Vacillo e recedo. Come sempre.
Continuo a soffrire di questa dannata malattia del desiderio che mi fa cambiare idea ogni volta che decido di prendere una risoluzione positiva per il mio stato psico-fisico. Anche perché tra me e la lucidità si frappone sempre qualcuna di quelle inezie così insignificanti per i più, ma tanto gradite e piacevoli per me. Questi piccoli particolari mi ricacciano indietro, nella mia penombra fantasmatica.
Schiava della mia ipertrofia mnesica evoco all’infinito gli episodi e mi anestetizzo ripensando solo al bello, a tutti quei frammenti che serbo gelosamente e che sono il mio indispensabile viatico in questo cammino accidentato e senza una meta certa.
Listening to:
Aspettando l’estate – Franco Battiato
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“…Spesso le nostre coscienze ci mormorano
frasi che poi nascondiamo dentro di noi
e ci sentiamo colpiti
per come veniamo cambiati;
parole nascoste non escono mai.
No, il tempo non torna più
e forse rimani tu con quello che hai.
Cos’è che grida nascosto in noi?
Stanotte non dormirai
ma non capirai…”
La verità è che è stata tutta una dannatissima illusione; adesso ne sono quasi certa, lo vedo da tanti piccoli particolari che segnalano una fondamentale indifferenza. Tra pochi giorni finirà questo supplizio di Tantalo e forse riuscirò a dimenticare questa vicenda che si è svolta interamente all’interno della mia testa sognatrice e ingenua. E poi verrà l’estate e tornerò a casa e magari ci sarà qualche sorpresa ad attendermi. E le cose prenderanno delle tinte molto più vivide rispetto a questo grigio perenne.
Listening to:
Occhi neri – Fiorella Mannoia -
Forse sono invisibile. Senza dubbio dev‘essere così, perché credo mi si legga in faccia che non sto bene e se qualcuno riesce a non notarlo significa che non mi vede affatto, nonostante io sperassi che questa volta fosse diverso. C’è evidentemente qualcosa che non va in me. Sono troppo comune, troppo ordinaria e tutti preferiscono scansarmi piuttosto che sporcarsi le mani sfiorandomi, come si fa con una cosa banale e di cattivo gusto che viene lasciata in disparte, dimenticata in un angolo, per paura che corrompa la nostra immagine pubblica. Avrei voluto che questa volta si mettesse fine per sempre a questo mio destino di esclusione, ma ancora una volta devo tristemente constatare che i miei desideri hanno come unica possibilità quella di schiantarsi a folle velocità contro un muro per finire spappolati.
Listening to:
Down by the water – PJ Harvey -
Visto come si è chiusa la precedente, gli auspici sotto i quali inizia questa nuova settimana non sono dei migliori. La speranza inizia a vacillare sotto i fendenti sferrati involontariamente da me stessa per la mia totale inettitudine. Ho sbagliato, lo so benissimo e vestirei il cilicio se bastasse ad espiare, ma non è così facile. Non avrei voluto scappare, ma l’ho fatto. Sempre per questa dannata insicurezza, per questa paura di essermi illusa, per questa sfiducia cronica in me stessa. Vorrei poter dimenticare questo colossale sfoggio di stupidità, ma è talmente macroscopico che non si può occultare. E non posso neppure chiedere perdono…
Listening to:
O Último Romântico – Caetano Veloso -
Maledette parole! Quando servono non riesco mai a trovarle e quando vorrei evitarle non sono in grado di arginarle.
Sono due giorni che rimugino senza soluzione di continuità.
Chi è più lucido di me ha sentenziato che ho commesso un errore madornale e deplora ciò che (non) ho fatto. Ma ignora completamente quanto sia difficile stare nei miei panni, sempre così stretti che sembrano stritolarmi. Non sono espansiva, non sono estroversa e non sono sicura né di me stessa, né di qualunque altra cosa; dunque cos’altro avrei potuto fare?
Alla luce di ciò è veramente crudele pretendere di accollare a me l’iniziativa…
Listening to:
Glósóli – Sigur Rós -
Mentre le domande continuano a moltiplicarsi per scissione binaria, le risposte perseverano nella loro latitanza. Ma forse una piccola consapevolezza inizia a farsi largo ed è tutto fuorché piacevole. Del resto avrei dovuto aspettarmelo.
Tuttavia, per quanto possa biasimarmi per ciò che ho fatto e per quello che ho mancato di fare, non posso onestamente accollarmi tutta la responsabilità di questo fallimento. La responsabilità dell’illusione, invece sì, è tutta mia, come sempre. E’ mia la colpa di essermi convinta che sotto la superficie ci fosse qualcosa che di fatto sembra non esistere.
Listening to:
Nessuna certezza – Tiromancino feat. Elisa & Meg -
Affondare le unghie nel palmo della mano non basta più per non sentire tutto il resto. Questo piccolo dolore conosciuto non è più sufficiente a rassicurami davanti allo smarrimento di cui sono vittima. Questa volta so che non basterà aumentare l’intensità della pena per diventare impermeabile. Scivolo da un errore all’altro e non ho scuse per questo, ma gradirei un po’ più di magnanimità; invece, non mi si perdona nulla. Ogni piccola conquista è sciupata immediatamente e non ha importanza se per colpa mia, di altri o per caso: il risultato è sempre, tristemente lo stesso.
Odio le pareti della mia stanza. Odio il palazzo di fronte. Odio questa dannata scrivania. In quasi otto mesi sono stati testimoni solo di malinconie, paure, tristezze e di queste maledette lacrime che sembrano attendermi in agguato ogni volta che mi chiudo la porta della camera alle spalle.
Sono stanca. Stanca di aspettare; di rimandare; di guardare in basso; di avere paura; di sentirmi sempre sola; di non essere capace di guardare gli altri negli occhi; di essere timida quando proprio non dovrei; di avvertire spesso questo senso di soffocamento, come se mi stessero afferrando per la gola; di non riuscire a dormire; di tremare spesso; di sentire sempre troppo profondamente anche la cosa più insignificante; di scappare da tutto, da tutti e soprattutto da me stessa.
Listening to:
Lilac wine – Jeff Buckley -
Silenzio.La lampada alle mie spalle e il buio fuori dalla mia finestra. E’ quasi estate. Le stelle giocano a nascondino. Vedo attraverso i vetri delle case di fronte la luce intermittente degli schermi filtrata dalle tende. Sotto la strada è deserta.Silenzio.Listening to:Silence is easy – Starsailor
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Quanto dura un pomeriggio?
Ho studiato tutte le inclinazioni e le sfumature della luce per non pensare. Ma i pensieri sono furbi e sguscianti e riescono a passare nelle fessure più strette; non ci si sottrae mai del tutto ad essi. Ti raggiungono e ti assaltano alle spalle e tu non puoi fare altro che arrenderti alla loro prepotenza.
A volte vorrei sentire un dolore fisico per distrarmi da questa angoscia.
Listening to:
Lá di longe – Tribalistas -
Non ho più bisogno di saggi consigli. Sono completamente insensibile al buonsenso delle persone che ho attorno; capisco tutto quello che dicono, ma non credo ad una sillaba. Le loro parole rimbalzano o scivolano sulla superficie delle mie “certezze”.
Listening to:
Replay – Samuele Bersani
