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  • Fenomenologia del succo di frutta

    26 giugno 2007
    Senza categoria



    E’ più forte di me; non riesco a smettere. Dopo un paio di minuti, se guardo il parallelepipedo colorato di Tetra Pak, è come se avessi una vera e propria crisi d’astinenza e anche se continuo a ripetermi che non posso finirlo tutto in così poco tempo, alla fine non resisto e me ne verso un nuovo bicchiere. Che mando giù in meno di un secondo. Inizio a chiedermi se il succo di frutta sia addizionato con qualche sostanza stupefacente, perché una volta apertone un cartone, non c’è modo di evitare che lo finisca in meno di un’ora. E non parlo dei mini-brick con la cannuccia, ma di quei mastodonti da due litri che mi fanno penare quando li devo portare dal supermercato fino a “casa”. Il massimo l’ho raggiunto quando ho bevuto un’intera confezione di succo d’ananas in mezz’ora, con una media di un bicchiere ogni cinque minuti. Proprio per questo motivo cerco di evitare di comprarlo più di una volta alla settimana. Non che il succo di frutta sia nocivo, ma ogni cosa, se consumata smodatamente, non fa molto bene. E poi, se lo comprassi tutti i giorni, economicamente sarebbe un salasso. Però, ogni volta che entro in un supermercato faccio davvero fatica a non metterlo nel carrello, anzi, il più delle volte non ci riesco affatto. A questo punto sono certa che si possa parlare di vera e propria dipendenza.


    Listening to:
    Mrs. Robinson – Simon & Garfunkel

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  • Surrender

    25 giugno 2007
    Senza categoria

    Non capisco e non c’è niente che mi renda più nervosa del non avere nessun punto di riferimento razionale. Mi sembra che ogni cosa sia pericolosamente in bilico, che penda da un altezza vertiginosa e che possa precipitare da un momento all’altro. Ma, in verità, forse lo schianto è già avvenuto e io provo a tendere l’orecchio per sentirne l’eco e quando lo sentirò non resterà che una ferita sanguinante difficile da rimarginare e poi, una volta sanata la piaga, una nuova cicatrice ad indurire ancora di più la mia scorza, a togliermi un altro po’ di ingenuità e di idealismo. E un giorno, all’improvviso, mi ritroverò cinica e smaliziata come tutti gli altri e a quel punto sarò come ho sempre cercato di evitare di diventare. Prima o poi mi dovrò arrendere alla vita, visto che governarla è impossibile e tentare di cambiarla è addirittura folle. Quella mattina disgraziata seppellirò Maria, il suo sguardo trasognato, i suoi sogni, le sue illusioni, le sue speranze, la sua purezza e la sua timidezza, e vestirò un nuovo abito, più largo, più comodo, ma che mi donerà di meno.

    Listening to:
    Ballata per la mia piccola iena – Afterhours

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  • E' tardi. E' presto.

    24 giugno 2007
    Senza categoria

    “…Tempo ci lascia muti
    Ad osservare i nostri errori
    Tempo… Fermare il tempo
    Sarebbe a dire: l’Eternità…”

    Niente risulta insopportabile come questo fragoroso silenzio che estende la sua egemonia su ogni angolo della stanza. E’ assordante e così assoluto che spesso mi sorprendo ad ascoltare i battiti del mio cuore, che quasi echeggiano e rimbalzano tra queste quattro pareti. E quando, sporadicamente, il silenzio si rompe e nasce una pallida speranza, ecco che istantaneamente soffoca – come se una mano nera e feroce la spingesse con la testa sott‘acqua – oppressa dalla disillusione nell’apprendere che non è quello che avevo desiderato.
    Le ore sembrano velocissime, ma i minuti sono interminabili e le giornate si consumano come la cera di una candela accesa che colando forma un ammasso amorfo. Ogni cosa manca di senso e non so più se sperare che il tempo si dilati, oppure che scorra in un lampo e che giunga presto il momento di tornare a casa. Nell’una e nell’altra ipotesi non sarò felice. Non si può essere sospesi e felici allo stesso tempo.

    Listening to:
    Tempo perduto – Sergio Cammariere

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  • Serenità

    23 giugno 2007
    Senza categoria

    Sarà il sole, o l’azzurro del cielo un po’ meno smorto del solito, o Guccini che gira nel lettore mp3; o che stamattina mi sono svegliata presto, ma non perché ha suonato la sveglia e ho finalmente ritrovato la gioia di quei risvegli in cui è la luce che filtra dalla tapparella a dirti che è ora di alzarsi. Sarà che anche oggi c’è un po’ di brezza; o che gironzolando sul web ho letto una vecchia intervista a Marco Parente, che mi ha fatto ricordare la meravigliosa “Michelangelo Antonioni” di Caetano Veloso. Strano che l’avessi dimenticata: ho perfino il disco in cui è contenuta. Ma forse è perché sono passati sette anni dall’acquisto…

    Sarà il colore intenso delle petunie, oppure la farfalla che stamattina mi volava accanto…

    Listening to:
    Quattro stracci – Francesco Guccini

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  • Lividi

    22 giugno 2007
    Senza categoria

    Questa sera appena iniziata ha il retrogusto amaro delle cose che sfuggono.
    C’è un venticello leggero che sollecita i pensieri e li confonde sparpagliandoli come le carte sulla mia scrivania. Mettere ordine è impossibile. Non ci sono abbastanza cassetti, o non sono abbastanza grandi per contenere questi ingombri mastodontici, che così rimangono sempre tra i piedi e continuo a inciamparci…

