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  • Rien ne va plus…

    15 giugno 2007
    Senza categoria

    Provo a fingere che sia normale, che basti respirare profondamente per superare ogni cosa. Ma il respiro si blocca a metà e rimane mozzato come se i miei polmoni fossero incapaci di espandersi oltre un certo limite.
    No, non è normale. Niente in me è normale, né giusto, né razionale.
    Vorrei essere in grado di mettere fine a questo continuo giocare a nascondino con me stessa che mi tiene al riparo dalla vita. E se è vero che chi non partecipa non corre mai il rischio di perdere, è anche vero che non potrà mai sperare di vincere e allora non serve a nulla avere una valigetta piena zeppa di fiches se non si ha il coraggio di buttarle sul tavolo verde; rimangono degli inutili pezzetti di plastica colorata con un valore puramente potenziale stampigliato sopra in cifre dorate.

    Listening to:
    Come stavamo ieri – Marlene Kuntz

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  • Senilità

    15 giugno 2007
    Senza categoria

    Quante conferme mi servono per capire definitivamente che sono un’inetta?
    Io non sono capace di correre e neppure di camminare e in un universo in perenne divenire questo è il peggio che possa accadere, perché niente e nessuno resta fermo ad aspettarti, ad aspettare una mossa che verosimilmente non farai mai. Così tutto sfugge e non resta che acchiappare il pulviscolo…
    Un giorno tutto questo assordante fragore terminerà per sempre e di me resterà solo il ricordo di un’entità che avrebbe voluto essere umana, ma è stata semplicemente un inutile soprammobile posato in un angolo a prendere polvere e a fare da spettatore alla propria esistenza.
    Non ha alcuna importanza che abbia delle opinioni sui massimi sistemi se poi non sono in grado di vivere come le persone normali, né che capisca le cose sottintese se non so decrittare ciò che è palese. E inizio ad essere quasi rassegnata. Ho provato a cambiare, ma è così dannatamente difficile!

    Listening to:
    Il circuito affascinante – Moltheni

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  • Problemi, problemi, problemi…

    14 giugno 2007
    Senza categoria

    Ci provo. Provo a scrivere, lo giuro, ma non ce la faccio. Sarà la centesima volta che tento di postare qualcosa, ma non cavo un ragno dal buco. In questo momento perfino le parole sembrano avermi abbandonato…

    E come se non bastasse ho anche difficoltà a trovare un nuovo posto in cui andare ad abitare. La casa che ho visto oggi sembrava un accampamento di sfollati della Seconda Guerra Mondiale e le ragazze che già ci vivono mi hanno fatto l’impressione di due orfanelle degne di un romanzo di Dickens. Partendo dal presupposto che io per natura non sono una persona particolarmente allegra, in un ambiente come quello correrei concretamente il rischio di suicidarmi…

    Listening to:
    Posso essere felice – Carmen Consoli

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  • Sopravvivere

    12 giugno 2007
    Senza categoria

    Come quando si prova ad andare avanti fingendo che non sia importante quel piccolo foro, come di proiettile, che si è creato in centro all’anima. Eppure non si può celare il sottile rivolo di sangue che riga la superficie.
    Come quando stringo i pugni per fermare il tremito incontrollabile delle mani, ma non riesco a bloccare i sussulti che scuotono tutto il resto.
    Come quando dico le cose giuste alla persona sbagliata per non sentirmi soffocare dal loro peso, ma non serve a niente perché non era quello il loro destinatario.
    Come quando scrivo queste righe per sfogarmi, ma ottengo solo di inasprire l’afflizione che a poco a poco sta ridimensionando i miei confini corporei e mi sta facendo diventare infinitamente piccola.
    Come quando sento la necessità di urlare ma mi trattengo, perché se iniziassi a farlo non smetterei più e non posso permettermelo.
    Come quando provo a distrarmi, ad uscire, a stare dietro a tutte le routine quotidiane, ma non esiste una città abbastanza grande o caotica che possa confondermi al punto da non pensare e non ci sono occupazioni tanto impegnative da essere totalizzanti.

    Listening to:
    The end has no end – The Strokes

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  • Il bilancio

    11 giugno 2007
    Senza categoria

    Constatazioni:
    Lo sbigottimento dovrebbe essere una condizione improvvisa e transitoria, ma il mio si protrae ormai da tempo. Lo scenario attonito ed enigmatico nel quale mi muovo è una gabbia sospesa a mezz’aria.

    Rammarichi:
    Tutte le mie buone intenzioni si smarriscono lungo le strade umide della città. Quello che vorrei dire si diluisce nella pioggia e lentamente si dissolve.

    Ansie:
    Ciò che a dicembre era sospetto e a gennaio attesa, a febbraio è diventato urgenza e a marzo timore, ad aprile speranza, a maggio confusione e adesso, a giugno, è impazienza e quasi avvilimento.

