeggibile. Scusate. Sono triste. Mi passerà…(?)
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Se avessi due vite, una potrei tranquillamente usarla per osservare ed imparare come ci si muove nel mondo, e nell’altra potrei dedicarmi a mettere in pratica tutte le cose apprese nella precedente. Come se la prima fosse la prova generale della seconda. Potrei procedere per tentativi assegnandomi un nuovo compito ogni giorno e vedendo se sono capace di portarlo a termine in maniera adeguata. Potrei esercitarmi. Arriverei ben preparata e imbottita contro gli urti della vita, saprei cosa fare, come e quando, saprei camminare a testa alta, riuscirei a sentirmi incredibilmente leggera, a ridere delle contrarietà quotidiane, sarei in grado di affrontare le situazioni critiche, di organizzarmi, di pianificare e di prevedere gli eventi. Ma, sfortunatamente, la vita è una chance unica e irripetibile, non esiste il “soddisfatti o rimborsati”, e il mio mantenermi ai margini a guardare e non partecipare, la mia timidezza, le mie paure, non fanno altro che trasformarla in un colossale e sacrilego spreco che mi fa sentire disperatamente colpevole e senza possibilità di espiazione…
Listening to:
The other side – David Gray -
La possibilità che faccia un buco nell’acqua è più che concreta, eppure in questo momento sono blandamente orgogliosa di me. Finalmente per un momento mi sono concessa il privilegio di non riflettere. Non ho lasciato che le mie solite remore avessero il tempo di sguinzagliarsi e mordere il collo delle mie buone intenzioni.
So già che la parte difficile deve ancora arrivare e che probabilmente non avrò il coraggio di spingere alla sua ovvia conseguenza la risolutezza di oggi pomeriggio, ma se non altro ho avuto l’incoscienza di fantasticare intorno a un progetto. Non è credibile che riesca a portare a termine ciò che ho in mente, perché sicuramente interverranno i miei consueti scrupoli e i miei ben noti timori a mettere un freno a tutto questo. Tuttavia, adesso non ho voglia di pensarci. Forse non sarò mai capace di fare il passo successivo, ma almeno ho iniziato il cammino…
Listening to:
Inverosimile – Ivan Segreto -
L’estate si è bloccata. Cristallizzata in una corazza di brina che ha bruciato le promesse e i colori della bella stagione. Una mano gelida si è posata sul verde tenero delle foglie appena nate e non ha avuto alcuna pietà di loro.
Tutte le speranze hanno a malincuore ceduto il loro posto all’ingombrante e dolorosa certezza che ogni cosa è stata sprecata, irrimediabilmente.
La consapevolezza delle esatte dimensioni e dei contorni precisi di questo spaventoso vuoto che sento da qualche giorno non ne allevia la sgradevolezza e non lo rende meno insopportabile.Listening to:
Phantom limb – The Shins -
Provo a fingere che sia normale, che basti respirare profondamente per superare ogni cosa. Ma il respiro si blocca a metà e rimane mozzato come se i miei polmoni fossero incapaci di espandersi oltre un certo limite.
No, non è normale. Niente in me è normale, né giusto, né razionale.
Vorrei essere in grado di mettere fine a questo continuo giocare a nascondino con me stessa che mi tiene al riparo dalla vita. E se è vero che chi non partecipa non corre mai il rischio di perdere, è anche vero che non potrà mai sperare di vincere e allora non serve a nulla avere una valigetta piena zeppa di fiches se non si ha il coraggio di buttarle sul tavolo verde; rimangono degli inutili pezzetti di plastica colorata con un valore puramente potenziale stampigliato sopra in cifre dorate.
Listening to:
Come stavamo ieri – Marlene Kuntz -
Quante conferme mi servono per capire definitivamente che sono un’inetta?
Io non sono capace di correre e neppure di camminare e in un universo in perenne divenire questo è il peggio che possa accadere, perché niente e nessuno resta fermo ad aspettarti, ad aspettare una mossa che verosimilmente non farai mai. Così tutto sfugge e non resta che acchiappare il pulviscolo…
Un giorno tutto questo assordante fragore terminerà per sempre e di me resterà solo il ricordo di un’entità che avrebbe voluto essere umana, ma è stata semplicemente un inutile soprammobile posato in un angolo a prendere polvere e a fare da spettatore alla propria esistenza.
Non ha alcuna importanza che abbia delle opinioni sui massimi sistemi se poi non sono in grado di vivere come le persone normali, né che capisca le cose sottintese se non so decrittare ciò che è palese. E inizio ad essere quasi rassegnata. Ho provato a cambiare, ma è così dannatamente difficile!
Listening to:
Il circuito affascinante – Moltheni -
Ci provo. Provo a scrivere, lo giuro, ma non ce la faccio. Sarà la centesima volta che tento di postare qualcosa, ma non cavo un ragno dal buco. In questo momento perfino le parole sembrano avermi abbandonato…
E come se non bastasse ho anche difficoltà a trovare un nuovo posto in cui andare ad abitare. La casa che ho visto oggi sembrava un accampamento di sfollati della Seconda Guerra Mondiale e le ragazze che già ci vivono mi hanno fatto l’impressione di due orfanelle degne di un romanzo di Dickens. Partendo dal presupposto che io per natura non sono una persona particolarmente allegra, in un ambiente come quello correrei concretamente il rischio di suicidarmi…
Listening to:
Posso essere felice – Carmen Consoli