    Listening to:
    Broken homes – Tricky with P.J. Harvey

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  • Il primo giorno d'estate

    21 giugno 2007
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    Meno ventidue. Tra ventidue giorni esatti sarò già sul treno che mi riporterà a casa. E finalmente vedrò un po’ di quella luce e di quell’azzurro che qui mi mancano tanto. Ritornerò alla MIA estate fatta di cicale che friniscono e di brezza dal mare. Riavrò le mie nuvole che si muovono veloci, sospinte dal vento. Ritroverò il profumo del sugo e delle melanzane fritte. Passeggerò di nuovo sul lungomare e ancora una volta ricorderò, ma questa volta non farà male. Mangerò la prima granita dell’anno. Fragola senza panna, come sempre. Rivedrò il mare e il riverbero luminoso della luna sulla sua superficie e il promontorio un po’ ricurvo che sembra volerlo abbracciare, ma invano, perché il mare non si può circoscrivere.
    Dormirò nel mio letto, sotto le stelline fosforescenti che ho attaccato al soffitto. Aspetterò lo scirocco; è assurdo, ma mi manca anche quello. Mi affaccerò al balcone e guarderò i gatti e i bambini che giocano in cortile. Mi sentirò finalmente a casa. Al mio posto.

    Listening to:
    Camera a Sud – Vinicio Capossela

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  • Darwinismo

    20 giugno 2007
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    Se tra gli esseri umani vigesse ancora la selezione naturale nella sua versione più rigida, io non sarei arrivata all’età di quasi ventiquattro anni: in qualità di organismo totalmente inadatto alla vita, la Natura avrebbe già fatto piazza pulita di me da tempo. Invece, oggi si riserva un’opportunità a tutti, senza tenere conto del fatto che probabilmente il privilegio di continuare a vivere nonostante non si sia attrezzati a farlo è molto più punitivo della condanna a esistere solo per una breve parentesi.
    Tanto, alla lunga, l’evoluzionismo avrà comunque la meglio su quelli come me…
    Listening to:
    Pezzi di vetro – Francesco De Gregori

    P.S. Lo so, ultimamente il blog è illeggibile. Scusate. Sono triste. Mi passerà…(?)

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  • Pomeriggio…

    19 giugno 2007
    Senza categoria

    Se avessi due vite, una potrei tranquillamente usarla per osservare ed imparare come ci si muove nel mondo, e nell’altra potrei dedicarmi a mettere in pratica tutte le cose apprese nella precedente. Come se la prima fosse la prova generale della seconda. Potrei procedere per tentativi assegnandomi un nuovo compito ogni giorno e vedendo se sono capace di portarlo a termine in maniera adeguata. Potrei esercitarmi. Arriverei ben preparata e imbottita contro gli urti della vita, saprei cosa fare, come e quando, saprei camminare a testa alta, riuscirei a sentirmi incredibilmente leggera, a ridere delle contrarietà quotidiane, sarei in grado di affrontare le situazioni critiche, di organizzarmi, di pianificare e di prevedere gli eventi. Ma, sfortunatamente, la vita è una chance unica e irripetibile, non esiste il “soddisfatti o rimborsati”, e il mio mantenermi ai margini a guardare e non partecipare, la mia timidezza, le mie paure, non fanno altro che trasformarla in un colossale e sacrilego spreco che mi fa sentire disperatamente colpevole e senza possibilità di espiazione…

    Listening to:
    The other side – David Gray

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  • Inverosimile

    18 giugno 2007
    Senza categoria

    La possibilità che faccia un buco nell’acqua è più che concreta, eppure in questo momento sono blandamente orgogliosa di me. Finalmente per un momento mi sono concessa il privilegio di non riflettere. Non ho lasciato che le mie solite remore avessero il tempo di sguinzagliarsi e mordere il collo delle mie buone intenzioni.
    So già che la parte difficile deve ancora arrivare e che probabilmente non avrò il coraggio di spingere alla sua ovvia conseguenza la risolutezza di oggi pomeriggio, ma se non altro ho avuto l’incoscienza di fantasticare intorno a un progetto. Non è credibile che riesca a portare a termine ciò che ho in mente, perché sicuramente interverranno i miei consueti scrupoli e i miei ben noti timori a mettere un freno a tutto questo. Tuttavia, adesso non ho voglia di pensarci. Forse non sarò mai capace di fare il passo successivo, ma almeno ho iniziato il cammino…

    Listening to:
    Inverosimile – Ivan Segreto

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  • Glaciazione

    17 giugno 2007
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    L’estate si è bloccata. Cristallizzata in una corazza di brina che ha bruciato le promesse e i colori della bella stagione. Una mano gelida si è posata sul verde tenero delle foglie appena nate e non ha avuto alcuna pietà di loro.
    Tutte le speranze hanno a malincuore ceduto il loro posto all’ingombrante e dolorosa certezza che ogni cosa è stata sprecata, irrimediabilmente.
    La consapevolezza delle esatte dimensioni e dei contorni precisi di questo spaventoso vuoto che sento da qualche giorno non ne allevia la sgradevolezza e non lo rende meno insopportabile.

    Listening to:
    Phantom limb – The Shins

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