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    11 agosto 2007
    Senza categoria
    Nella mia camera scarsamente illuminata ascolto Tom Waits. Una delle poche certezze che mi restano. E’ un periodo strano, mi sento ripiombare in quello stato di insicurezza che ha caratterizzato la mia adolescenza e sento di perdere lentamente quel poco di contatto con la realtà che avevo faticosamente conquistato negli ultimi anni, come se tutto intorno si sgretolasse inesorabilmente. Avverto in modo opprimente lo scorrere del tempo, la necessità di fare qualcosa che dia un senso a tutto, l’urgenza di risposte. Sembra che ogni cosa vada per il verso sbagliato e non riesco ad avere alcuna influenza sugli eventi, come se fossi l’impotente timoniere di una nave che si trova impelagata in una tempesta che la sbatte da una parte all’altra.

    Listening to:
    Red shoes by the drugstore – Tom Waits

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  • Desiderando

    10 agosto 2007
    Senza categoria
    Stanotte dovrebbero cadere le stelle. Io le avrei guardate volentieri, se non fosse che stamattina mi sono svegliata e il cielo era praticamente bianco; un uniforme tappeto di nuvole. Adesso è migliorato un po’, ma non c’è da illudersi troppo. Peccato. Avrei tanti e tali di quei desideri in sospeso…o forse no, non così tanti, per lo meno non tutti ugualmente importanti ed urgenti.

    Sul Venerdì de La Repubblica di oggi il mio oroscopo settimanale promette a breve un incontro epocale ed io, benché non creda agli oroscopi, mi chiedo se potrebbe trattarsi di un rincontro, nel qual caso sarei felicissima di abdicare al mio scetticismo nei confronti dell’astrologia, ma ancora una volta non mi faccio illusioni. Inoltre, la previsione mi suggerisce anche di eliminare i “rami secchi”, il che potrebbe sottintendere l’esatto contrario di ciò che io vorrei leggere tra le righe…


    Listening to:
    Galapagos – The Smashing Pumpkins

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  • Accordi

    8 agosto 2007
    Riflessioni

    Malgrado tutto, ho questa stupida abitudine di congetturare sulle coincidenze e di credere che stiano lì a significare qualcosa in un disegno ben preciso. Forse perché sono ingenua e mi riesce difficile pensare a un destino beffardo al punto tale da illuderci invano. Credo in un’architettura universale molto simile alla musica, all’armonia e al contrappunto, in cui i rapporti tra gli esseri umani sono governati da leggi che mirano a una combinazione piacevole delle persone, non alla disarmonia e solo sporadicamente alla dissonanza. Credo che le coincidenze siano il segnale per riconoscersi e combinarsi per formare armonici perfetti. E lo credo nonostante tutto ciò manchi di evidenza, lo credo benché tutte le prove che ho raccolto siano apparentemente avverse alla mia tesi.

    Listening to:
    Meravigliandomi del mondo – Luca Madonia e Carmen Consoli

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  • Backwards

    7 agosto 2007
    Senza categoria
    Un’accozzaglia indefinita di colori, contorni che non sono più delineati, una patina di polvere a ricoprire e complicare il processo di decifrazione di un’immagine sempre più pallida, seppellita negli anditi più remoti della memoria, inutile e dimenticata senza alcuna macerazione interiore. Un’antiestetica appendice recisa senza esitazione. Probabilmente l’oblio ha già portato a termine il proprio lavoro e quella figurina pallida non può beneficiare neppure dell’essere sporadicamente accarezzata con la memoria in momenti di particolare nostalgia del passato. E a far da contraltare a tutto ciò, l’idealizzazione e la malinconia di chi da qui, da lontano, sospira ancora…
    Benché mi sia illusa lungamente non sono libera. Ma, mi viene da chiedermi se sbarazzarsi del tutto del passato, per quanto scomodo e ingombrante sia, possa essere una soluzione; e, se anche fosse, una soluzione a cosa? E vorrei davvero risolvere tutto? Perché i tentennamenti che ho avvertito anche nei momenti in cui credevo di aver raggiunto il massimo della risolutezza lasciano intendere ben altro che la volontà di iniziare un cammino che non sia sempre e solo a ritroso.

    Listening to:
    Song 2 – Blur

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  • Anni fa…

    5 agosto 2007
    Senza categoria
    Scrivevo di notte anche allora. Sedevo alla mia scrivania e con una penna colorata tracciavo segni su un foglio bianco, illuminata dalla luce fioca della lampada da tavolo che proiettava un’ombra scura sul muro alle mie spalle. Trascorrevo le notti pensando e trasponendo in parole e frasi ogni cosa. Non ero l’unica. Ma io sbagliavo destinatario. E adesso sbaglio momento, anche se sono certa di non essere l’unica neppure in questo frangente. Il brutto è che ho perso gran parte della spensieratezza e della fiducia che avevo nel passato; mi resta una smorfia leggera a testimonianza dell’amarezza per ciò che è assente e la triste consapevolezza dell’inutilità di qualunque cosa faccia.