    Listening to:
    La distanza – Tiromancino

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  • Assenza

    10 giugno 2007
    Senza categoria

    Immagino e sfumo i confini tra ciò che vedo e ciò che spero. La mia mente è un polpastrello su un foglio ruvido. I miei pensieri squarciano sfrontatamente il velo che le mie mani non osano neppure sfiorare e si muovono agili, ma inevitabilmente si scontrano con una muraglia gigantesca che restituisce loro solo l’eco di un tonfo sordo e il clangore fastidioso dell’indifferenza.
    Ripenso alla vertigine e mi chiedo se sia possibile che non traspaia e contagi. A me pare così macroscopica e impossibile da non notare, ma forse è solo perché sono al centro del vortice.

    Listening to:
    Senza voltarsi – Marco Parente e Cristina Donà

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  • Pensierineri

    9 giugno 2007
    Senza categoria

    Il fatto che conosca una gran quantità di parole, che possono squadrare ogni dettaglio della realtà e circoscriverlo con precisione chirurgica, non è una grande consolazione se da ciò non ottengo di evitare la crescita di queste escrescenze patogene che pendono come scomode appendici dal mio midollo.
    E’ come se un enorme ematoma stesse sviluppandosi incessantemente fino a non lasciare neppure più un misero lembo di pelle candida a cui guardare come unico elemento esente da questo proliferare incontrollabile di elementi morbosi. E tutto ciò avviene dentro una scatola asettica, sotto lo sguardo insensibile di un osservatore distratto o sadico…

    Listening to:
    Meglio che niente – Pinomarino

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  • 16

    7 giugno 2007
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    Non piove più e la notte odora lievemente d’estate. Sembra quasi come quando da ragazzina dopo cena mi affacciavo al balcone della cucina a guardare le stelle, aspettando che terminasse la scuola e che si ricominciasse ad uscire tutte le sere. Le cicale iniziavano a frinire e il gelsomino in cortile era già punteggiato di piccoli fiori bianchi. Contavo i giorni e nel frattempo, con i compiti che progressivamente diminuivano, moltiplicavo le uscite pomeridiane. Le aspettative per ciò che sarebbe accaduto nei mesi estivi si facevano sempre più numerose e pressanti e il più delle volte erano destinate a restare deluse, ma aveva poca importanza. Allora mi bastava desiderare qualcosa per essere felice, indipendentemente dal fatto che poi riuscissi effettivamente ad ottenerlo, oppure no.
    Adesso vorrei far credere di essere di gran lunga meno ingenua, ma in fin dei conti continuo a meravigliarmi di tutto, ad essere ancora un’illusa, a trovare difficoltà nel distinguere la mia fantasia dalla realtà, ad avere la testa tra le nuvole, ad abbattermi per un nonnulla ed esaltarmi per ancora meno. Forse non ho mai smesso di avere sedici anni.

    Listening to:
    Last Nite – The Strokes

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  • Dormire

    6 giugno 2007
    Senza categoria

    Il mio vero problema è chi sono e come sono. Se almeno per un attimo potessi estraniarmi da me stessa forse tutto quello che mi fluttua attorno e sembra minacciarmi prenderebbe dimensioni più piccole e confortanti. Vorrei solo non sentire niente e non vedere niente e non percepire niente per un po’, per riposarmi.
    Essere me stessa spesso è davvero faticoso, snervante. Prestare sempre attenzione a tutto e riflettere perfino sulle minuzie più insignificanti alla lunga logora. Avrei bisogno di aprire una parentesi in cui accoccolarmi per qualche ora, in perfetta tranquillità.
    Vorrei una notte senza sogni. Dormire e basta, senza che il mio cervello continui ad arrovellarsi. Solo un lungo buio e un lungo silenzio. Vorrei che le presenze che popolano le mie notti per un po’ se ne stessero alla larga da me, che mi lasciassero un attimo di respiro, perché anche i sogni più graditi non fanno che acuire l’amarezza del risveglio, quando sono costretta a constatare l’inconsistenza della loro sostanza iridescente, che cozza violentemente contro una realtà spoglia e grigia. Come quando apro gli occhi e al posto di tutto quello che ho sognato rimangono soltanto una camera anonima immersa nella penombra, le mie mani fredde, il disordine sulla scrivania, un cuscino sgualcito a forza di stringerlo e il cielo pallido e indolente di questa città.

    Listening to:
    Saeglopur – Sigur Rós

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  • Fantascienza

    5 giugno 2007
    Senza categoria

    Alla fine di un giorno che ha visto il rapido passaggio di tutte le quattro stagioni porto ancora addosso un po’ di umidità e di ebbrezza del tempo sprecato. E forse perché ho parlato troppo da un po’ continuo a starnutire. E’ la nemesi per la mia eccessiva spavalderia…

    Adesso me ne sto qui ad immaginare i contorni di cose che non esistono e rimando l’appuntamento con il sonno illudendomi che prima o poi questo snervante pensare mi conduca da qualche parte. Ma la telepatia, ahimè, non funziona.

    Listening to:
    Gomma – Baustelle

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