Mentre le domande continuano a moltiplicarsi per scissione binaria, le risposte perseverano nella loro latitanza. Ma forse una piccola consapevolezza inizia a farsi largo ed è tutto fuorché piacevole. Del resto avrei dovuto aspettarmelo.
Tuttavia, per quanto possa biasimarmi per ciò che ho fatto e per quello che ho mancato di fare, non posso onestamente accollarmi tutta la responsabilità di questo fallimento. La responsabilità dell’illusione, invece sì, è tutta mia, come sempre. E’ mia la colpa di essermi convinta che sotto la superficie ci fosse qualcosa che di fatto sembra non esistere.
Listening to:
Nessuna certezza – Tiromancino feat. Elisa & Meg
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Nessun commento su Inizio a capire…
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Affondare le unghie nel palmo della mano non basta più per non sentire tutto il resto. Questo piccolo dolore conosciuto non è più sufficiente a rassicurami davanti allo smarrimento di cui sono vittima. Questa volta so che non basterà aumentare l’intensità della pena per diventare impermeabile. Scivolo da un errore all’altro e non ho scuse per questo, ma gradirei un po’ più di magnanimità; invece, non mi si perdona nulla. Ogni piccola conquista è sciupata immediatamente e non ha importanza se per colpa mia, di altri o per caso: il risultato è sempre, tristemente lo stesso.
Odio le pareti della mia stanza. Odio il palazzo di fronte. Odio questa dannata scrivania. In quasi otto mesi sono stati testimoni solo di malinconie, paure, tristezze e di queste maledette lacrime che sembrano attendermi in agguato ogni volta che mi chiudo la porta della camera alle spalle.
Sono stanca. Stanca di aspettare; di rimandare; di guardare in basso; di avere paura; di sentirmi sempre sola; di non essere capace di guardare gli altri negli occhi; di essere timida quando proprio non dovrei; di avvertire spesso questo senso di soffocamento, come se mi stessero afferrando per la gola; di non riuscire a dormire; di tremare spesso; di sentire sempre troppo profondamente anche la cosa più insignificante; di scappare da tutto, da tutti e soprattutto da me stessa.
Listening to:
Lilac wine – Jeff Buckley -
Silenzio.La lampada alle mie spalle e il buio fuori dalla mia finestra. E’ quasi estate. Le stelle giocano a nascondino. Vedo attraverso i vetri delle case di fronte la luce intermittente degli schermi filtrata dalle tende. Sotto la strada è deserta.Silenzio.Listening to:Silence is easy – Starsailor
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Quanto dura un pomeriggio?
Ho studiato tutte le inclinazioni e le sfumature della luce per non pensare. Ma i pensieri sono furbi e sguscianti e riescono a passare nelle fessure più strette; non ci si sottrae mai del tutto ad essi. Ti raggiungono e ti assaltano alle spalle e tu non puoi fare altro che arrenderti alla loro prepotenza.
A volte vorrei sentire un dolore fisico per distrarmi da questa angoscia.
Listening to:
Lá di longe – Tribalistas -
Non ho più bisogno di saggi consigli. Sono completamente insensibile al buonsenso delle persone che ho attorno; capisco tutto quello che dicono, ma non credo ad una sillaba. Le loro parole rimbalzano o scivolano sulla superficie delle mie “certezze”.
Listening to:
Replay – Samuele Bersani -
Non capire tutti i particolari della mia vita è la cosa che al momento mi innervosisce di più. Non essere padrona degli eventi. Non potere prevedere niente.
Ogni giorno è una sorpresa o una delusione e non riesco mai a saperlo in anticipo. Mi sento mancare il terreno sotto i piedi. L’instabilità mi sta distruggendo.
Non è vero che sono una persona forte: è per questo che mi difendo. Sono una lastra sottile di cristallo che si incrina perfino con un soffio.
Listening to:
Thirty-three – The Smashing Pumpkins -
Le tessere del mosaico continuano a scompaginarsi invece di trovare il giusto ordine. Sento l’impotenza obbligata di questi mesi che mi schiaccia come un’aspettativa delusa. La caducità del tempo mi spaventa e la fuga delle ore mi innervosisce. Non ha nessun senso continuare ad interrogare il latore di un messaggio che non è mai stato inviato.
Listening to:
Il male minore – Niccolò Fabi -
Oggi il cielo è bianco sporco. E’ uno di quei giorni che non perdonano le illusioni, ma le schiacciano sotto una cappa greve. Ci sono tempo e spazio per rimuginare, anche se gli occhi sono sabbiosi e vorrebbero cedere ai richiami ipnagogici di Morfeo.
La bilancia pende sempre dalla parte sbagliata, ma forse è solo questione di sfortuna.
Se qui ci fosse il mare, (una spiaggia, una spiaggia anche minuscola), sarebbe tutto diverso. L’odore di divenire di quella massa instabile e azzurra suggerirebbe di certo conclusioni più acute di quelle indicate da questa volta di zinco che recinta le nuvole…
Listening to:
Questi posti davanti al mare – Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori -
Un impalpabile felicità avvolge questi minuti che declinano tutte le sfumature del crepuscolo. Implume, confusa e tremante, ha appena fatto capolino dal suo guscio.Nada fue. Apenas nada…Listening to:Quello che non – Francesco Guccini
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Quanta gioia,
quanti giorni,
quanti sbagli!
E’ un tardo pomeriggio di questa falsa primavera che odora già di estate e i conti non tornano. La cornice è perfetta, neppure un grande sceneggiatore avrebbe potuto fare di meglio, eppure la fabula è confusa e contraddittoria.
Non ho idea di cosa preveda per me il copione, di quello che mi sia richiesto di fare e anche se l’avessi non so se avrei l’incoscienza necessaria per farlo. Non sono abbastanza scafata per bluffare, non sarei credibile e, stando così le cose, è concreto il rischio che facendo anche solo un mezzo passo falso, diventi vulnerabile come un insetto. Che potrebbe essere spiaccicato senza troppi rimorsi. La chiave di tutto, ancora una volta, sarebbe l’autostima: me ne basterebbe solo un pizzico e forse ogni cosa sarebbe diversa, non avrei tante ritrosie e remore, riuscirei a non sovradimensionare le cose, a non fare sempre tutti questi errori, a non avere un timore irrazionale di svelare qualcosa di me. Invece, sono patologicamente insicura e so già che questo mi impedirà di prendere in mano la situazione e continuerò a frapporre diaframmi tra me e tutto il resto perché ho paura dell’impatto con le cose e sciuperò il momento opportuno, qualora si presentasse, trincerata dietro qualche scudo difensivo.
Devo smetterla di dire che le cose mi vanno sempre per il verso storto se sono io a dare loro una spinta in quella direzione. E che le strade sono tutte in salita se sono io a sbagliare percorso.
Listening to:
Un romantico a Milano – Baustelle