    Listening to:
    Out on the weekend – Neil Young

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  • Nostalgia

    4 agosto 2007
    Senza categoria
    Nelle pareti, all’orizzonte, nel profilo del promontorio, nelle stelle che punteggiano il cielo notturno, in ogni alito di vento, nella risacca delle onde, nei lastroni di pietra nera del lungomare, nell’odore di salsedine, nella polvere, negli edifici, nei rimbalzi di un pallone…e mi divora.

    Listening to:
    She’s only happy in the sun – Ben Harper

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  • Agosto

    1 agosto 2007
    Senza categoria
    “…like a crack in a wall
    starting small,
    and grow in time…”

    Ritorna agosto, come ogni anno. Ritornano echi del passato, ombre, baluginii, ma soprattutto ricordi. Ricordi talmente insinuati sotto la pelle che ogni tentativo di rimuoverli si rivela vano. Ogni volta sembra che al loro posto si formi del tessuto cicatriziale perfettamente sano, ma poi, neppure troppo inattesa, si ripresenta la recidiva.
    Ricomincio a girare lo sguardo nervosamente sperando di cogliere un bagliore che da troppo tempo è diventato una chimera, ma questa volta con un intento diverso: è la curiosità a spingermi, la voglia di vedere cosa sia stato capace di fare il tempo, cosa abbia travolto e cosa abbia rispettato. E’ la voglia di aggiornare un file che da troppo giace abbandonato in un angolo polveroso della memoria. E forse è anche la voglia di essere rivista, non solo quella di rivedere.

    Listening to:
    Older chests – Damien Rice

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  • Qui

    27 luglio 2007
    Senza categoria

    Il tempo non esiste. E’ un illusione. Esiste solo nella sua versione “istituzionale”, quella che ci costringe a diventare vecchi, quella che fa cambiare i calendari. Per il resto, non è che un rumore di sottofondo. Niente cambia mai davvero; per lo meno, non in brevi periodi ed è bello riconoscere le cose, ritrovare sempre il proprio posto e starci comodi, con l’incastro giusto; avere la sensazione di non essersi mai allontanati e sentirsi di nuovo protetti. E ritrovare discussioni frivole ed altre surreali, ricominciare a passare le serate confrontandosi per cercare di stabilire quale sia il modo migliore di scrivere un romanzo e quale la lunghezza minima, parlare di politica e di psicologia, usare quelle parole preziose e desuete che tanto mi sono care senza il timore che non mi si comprenda…
    Questo è quello che mi è mancato, disperatamente mancato, nei mesi passati a Torino. Questo è quello che rende bello l’essere qui.

    Listening to:
    Envoy – Kings of Convenience

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  • Oggi come ieri

    23 luglio 2007
    Senza categoria

    “Don’t feel like home. He’s a little out./ And all these words elope. It’s nothing like your poem./ Putting in. Inputting in. Don’t feel like methadone./ A scratching voice all alone it’s nothing like your baritone./ It’s nothing as it seems. The little that he needs. It’s home./The little that he sees. Is nothing he concedes. It’s home…”. Eddie Vedder cantava. Io avevo sedici anni ed ero confusa. L’estate era una sequenza di serate torride e stellate trascorse a passeggiare sul lungomare. Il futuro era nebuloso e lontano, sembrava che ogni cosa potesse essere comodamente rimandata, che ogni scelta fosse distante. Leggevo voracemente e fantasticavo.

    Eddie Vedder canta. Ho quasi ventiquattro anni e sono confusa…

    Listening to:
    Nothing as it seems – Pearl Jam

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    6 commenti su Oggi come ieri
  • Cosa succede

    22 luglio 2007
    Senza categoria


    1. Le zanzare proliferano incoraggiate dall’acqua stagnante dei sottovasi e mi tormentano. Ormai sono una donna a pois.
    2. La nonna cucina sempre troppo, ma benissimo.
    3. Finalmente oggi c’è stata una tappa interessante al Tour de France. Ho deciso di tifare per il mio quasi coetaneo Contador.
    4. Ho camminato eccessivamente e con scarpe scomode e mi è tornata la tendinite.
    5. Certe persona rimangono sempre miracolosamente uguali.
    6. Dormo troppo poco.
    7. Non mi funziona MSN Messenger.
    8. Neppure qui trovo il tempo di leggere, ma recupererò. Questo è stato l’annus horribilis delle mie letture e la cosa mi spiace parecchio.
    9. Ieri sera sono stata stupita da una stella cadente di dimensioni mostruose, che sembrava vicinissima, quasi raggiungibile allungando un po’ un braccio. Mai visto nulla del genere. Naturalmente ho espresso un desiderio, ma non mi faccio illusioni.
    10. Si trascina stancamente l’ennesima giornata di caldo africano. Penombra, spossatezza e il rumore delle pale del ventilatore che girano: un perfetto quadretto bukowskiano…

    Listening to:
    Great Indoors – John Mayer

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NIENTE DI ALIENO

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